Chi è il cane? E ancora: chi è il cane con cui condividiamo lunghi anni della vita? Libri sul comportamento degli animali popolano gli scaffali di tutte le librerie, ma il testo di Angelo Vaira, di cui consigliamo caldamente la lettura, è differente. Innanzitutto non ha nulla a che vedere con quelle pubblicazioni magnificamente corredate di foto che rappresentano più un piacere per gli occhi, a volte, confessiamocelo, un po’ troppo prevedibili e oleografiche, che un vero e proprio approfondimento sulla vita dei nostri amici pelosi. Dritto al cuore del tuo cane. Come conoscerlo, educarlo e costruire con lui una relazione perfetta non è un libro facilissimo perché è minuzioso e affronta con piglio scientifico il rapporto profondo che potremmo stabilire con i nostri cani e che essi pare ci chiedano in cambio della loro sconfinata disponibilità a relazionarsi.
Quando lavoro con qualche proprietario di cane, spunta inevitabilmente la frase: “Ho capito! Siamo noi che dobbiamo imparare, non il cane!”. In realtà anche il cane apprende, ma questa esclamazione contiene anche una grande verità: nel percorso di educazione noi esseri umani impariamo molto. Più diventiamo bravi ad ascoltare e a comunicare, più il cane ci presterà ascolto. Ed è così che impariamo a muoverci meglio, a esprimerci con il corpo e con il tono di voce, oltre che con le parole.
L’autore prende in esame gli aspetti salienti della “relazione perfetta” fra cane e un umano dal momento dell’incontro, al gioco, ai primi viaggi e al percorso di educazione che, per dirla con Antoine de Saint-Exupéry, è sempre una relazione biunivoca, dove ad ogni singolo elemento appartenente a uno, corrisponde lo stesso elemento di pari grandezza e sostanza nell’altro.
Angelo Vaira
Dritto al cuore del tuo cane.
Come conoscerlo, educarlo e costruire con lui una relazione perfetta
Kowalski, 2011
pp. 222, euro 16

Avanti, ammettetelo: è più facile immaginare un gatto immerso in letture impegnate che un cagnolone. Il gatto coltiva un’aria da secchione, mentre il cane è quello che ottiene la borsa di studio grazie al suo ruolo fondamentale nella squadra di rugby. Come dite? Si vede spudoratamente che sono di parte? D’accordo, d’accordo. Lasciamo da parte i luoghi comuni e passiamo ad argomenti più seri.
Chi ha dei bambini sa benissimo che gli animali sono i protagonisti indiscussi di favole e cartoni animati. Spesso è proprio grazie alle storie con gli animali che i piccoli riescono a comprendere o ad accettare messaggi che altrimenti non digerirebbero.
Lo stesso accade a noi adulti. Se Orwell avesse detto esattamente come la pensava invece di scrivere La fattoria degli animali, non so quanti sarebbero stati a sentirlo. Il suo romanzo, invece, è passato indenne attraverso gli anni e ancora oggi si fa portavoce di messaggi scomodi.
Sinceramente non sono una grande fan delle storie che hanno gli animali come protagonisti, ma ci sono delle eccezioni: i romanzi di Herriot, il veterinario scrittore, e La mia famiglia e altri animali di Durrell li ho davvero amati. E voi cosa ne pensate del binomio animali-letteratura? Vi affascina? Vi annoia? Volete suggerirci un titolo che vi ha appassionati?
Foto |Flickr
Il mondo emotivo degli animali è affascinante. Chi vive con cani e gatti riconosce senza particolari problemi le espressioni degli amici pelosi; e questo vale anche per gli altri “animali da compagnia”. Per cercare di capire sempre meglio i nostri amici pelosi (e anche gli altri animali in genere) potrebbe essere utile consultare il Dizionario bilingue. 40 animali e le loro emozioni, scritto da Jeffrey M. Masson per la casa editrice Sonda e simpaticamente illustrato da Silvia Ziche.
L’autore presenta quaranta animali (cani, gatti, pappagalli, conigli, tartarughe, cavalli ma anche granchi, gufi, api, tigri, koala, ghepardi…) e di ognuno descrive brevemente la storia, il suo rapporto con l’essere umano ed illustra il suo modo di provare le emozioni. Per Masson è importante imparare a conoscere questi aspetti della vita degli animali perché così possiamo comunicare meglio con loro:
Per comunicare con gli animali dobbiamo prima di tutto sentirci affini a loro. Non potete interagire con una creatura che disprezzate, o non considerate, o a cui vi sentite superiori in una maniera qualsiasi. Anzi, è importante che il vostro approccio verso un animale con cui volete “parlare” sia umile: ricordate, ognuno di loro è in grado di far sapere a un proprio simile ciò che sta provando. Dovete imparare a usare i suoi stessi segnali.
