Vi ho parlato più volte di Cesar Millan, un addestratore di cani americano. Spesso ve ne ho parlato con parole non molto tenere nei suoi riguardi poiché ho sempre ritenuto i suoi metodi, a dir poco brutali.
Pensavo di essere magari io, da profano dell’addestramento, a vedere del male in quello che faceva. L’altra sera, però, mi è arrivata un’e-mail da una persona che sicuramente profano non è ma è uno degli educatori più quotati del nostro Paese: Simone Della Valle. In questa e-mail mi mandava il link al video qui sopra.
Io sarò anche “profano” ma secondo voi un cane si educa a calci?
Il clicker training è un metodo di addestramento usato sino ad ora, pare, con i delfini. Da un po’ di tempo si è scoperto che può essere adottato con successo anche con cani, gatti e cavalli. In cosa consiste? Premettiamo che si tratta di un metodo che lavora sul rinforzo positivo e non sulle punizioni e si avvale dell’aiuto di un clicker.
Il clicker è un dispositivo meccanico: ogni volta che viene premuto emette un suono simile al click-clack. Non avendo intonazione, come la voce degli umani, ma essendo sempre uguale a se stesso dovrebbe garantire che non vi siano errori. Va fatto suonare diverse volte vicino al nostro amico a quattro zampe e ad ogni click devono seguire un croccantino o una coccola.
Quando il cane avrà associato al suono una ricompensa, allora potremo cominciare ad associare allo stesso suono un azione o un comando. I clickers in commercio, come il Multi Clicker della Camon, costano davvero poco: circa 3 euro. Io continuerò ad informarmi, ma intanto chiedo a voi lettori di Petsblog: avete già provato questo metodo? Cosa ne pensate?
Alzi la mano chi ha uno smartphone. Adesso la tenga su solo chi ha ANDROID, il sistema operativo di Google. Se siete malati di tecnologia e di cani questa notizia fa per voi. Tra le mille applicazioni scaricabili ne è stata creata una per aiutarvi ad educare il vostro amico peloso. Conoscete il “click-clack”? è un semplice oggetto di lamiera che serve per dare il segnale di “comando eseguito correttamente” al vostro cane. In pratica se dite “seduto” e il vostro peloso si siede cliccate la lamiera e fa un rumore particolare che è come il “via libera” per un premio. Scaricando Clicktrain avrete la vostra bella applicazione.
Oltre al click-clack vi interessa anche il fischietto ad ultrasuoni? tranquilli, c’è anche quello. La relativa applicazione si chiama Dog Whistle ed emette quel classico suono che….non potete sentire. In questa applicazione ci sono quattro tipi di frequenze. Forse, rispetto ad un vero fischietto, c’è il problema di avere un telefono che faccia rendere correttamente il suono. Entrambe le applicazioni sono gratuite e, giusto per provare, magari si possono scaricare e vedere come funzionano.
Via| Androidworld

Di Cesar Millan ve ne avevamo già parlato. Millan è un addestratore di cani americano che ha un programma in tv dove insegna ad addestrare i cani. Addestrare e non educare, come noi di Petsblog amiamo venga fatto. Cesar Millan addestra i cani con metodi decisamente poco ortodossi e spesso molto discutibili.
Come dicevo in precedenza di lui abbiamo già parlato quando ha mosso critiche verso nientemeno che Barak Obama perché, a suo dire, è un cattivo padrone per il cane Bo visto che si fa “trascinare” dal cane invece che impartire le sue volontà. Millan è anche un sostenitore dell’addestramento duro fatto di colpi di guinzaglio e strattoni al collare.
L’addestratore di origine messicana torna a far parlare di se con una nuova intervista nella quale ribalta le comuni regole dell’addestramento basate sulla reciproca fiducia cane-padrone e sostiene che un vero padrone deve essere un vero capobranco. Quando il cane si comporta male deve ringhiargli contro, ribaltarlo, metterlo pancia all’aria e guardarlo con sdegno. A parte il fatto che ribaltare un cane non è roba facile. Se si tratta di un toy-dog magari è più semplice ma quando gioco con il mio pit e ci provo fallisco sempre e non voglio pensare ai “papà” di un mastino o di un alano e farlo con un cane in una situazione emotiva tesa, come durante un rimprovero, può portare a ritrovarci con un bel morso (sicuramente dato per difendersi e non per farci veramente male). Questi “suggerimenti” sono stati presi in maniera molto dura dagli animalisti e dagli educatori americani che affermano che, oltre ad essere inutili, dannosi e aver riportato la scienza dell’addestramento indietro di cinquant’anni, rischiano di essere uno stimolo ai maltrattamenti.
