
Si celebra oggi – anniversario della morte di Cervantes, Shakespeare e l’ Inca Garcilaso de la Vega – la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore sotto l’egida dell’UNESCO. Come ben sappiamo in molti libri si parla di cani, gatti e pets vari.
Questa è la mia terna di libri preferiti che hanno per protagonisti gli animali:
Quali sono i vostri libri “animaleschi” preferiti?
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Per noi amanti degli animali è sempre piacevole leggere romanzi che parlano di loro. In quanto amante dei gatti, ho scovato un testo edito da Neri Pozza che si intitola Io sono un gatto, scritto da Natsume Soseki. Il gatto in questione non è particolarmente bello ed è anche spregiativamente conosciuto come “senza nome”. Tuttavia sarà proprio attraverso il suo spirito di osservazione che potremo entrare nel Giappone del XX secolo.
Non vi aspettate un libro di azione: il nostro eroe non corre, non interagisce con gli uomini, non parla come loro, non salva vite e non mangia lasagne come Garfield. Lui osserva, si pone degli interrogativi, cerca di studiare il mondo umano in cui si è ritrovato a vivere e ci conduce lentamente in un mondo a noi tanto lontano da sembrare impossibile che alla fine di questo lungo racconto siamo in grado di percepirne l’atmosfera.
Non temete, non si tratta di un libro difficile da digerire: la narrazione è snella e piacevole. Vi basterà leggere i commenti di quanti ne sono stati conquistati per farvene un’idea. Soseki inoltre è considerato uno dei massimi scrittori giapponesi. Quindi, se nel cuore avete il sol levante e i gatti date un’occhiata a questo originale romanzo. Una curiosità: la foto che vedete ad inizio articolo ritrae una statua a forma di gatto posta nel luogo in visse l’autore.
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Gli amanti dei cani non potranno fare a meno di leggere L’arte di correre sotto la pioggia di Garth Stein. Il libro, edito da Piemme, ha avuto un gran successo e a giudicare dai commenti presenti su Ibs è riuscito a cogliere perfettamente alcuni comportamenti canini. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un cane, Enzo, che ci parla della famiglia in cui vive. Per l’esattezza, ripercorre e ci racconta tutta la sua infanzia e l’incontro con i suoi padroni quando ha capito di essere arrivato al suo ultimo giorno di vita.
Il romanzo è scritto davvero molto bene e sappiate che vi farà piangere sin dalle prime pagine, ma ne vale la pena, considerando che Enzo, il cane protagonista, ha dei pensieri e dei concetti da comunicarci che ci costringeranno a riflettere, anche in modo divertente, su molti aspetti della vita. In fondo, quanti cani conoscete convinti che dopo la morte si reincarneranno in un uomo? Se siete ancora dubbiosi, sul sito della casa editrice potete leggere un estratto del libro in pdf. Buon divertimento.
La narrazione dal punto di vista di un cane è tornata di moda in questi anni ed ha conquistato un folto pubblico. Se siete anche voi tra gli estimatori del genere, non potete perdervi Il patto dei labrador di Matt Haig. La storia: Prince è un labrador che vive con gli inglesi Hunter ed ha una filosofia di vita tutta sua. Custode dei segreti di famiglia e attento osservatore delle dinamiche della coppia, Prince si accorge ben presto che qualcosa non va: il suo padrone corre il rischio di rovinare il matrimonio perché incontra un’altra donna al parco, con la classica passeggiata da rimorchio.
Decide allora di intervenire e cercare di risolvere quei problemi in cui gli umani si vanno ad impelagare, ma per farlo dovrà infrangere, con serie conseguenze, Il patto dei labrador. Dilaniato da scrupoli di coscienza e riflessioni sul senso della fedeltà e del dovere, Prince ci porterà a riflettere anche sul perché delle scelte umane e sull’importanza della riflessione etica. Non temete, però, il romanzo è leggero e scorrevole e mentre ci porta a conoscere il meraviglioso mondo dei labrador ci dirà anche qualcosa su noi stessi.
