Solitamente, se nei video c’è un cane che balla si tratta di un montaggio o di un comportamento che può essere interpretato come danza, ma che non lo è affatto. In questo caso, invece, il comportamento del Golden Retriever sembra inequivocabile. Con la testa segue il ritmo del brano musicale e si ferma non appena si ferma la musica.
Mi sarebbe piaciuto vedere se la coda è scodinzolante o meno, se la postura è rilassata. Così, a colpo d’occhio, sembra che il cagnolone abbia davvero uno spiccatissimo senso del ritmo. Che mi raccontate, lettori di Petsblog, avete notato qualcosa di simile anche nei vostri amici animali?
Quando sono a passeggio con i miei cani, capita che mi squilli il telefono o mi arrivi qualche sms. Rispondo (mica sempre… a seconda di chi è!). E le reazioni dei miei cani sono diverse: la meticcia e la bassotta sono del tutto disinteressate prese come sono dall’annusare i mille odori che ci sono in giro.
La golden retriever, invece, mi guarda con occhi interrogativi e, se rispondo al telefono, mi fissa. Direi contrariata. Fa di tutto per distrarmi e se io continuo a parlare mi ignora. Appena chiudo, poi, mi guarda e sbuffa, come a dire: “Ah bello, sei uscito a passeggiare con me e parli con altri?”. E dà uno strattone al guinzaglio, quasi dicesse: “Muoviti!”.
Magari sto troppo umanizzando la mia golden, ma ammetto che ho iniziato a uscire senza cellulare perché i suoi occhioni scocciati mi imbarazzano troppo…
I vostri amici pelosi che reazione hanno quando rispondere al telefono mentre siete a passeggio con loro?
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È impossibile non rimanere affascinati dal libro di W. Bruce Cameron dal titolo Dalla parte di Bailey. Una storia per umani, pubblicato in Italia da Giunti. È impossibile non farsi prendere dal ritmo della storia, perché narra di un cane e del suo amico umano in una maniera del tutto particolare: il cane protagonista, infatti, è come se non morisse mai. In realtà muore, solo che ogni volta si reincarna ricordando il proprio passato e sapendo che ha una missione da compiere. Nasce bastardino, rinasce Golden Retriever, quindi nella terza incarnazione diventa un cane poliziotto e, infine, un labrador nero. In ogni vita impara qualcosa che gli sarà utile per portare a termine la sua missione.
Il libro è narrato in prima persona dal cane protagonista e noi lettori sappiamo le cose mano a mano che lui ce le racconta: quindi ci sono diversi episodi che saranno completamente rivisti in base alla sensibilità canina. L’autore, W. Bruce Cameron – giornalista umoristico americano –, ha saputo descrivere benissimo le sensazioni del cagnolotto e raccontarle ora con umorismo ora con drammaticità. Ecco cosa succede durante un matrimonio dal punto di vista del protagonista principale del libro, il cane (non dico a che reincarnazione siamo per non svelare troppo):
Un giorno si radunarono in un grande edificio e rimasero in silenzio mentre io mostravo loro il nuovo trucco che avevo imparato: camminavo a passo lento e solenne lungo un percorso stretto, in mezzo a file di panche di legno, salivo dei gradini coperti da un tappeto e poi aspettavo pazientemente che mi togliessero qualcosa da una scatolina che portavo sul dorso. Quindi tutti si sedettero ad ammirarmi, mentre loro due chiacchieravano di non so cosa. Lei indossava un vestito bianco tutto vaporoso: intuii che dopo non saremmo andati al parco a giocare, ma mi stava bene perché tutti sembravano felici vedendo quant’ero stato bravo. Mama addirittura pianse dalla contentezza.
Continua a leggere: Storie di cani: Dalla parte di Bailey. Una storia per umani
Sono sempre stato un tipo moto pudico, soprattutto nel caso in cui, in qualche angolo delle strade di questo mondo, mi capitava di incontrare coppiette che si sbaciucchiavano: buon per loro, sia chiaro, ma io abbassavo gli occhi e filavo dritto (da piccolo più che mai, poi). Ecco, ora, “grazie” a Lilla, la mia golden retriever, devo fare pure i conti con questa cosa.
Pare che lei, infatti abbia una certa attrazione per le coppiette che si sbaciucchiano: se ne intuisce anche solo la sagoma da lontano, assume la sua posizione da caccia (sennò che retriever sarebbe?), blocca la coda e, dopo qualche secondo, punta sugli ignari amanti. Poi, a debita distanza (pure furba, sennò la scoprono), si siede e guarda: un po’ loro e un po’ me (che, nel frattempo, avvampo!).
Ultimamente ha sviluppato un sesto senso: riesce a individuare le macchine parcheggiate al cui interno ci sono le persone e cerca di avvicinarsi. Io finora sono riuscito a frenarla e a distrarla. Ma vuoi vedere che proprio per colpa del cagnolone devo farmi la nomea di maniaco?
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Stando a degli studi specifici, i cani non hanno memoria ma “ragionano” per associazione e per istinto. Ho sempre storto il naso dinanzi a questo tipo di ricerche (forse sono superficiale, direte), ma l’esperienza di noi umani che con i cani ci viviamo ci dice proprio tutto il contrario: spesso i cani ricordano (o almeno così pare).