Via| Corriere.it
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La passeggiata con il proprio cane è un momento meraviglioso in cui possiamo stare in pace con il nostro amichetto peloso. Spesso, però, il nostro amichetto non è piccolo e al guinzaglio “soffre” e comincia a tirare come un treno. Diventa un problema da gestire quando si tratta di un cane particolarmente forte o grosso. In molti credono di poter risolvere facilmente il problema con un collare di quelli chiamati “a strozzo”. Questi collari tendono a stringersi al collo del cane appena vengono tirati. Sono collari che possono creare gravi danni ai cani perché l’uomo tende a tirare ogni volta che vuole farsi ascoltare ma il cane ha una soglia di dolore molto alta e quando “ascolta” per il dolore vuol dire che si è già causato danni fisici come, ad esempio, una lesione alla trachea.
Per insegnare al nostro cane a non tirare serve pazienza e dedizione. Se vedete che si agita appena prendete il guinzaglio fermatevi e aspettate che si calmi. Cerchiamo di fargli capire che è lui che deve stare al nostro passo e non viceversa e che chi decide la strada da percorrere siamo noi e non lui. Quando lo portate al parco e vedete che comincia ad agitarsi (per lui quel luogo è fonte di divertimento e vorrebbe essere libero di girovagare) fermatevi e aspettate che si calmi, fatevi guardare negli occhi e chiedetegli di sedersi. Quando sarà tranquillizzato potrete riprendere il giretto. Se poi il cane è “vivace” e ha un’andatura allegra evitate il collare a strozzo e prendetegli una bella pettorina.
Via| Pets & the city
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Continuiamo il nostro giro di interviste incontrando oggi Nicola Ratti, dog trainer ma soprattuto campione, assieme al suo Ciacky, di Disc Dog. Un titolo conseguito oltre che nelle gare internazionali, svolte con la sua scuola K1-Dog, anche negli studi di Canale5 quando lo scorso marzo 2010 è entrato nel guiness dei primati allo Show dei record. Il primato di Ciacky e Nicola: 11 prese del disco in aria oltre i 10 metri in 2 minuti.
Nicola, l’opinione pubblica ti ha conosciuto grazie allo Show dei Record, ma so che la tua storia inizia anni fa con un border collie sul motorino… Come è nata la tua passione per i cani e per il training?
Andare in giro con un cane su uno scooter non passa inosservato, in effetti. Il primo cane con cui facevo lunghi giri in moto era, in verità, un pastore maremmano di nome Zara. In quel periodo avevo 14 anni e quindi il mio unico mezzo di trasporto erano le due ruote. Mi piaceva portarla dovunque e lei era contenta di salire e sentire il vento sul muso. Non saprei dire quando o come è nata la mia passione. Il mio primo cane lo ricordo a malapena perché avevo meno di 3 anni. Poi, pian piano una semplice passione di bambino e poi ragazzo, si è evoluta al punto di diventare una professione. È stato un percorso naturale in quanto non ho mai avuto problemi ad interagire con qualsiasi animale. Ancor prima di seguire i corsi professionali ero riuscito ad educare i miei cani con il metodo….fai da te! Ovviamente i corsi, gli stage, il lavoro sul campo sono fondamentali per capire il mondo del cane, i suoi comportamenti e il modo di farsi capire da un animale che ha un metodo di comunicazione del tutto diverso dal nostro. Mi piace educare cani. Viviamo quasi tutti in città, e il cane deve necessariamente essere educato e facilmente gestito dal proprietario in ogni situazione. Un cane educato è un cane libero di seguirci ovunque…questo è il mio motto!