Continua a leggere: Le emozioni degli animali. Un dizionario per capirle
È impossibile non rimanere affascinati dal libro di W. Bruce Cameron dal titolo Dalla parte di Bailey. Una storia per umani, pubblicato in Italia da Giunti. È impossibile non farsi prendere dal ritmo della storia, perché narra di un cane e del suo amico umano in una maniera del tutto particolare: il cane protagonista, infatti, è come se non morisse mai. In realtà muore, solo che ogni volta si reincarna ricordando il proprio passato e sapendo che ha una missione da compiere. Nasce bastardino, rinasce Golden Retriever, quindi nella terza incarnazione diventa un cane poliziotto e, infine, un labrador nero. In ogni vita impara qualcosa che gli sarà utile per portare a termine la sua missione.
Il libro è narrato in prima persona dal cane protagonista e noi lettori sappiamo le cose mano a mano che lui ce le racconta: quindi ci sono diversi episodi che saranno completamente rivisti in base alla sensibilità canina. L’autore, W. Bruce Cameron – giornalista umoristico americano –, ha saputo descrivere benissimo le sensazioni del cagnolotto e raccontarle ora con umorismo ora con drammaticità. Ecco cosa succede durante un matrimonio dal punto di vista del protagonista principale del libro, il cane (non dico a che reincarnazione siamo per non svelare troppo):
Un giorno si radunarono in un grande edificio e rimasero in silenzio mentre io mostravo loro il nuovo trucco che avevo imparato: camminavo a passo lento e solenne lungo un percorso stretto, in mezzo a file di panche di legno, salivo dei gradini coperti da un tappeto e poi aspettavo pazientemente che mi togliessero qualcosa da una scatolina che portavo sul dorso. Quindi tutti si sedettero ad ammirarmi, mentre loro due chiacchieravano di non so cosa. Lei indossava un vestito bianco tutto vaporoso: intuii che dopo non saremmo andati al parco a giocare, ma mi stava bene perché tutti sembravano felici vedendo quant’ero stato bravo. Mama addirittura pianse dalla contentezza.
Continua a leggere: Storie di cani: Dalla parte di Bailey. Una storia per umani
Un libro, quello di Andrea Scanzi, che è da leggere con ampi respiri. Soprattutto se vivete con dei cani, non potrete fare a meno di riconoscere la maestria di Scanzi nel descrivere la vita quotidiana con i cani e questo vi porterà a momenti di emozione che necessitano, come dicevamo prima, di ampi respiri per evitare che qualche lacrimuccia vi solchi il viso. Parliamo de I cani lo sanno. Elogio dello sguardo rasoterra pubblicato da poco da Scanzi per i tipi della Feltrinelli. Nel raccontare dei suoi due cani – Tavira e Zara – Andrea Scanzi tesse l’elogio dei nostri amici pelosi, sfatando miti, portandoci tutti (anche noi che con i vani viviamo) con i piedi per terra e invitandoci a guardare i cani sul serio, per poterli apprezzare sempre di più e amare.
Un cane è un’ombra discreta, un amico fedele, un’anima sperduta. Senza una guida sicura, rispettosa e amorevole, sarà un essere vivente senza bussola né gioia.
La vita di un cane dipende dalle tue vibrazioni. Da quello che sei dentro. Da quanto sei riuscito a entrare in sintonia con lui. Da quanto sei riuscito ad abbattere il muro della menzogna.
Con un cane devi essere essenziale. Come in un romanzo.
Non insegnate ai bambini la vostra morale, è così stanca e malata. Cantava qualcuno.
Non insegnate ai cani le vostre cattive vibrazioni, sono così bieche e sbagliate. Abbaiava qualcuno.
Con sapienza Scanzi ci presenta diversi aspetti della vita dei cani e del loro rapporto con noi umani e mette in luce le peculiarità del comportamento canino e le falsità, purtroppo, di noi umani. E, com’è ovvio che sia, delinea la differenza tra amanti dei cani e amanti dei gatti (generalizzando, ovviamente, e lui lo ammette). Secondo Scanzi i gattari sono masochisti mentre i canari sadici.
Continua a leggere: I cani lo sanno. Elogio dello sguardo rasoterra
Per gli amanti dei cani e per i fan e le fan di Edoardo Stoppa (che lo seguono non solo per la sua abnegazione verso il mondo canino) ecco il video in cui presenta l’uscita del suo libro. Ne abbiamo parlato qualche giorno fa su Petsblog. Si intitola Per fortuna che ci sei e racconta storie in cui gli animali salvati hanno poi cambiato, ovviamente in meglio, la vita dei loro nuovi padroni. Al video partecipa anche Duda, che è già presente sulla copertina del volume, e che è il grande amore nella vita di Stoppa.
Edoardo Stoppa, amico degli animali, inviato di Striscia la notizia (volendo potete leggere qui l’intervista rilasciata a Petsblog) ha appena pubblicato con la Mondadori Per fortuna che ci sei, un libro in cui racconta la storia del rapporto affettuoso tra gli uomini e gli animali che hanno salvato.
A partire da Duda, la cagnolina nera che era stata buttata nella spazzatura insieme ad un’ intera cucciolata e che Stoppa ha poi adottato tramite un canile.