Ho avuto la conferma della “memoria dei cani” in questi giorni. Dopo tante ricerche son riuscito a trovare un tappeto particolare per cani che mi aveva consigliato l’allevatore quando anni fa presi Lilla, la mia Golden Retriever. Il tappeto in questione si chiama vetbed e, oltre a essere morbidissimo, ha dei vantaggi dal punto di vista igienico. Dovete sapere che Lilla è timida di base, diffidente e non guarda le novità di buon occhio. Quando ha visto il tappeto a terra, invece, subito si è sdraiata comodamente e ora non si sposta per nulla al mondo. L’ultima volta che la mia golden si era sdraiata su un tappeto del genere era il 17 gennaio 2006, quando, cioè, venne a vivere con me. E dopo quattro anni, immediatamente ha riconosciuto il tappeto sul quale era nata.
Associazione di idee? Forse. Memoria? Chissà!
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Il cane del video non “sa” che è stato tolto il vetro alla porta-finestra e, per questo, non vuole uscire, anche se chiamato dall’amico umano. Una volta uscito, poi, se chiamato, non vuole rientrare.
Il “superamento del limite” a volte è un vero problema per i golden retriever (o almeno vale per i golden che conosco): se sanno che una cosa non si deve fare, non si fa. Punto. Se la situazione cambia è arduo farli tornare sulle proprie convinzioni. Se questo da un lato mostra sia il buon carattere di questi cani sia il fatto che l’apprendimento nei nostri amici pelosi funziona in maniera binaria (sì/20), dall’altro può produrre delle situazioni simpatiche come quella del video.
Lilla, la mia splendida golden, “sa” che la porta di casa è chiusa e si apre “per incanto” solo quando lei indossa pettorina e guinzaglio. Se, per un qualche motivo la porta di casa rimane aperta, lei passa davanti e non si lascia distrarre nelle sue monolitiche certezze: non ha la pettorina, quindi la porta è chiusa!

Jingjing e un Golden Retrievier che abita a Shanghai. Un bel giorno il palazzo in cui abitava con il suo padrone ha preso fuoco e Jingjing si è fermato davanti a casa per aspettarlo. I pompieri hanno fatto di tutto per convincerlo a mangiare e bere, ma lui si è categoricamente rifiutato. Se qualcuno cercava di portarlo via ringhiava.
Dopo ben quaranta ore, esausto, si è lasciato aiutare da un vigile del fuoco, che solo allora ha potuto leggere sulla sua medaglietta e cominciare le ricerche. Il suo padrone era ricoverato in ospedale, intossicato ma salvo. Appena dimesso è andato a riprendere il suo fedelissimo amico, che solo allora ha ricominciato a nutrirsi.
Ormai di storie simili ne sentiamo davvero tante. La stessa letteratura è piena di cani eroi e fedelissimi amici. Eppure, suppongo che per voi lettori di Petsblog sia lo stesso, non riesco a non stupirmi ogni volta che leggo di simili comportamenti canini. Forse perché sono abituata male dagli umani?
Via | China Daily
Dall’esperienza di Alessandra e Lulù nasce il progetto “Abili a quattro zampe” che vede i cani addestrati per aiutare al massimo i diversamente abili. Nel video possiamo vedere quello che la bella Lulù riesce a fare per la sua padrona Alessandra durante la vita quotidiana. Inizialmente la giovane aveva preso Lulù per avere compagnia, ma quando un giorno giocando la cucciola l’ha fatta cadere dalla sedie a rotelle, ha capito di aver bisogno di farla addestrare. Così si è recata al centro ferrarese ChiaraMilla, e insieme sviluppano il progetto “Abili a quattro zampe”, con l’obiettivo di “formare” cani da assistenza per i disabili.
I cani attualmente scelti per questa funzione sono i Golden Retriever che vengono presi dai diversamente abili già da quando sono cuccioli e portati a casa (con microcip e vaccinazioni). Il cucciolo inizia ad abituarsi al padrone ed il padrone ad insegnare le prime cose al cucciolo. All’età giusta, il cucciolo viene seguito da addestratori professionisti che gli insegnano a diventare l’ombra e l’aiuto del proprio padrone diversamente abile. Unico problema è il costo: tra selezione del cucciolo, cure e soprattutto addestramento, il costo di un cane del genere arriva ai 10 mila euro. L’unica speranza è che vista l’ulitià possa diventare un aiuto dato dallo Stato.
Via |Affari Italiani
Ginger è chiaramente un cane dal sano e robusto appetito. L’avevamo già visto fare colazione ma sembra che il golden retriver protagonista del video abbia una gran fame tanto da svegliarsi nel cuore della notte per uno spuntino notturno. Il frigo, però, è vuoto e a Ginger non resta che accontentarsi di un sandwich marmellata e cereali.
Siete tutti invitati a colazione con il golden retriver Ginger vi invita a colazione. Non è un semplice pranzetto come vi abbiamo mostrato l’altra volta ma una vera e propria colazione con tutti i crismi. Ovviamente il risveglio non è facile nemmeno per i cani e quindi ci si deve dare una bella carica con caffè e cereali. Onestamente, però, mi sembra che Ginger abbia bisogno di un caffè un po’ più forte.