L’intesa con il tuo cane è precedente al momento in cui hai deciso di fare l’addestratore. Mi viene quindi da chiederti se dog trainer si nasce o si può anche diventare
Tutti possono seguire corsi per diventare istruttori ma credo che ciò non basti. Occorre una dote innata. Non basta studiare e frequentare corsi, bisogna entrare nella psicologia del cane, cercare di capire le sue esigenze interpretando il suo comportamento. “Il miglior biglietto da visita per un dog trainer è il proprio cane” questo è ciò che diceva il mio primo istruttore Massimo Perla. In questi anni ho visto tanti “educatori” che non erano in grado di lasciare il loro cane libero in un parco. Non tutti hanno la capacità di interagire con i cani. E non solo con i cani. Il mio lavoro che sembra basato solo sul cane è invece fondato sull’educazione del padrone. La maggior parte dei cani ha problemi causati da un’eccessiva antropomorfizzazione. Cioè vengono trattati come bambini, viziati, riempiti di coccole pensando che basti questo per renderli felici. Nulla di più sbagliato. Il cane deve fare il cane! Deve avere uno scopo nella vita. Tranne alcune razze particolari, tutti dovrebbero fare attività fisica ed essere stimolati mentalmente. Un cane che ozia per 24 ore in casa molto probabilmente mostrerà disturbi comportamentali.
Continua a leggere: Intervista a Nicola Ratti, disc dog trainer da Guiness
Vi abbiamo detto che il cane, alla fine, è come un bambino. Voi un bambino lo addestrate o lo educate? Immagino abbiate risposto che lo educate e, quindi, perché un cane va addestrato e non educato? Questa differenza sembra piccola ma non lo è. Addestrare un cane implica che dobbiamo essere sempre noi a dire a lui cosa fare nelle singole situazioni. Educarlo vuol dire che il cane ha la capacità di decidere come comportarsi nelle varie occasioni.
Angelo Vaira è un educatore cinofilo e ha creato il metodo Think Dog. In questo metodo, appunto il cane si educa e non si addestra. Praticamente lui entra in uno stato di empatia con il cane e riesce a farsi obbedire tramite uno stimolo positivo. Secondo Angelo questo metodo è valido per i cani ma aiuta gli stessi uomini a rapportarsi meglio con le altre persone.
Via| Corriere.it
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Più di una volta abbiamo detto di insegnare questo o quello al nostro cagnolone. Ma qual è l’atteggiamento giusto per far sì che il nostro amico peloso apprenda facilmente? Ecco una sorta di decalogo da tener presente:
Ricordatevi che se non insegnate al cane come fare le cose, il cane imparerà quello che più gli piace o che gli dice l’istinto.
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Molti cani hanno reazioni di paura – a volte anche di terrore – dinanzi ai rumori forti, quali, ad esempio, quelli prodotti dai tuoni, dai fuochi d’artificio, dalle sirene, dai motori, dalle grida e via dicendo. Le reazioni possono andare da una immobilità del cane alla corsa per andarsi a nascondere da qualche parte, dal pianto ad un continuo uggiolio incontrollabile che risulta molto fastidioso soprattutto perché non sappiamo come comportarci e come tranquillizzare il nostro amico peloso.
Prima di adottare una qualsiasi misura atta a calmare Fido, dobbiamo fare due “cose”: la prima è rimanere calmi noi per non trasmettere nervosismo al cane; l’altra è cercare di osservare il più possibile il cagnolone per capire quali sono i rumori che lo spaventano e, per quanto possibile, anticiparli distraendo il cane con una leccornia, per esempio.
Una buona terapia di desensibilizzazione consiste nel registrare quei rumori che spaventano il cane e farglieli ascoltare partendo da un volume molto basso e poi aumentandolo mano a mano. Se all’aumentare del volume il cane rimane tranquillo, allora un premio ci sta tutto. Se invece Fido mostra segni di impazienza, paura o lamentazioni varie non dobbiamo dargli alcuna ricompensa, per non rafforzargli tale atteggiamento.
Tenete presente che tale terapia di desensibilizzazione potrà essere lunga e, a volte, anche difficile: ma vale la pena di attuarla perché l’obiettivo finale è il benessere del nostro amico peloso.
Questa micina è stata perfettamente addestrata ad aspettare e poi prendere le palline che le lancia il suo padrone. È molto carina e devo dire anche precisissima nell’eseguire il suo compito. Solo che, da amante dei gatti, mi sento combattuta. Trovo infatti sempre un po’ triste l’addestramento di un felino, a meno che non si tratti di imparare ad usare la lettiera (non il water) o a non distruggere qualcosa in casa.
L’addestramento degli animali è di per sé affascinante, visto che abbiamo conferma della loro intelligenza, prontezza di riflessi e capacità di relazionarsi agli esseri umani. Mi piacerebbe solo che i compiti da insegnare ai nostri pet non avessero come unico scopo il nostro poterli esibire al pubblico degli amici o, in questo caso, di youtube.