Un libro che piacerà agli amanti degli animali e che si candida a diventare un’ottima strenna di Natale per tutti quei padroni di animali che hanno tutto, ma non sono mai sazi di storie commoventi ed edificanti.
Se siete curiosi, tramite la scheda del libro, sul sito ufficiale della Mondadori, potete già leggere il primo capitolo.
Autore: Edoardo Stoppa
Titolo: Per fortuna che ci sei
Editore: Mondadori
Anno: 2011
Pagine: 180
Prezzo: € 16,00
ISBN 978880460727
Le foto tessera non mi sono mai piaciute: non so mai come “sistemarmi”, che posizione assumere, se sorridere o essere serio. Alla fine non ci penso: come viene, viene! Chissà se anche questi cagnolotti avranno pensato le stesse cose che rimugino io, oppure avranno detto: “Certo, gli umani proprio tutti di testa non ci stanno”.
E pensare che questa delle foto tessera con cani è proprio una passione, tanto che c’è anche una pubblicazione che ne raccoglie diverse (Photobooth Dogs di Cameron Woo – 14,95 dollari su Amazon).
Voi avete mai scattato delle foto tessere con il vostro cane?
Veramente un bel libro – anche dal punto di vista grafica, con un’elegante copertina rigida – quello di Remco Campert pubblicato da Elliot edizioni. Diario di un gatto. Vita felina tra problemi in famiglia e vicini animali è il diario di Puf, gatta che vive con Bril e Rolk.
Dalla sua posizione di gatto, Puf ha uno sguardo tutto particolare sul mondo che lo circonda, sia esso il mondo degli umani che quello dei suoi amici animali, come gli altri gatti del vicinato (e sarà proprio uno di questi, Harry, il Terrore dei Giardini, a tirarle un “brutto” scherzo, se così vogliamo dire). L’aspetto che ho trovato più interessante di questo libro sono le descrizioni di alcuni momenti e situazioni della vita umana. Prendiamo la coda, per esempio. Puf chiama gli umani i “senza coda” e, a suo modo di vedere, questo è proprio un male. Annota nel suo diario:
Una coda è spesso di grande utilità. Ci posso rovesciare vasi di fiori giù dal tavolo. La posso gonfiare se qualcosa non mi va a genio. La posso arrotolare attorno al corpo quando riposo […] Se mi viene voglia di giocare, posso sempre correrle dietro […] Se per sbaglio ruzzolo giù dalla finestra, la cosa mi rende servizi preziosi. La uso in aria come un timone e alla fine riesco a ricadere sulle zampe. Quei bipedi senza cosa, invece, si schiantano inevitabilmente a terra.
Continua a leggere: Diario di un gatto. Vita felina tra problemi in famiglia e vicini animali
Quando avrete terminato di leggere il romanzo Io sono un gatto di Natsume Sōseki (pubblicato in Italia da Neri Pozza nel 2006 e ora da Beat) guarderete il mondo in maniera diversa. Il gatto protagonista del romanzo (non ha un nome perché non gli è stato dato) è anche il narratore e, attraverso il suo modo di raccontare quello che succede nella casa del suo padrone, apre squarci sui rapporti interpersonali e sul mondo umano che non avrete mai notato prima.
Vorrei avvisare i lettori che l’abitudine degli uomini di chiamarmi “il gatto” in tono che definirei spregiativo, come se fossi un’entità trascurabile, è davvero biasimevole […] A chi ci osservi dall’esterno noi gatti sembriamo tutti uguali, indifferenziati sia nella forma che nella sostanza, privi di una personalità individuale, ma chi entrasse nel nostro mondo constaterebbe che è molto complesso, che vi si può applicare alla lettera il detto umano “dieci individui, dieci caratteri”. Occhi, naso, pelo, zampe… siamo uno diverso dall’altro in tutto. Dalla piega dei baffi al modo di drizzare le orecchie o di muovere la coda, non ci sono due gatti simili. Uno è bello, l’altro è brutto, a uno piace una cosa, a un altro un’altra; c’è il gatto elegante e quello volgare, le variazioni sono infinite, lo si può affermare con certezza. Ciononostante gli esseri umani, i cui occhi sono voltati verso il cielo con il pretesto di elevare lo spirito, disgraziatamente non riescono a distinguerci l’uno dall’altro nemmeno nelle più evidenti caratteristiche, figuriamoci nel carattere.
Io sono un gatto è l’affermazione di un gatto abbandonato che si intrufola nella casa del professor Kushami e non viene accolto con entusiasmo. Ma lui, da gatto filosofo, sa prendere la vita come viene e, soprattutto, sa evidenziare tutte quelle stupidaggini che noi umani compiamo senza rendercene conto. Principalmente il gatto ascolta i discorsi umani e mette i puntini sulle i su questa o quella questione. Poi – ed è questa la cosa che mi ha colpito di più – l’anonimo gatto riesce a guardare il mondo con un certo distacco e a esprimere giudizi obiettivi su quello che lo circonda, anche su cose che lo riguardano direttamente (come quando, per esempio, ascolta i giudizi poco lusinghieri su di lui da parte di vicini).