La citazione: Ai cani piace parlare. Parliamo tutto il tempo, senza smettere mai. Tra di noi, con gli umani, a noi stessi. Parla, parla, parla. Naturalmente, non parliamo come gli umani. Per dire le cose non apriamo la bocca come fanno loro. Non possiamo. E ne vediamo le conseguenze. Conosciamo le parole, capiamo tutto, abbiamo una nostra lingua, ma la nostra lingua non prevede interruzioni e non si ferma quando decidiamo di chiudere le mascelle. Ogni volta che fiutiamo, abbaiamo, strofiniamo il muso in mezzo a due zampe posteriori, ogni volta che diamo una spruzzatina a un lampione, diciamo quello che pensiamo.Quindi se volete conoscere la verità, chiedete a un cane.
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Volete saper “leggere” correttamente i segnali di amicizia, gioia, paura o stress che fanno parte del linguaggio dei vostri gatti, in modo da poter interagire correttamente e stabilire una serena relazione con il vostro animale? Andate dritti in libreria e cercate di portarvi a casa una copia del “Dizionario Gatto/Italiano”. L’editore Sonda lo ha dato alle stampe pensando a tutti quei conviventi umani alle prese con i 9 milioni di gatti che vivono nelle nostre case.
Ideato in tandem con il dottor Jean Cuvelier, medico veterinario, e Gilles Bonotaux, vignettista, questo dizionario di lingua gattese è stato fortemente voluto dalle edizioni Larousse; l’edizione italiana è a cura di Roberto Marchesini, etologo e studioso di scienze biologiche con la collaborazione di Ilaria Innocenti, responsabile nazionale Settore Cani e Gatti della LAV. In sostanza vengono decriptate 160 situazioni tipo del comportamento felino, classificato dalla A alla Z: da appartamento, caduta, lettiera, miagolio, risveglio mattutino… ad albero, trasloco, termosifone, topo… A rompere il ghiaccio ci pensa l’acqua, ponendoci la situazione tipo nella quale il gatto beve l’acqua che scende dal rubinetto: lo sapevate che il vostro gatto sta pensando che “qui l’acqua è migliore”?
Segue il consiglio del medico veterinario, che riportiamo copiando e incollando il testo a pagina 14:
Il consiglio
Quando si parla di bevande e soprattutto di acqua il gatto è molto esigente. Perchè beva l’acqua, deve essere:
Quando bevono, alcuni gatti hanno le loro piccole manie: immergono la zampina nel recipiente, poi la leccano, bevono solo l’acqua che scorre dal rubinetot (l’acqua è fresca e si rinnova di continuo), amano solo l’acqua piovana.
Jean Cuvalier, Christophe Besse
Dizionario Bilingue ITALIANO/GATTO - GATTO/ITALIANO
Sonda editore
Pagine: 288
Prezzo: 12,90 euro
Virginia Cerrone si paragona ad una gatta e ha scritto un libro – Ori l’abbaiastorie – in cui il suo cane, Ori appunto, è il protagonista, anzi il narratore. Si tratta di racconti semplici, destinati soprattutto ai più piccoli ma che fanno bene anche a noi più grandicelli. Tra le pagine del libro troviamo una serie di amici - cani, gatti, uccelli, pesci - che vengono presentati da Ori (il setter laverack in foto), e con lui si intrattengono in amicizia.
In “Ori l’abbaiastorie” ci sono molti animali: da dove nasce la tua passione per gli animali domestici?
È una passione che risiede nella mia famiglia d’origine dove non sono mancate le frequentazioni con gli animali domestici; una passione che si è andata consolidando quando, prima i gatti e poi Ori sono entrati a far parte della mia vita.
Come nasce il tuo libro?
Suona come banalità l’affermazione che solo chi ha avuto un cane può capire il valore di un’esperienza meravigliosa. Il libro è una sorta di tributo a Ori, ho sentito di doverglielo.
Continua a leggere: Cani scrittori: Ori, il setter laverack, che abbaia le storie

Tom Jones era un randagio di 2 anni, quando arrivò a casa della scrittrice May Sarton. Visse sempre con lei tranne quell’anno in cui la sua padrona decise di partire per un lungo viaggio, affittando la propria dimora a Nabokov, l’autore di Lolita. La lunga vita di un gatto molto perbene, narra i trascorsi di Tom Jones e le ragioni che lo portarono a diventare un gatto di casa e ad installarsi a casa della Sarton.
Questo lungo racconto (o romanzo breve, scegliete voi) ci offre una storia narrata dal punto di vista di un gatto, ma con due grandi pregi: per prima cosa non è un racconto sdolcinato; in secondo luogo, il comportamento del gatto non viene reso troppo umano. Certo, la fantasia fa la sua parte, ma le descrizioni del carattere diffidente del gatto, del modo in cui osserva le persone o cura la propria igiene o litiga per il territorio sono, lo dico da amante dei gatti, davvero aderenti alla realtà. Mi ha fatto pensare alla storia del gatto Oscar di James Herriot. Da regalare a grandi e piccini.
La citazione: “All’età di due anni suonati era ancora un Gatto Vagabondo, ma un vagabondo pieno di strani sogni; sognava un caminetto acceso e si vedeva seduto di fronte con le zampe ben ripiegate, sognava una mano gentile per niente simile a quella di un ragazzino e un piattino pieno di latte caldo - sogni molto strani davvero. E una bella mattina, svegliandosi da uno di questi sogni, si lavò accuratamente il muso e decise che era tempo di trovare una fissa dimora“.
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Diario Bau e Diario Miao, delle edizioni Grafite, sono due originalissimi diari a tema. Costano € 16,00 l’uno e sono composti da 128 pagine contenenti notizie e curiosità sui nostri amici gatti e sui nostri amici cani. I diari non contengono solo amenità come l’oroscopo degli animali, ma sono fatti in modo da raccogliere foto e dati del nostro amico sin dal suo arrivo in casa. Somigliano ai diari che si regalano per la nascita dei bambini. Diario Bau e diario Miao sono inoltre impostati per essere utilizzati anche come libretto sanitario. Un’ottima idea regalo per gli amici, ma anche un modo per cominciare la storia della nostra amicizia con un nuovo arrivo a quattro zampe.
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Scrittori, gattofili ed esperti del mondo felino riuniti sotto una coda e un paio di baffi, a Milano, per rispondere a una domanda: che impronte hanno lasciato i mici nella cultura e nella scienza? È questo il tema scelto per la sesta edizione di “Tutti matti per i gatti” che si consumerà dal 15 al 19 febbraio nella Libreria Mursia a Milano (via Galvani 24). Il pretesto ovviamente la fornisce su un piatto d’argento la Festa del Gatto, che si celebra il 17 febbraio.
Diciassette in numero romano è scritto XVII, che anagrammato diventa VIXI e significa “ho vissuto” un’etichetta che calza a pennello ai gatti di cui corre voce abbiano sette vite. Mentre febbraio è il mese scelto perché dominato astrologicamente dal segno dell’Acquario, che anche chi non è pratico del settore sa essere un segno nel quale si riconoscono o rientrano tutti gli spiriti liberi e indipendenti proprio come di solito vengono definiti i gatti. Ricco il calendario felino.
Zoccolo duro della mostra la presentazione di libri, gli incontri con i gatti in pelo e artigli e, anche quest’anno, la consegna direttamente in libreria delle foto dei propri mici con la speranza che vengano scelti per la pubblicazione sul calendario “I Giorni dei gatti” dell’edizione 2011. Chiunque volesse seguire il nutrito carnet dell’evento, dopo il salto trova giorno per giorno il programma della rassegna.
Continua a leggere: Tutti matti per i gatti: felinamente in libreria
I gatti certosini sono conosciuti per la loro bellezza, il loro buon carattere e per essere ottimi cacciatori. Importati in Europa forse dalla Turchia, forse dalla Siria, ebbero una gran fortuna in Francia. Devono il loro nome alle certose, monasteri cui si fanno risalire i primi allevamenti di questo gatto. La famosa scrittrice Colette, patriotticamente, amava circondarsi di certosini.
Al rapporto tra un uomo e la sua certosina, Colette dedica uno dei suoi primi romanzi, La gatta. Alain arriverà a lasciare la moglie dopo che questa gli ha lanciato la gatta dal balcone e tornerà a vivere nella sua casa d’infanzia con la micia blu, che sembra renderlo più felice di quanto possa fare una donna.
I certosini sono una delle razze più amate. In Italia è nato addirittura un Club del gatto certosino e sono molti i siti che ne decantano le qualità. La mia prima gatta era un incrocio tra un europeo ed certosino: bella, intelligente, forte, affettuosa. Non posso che essere d’accordo con gli estimatori della razza, un po’ meno con Colette (per il momento preferisco sempre mio marito ad un gatto).
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