Luisa Di Biagio – addestratore ENCI, tecnico abilitato all’addestramento dei cani da Pet Therapy, psicologa e counselor esperta in attività e terapie assistite dagli animali – ha pubblicato per i tipi della Erickson un intenso libro di memorie dal titolo Una vita da regina… dei cani. Memorie e riflessioni di una persona Asperger.
La sindrome di Asperger – di cui parla, per esempio, anche Jodi Picoult nel suo romanzo Le case degli altri –
è collocata, come l’autismo, tra i Disturbi Pervasivi delle Sviluppo, e si discute tuttora se essa debba considerarsi una forma mite di autismo, o se costituisca un disturbo a sé stante. C’è chi la identifica con l’HFA (High Functionning Autism, tradotto letteralmente: autismo ad alto funzionamento) che è quella parte dello spettro autistico che riguarda i soggetti “verbali” con un buon quoziente intellettivo, e chi invece la ritiene da essa distinguibile principalmente per il più precoce sviluppo del linguaggio.
Continua a leggere: Una vita da regina... dei cani. Sindrome di Asperger e pet therapy
Il rifugio dei cuori solitari è un romanzo di Lucy Dillon che racconta di amori: amore per i cani, amore per le persone. Il libro è stato un enorme successo grazie al passaparola e ora è pubblicato in Italia per i tipi di Garzanti.
In sintesi la trama ruota intorno a un’eredità che la zia Dot – che si è ritirata in campagna a gestire, con vera passione, un rifugio per cani abbandonati – ha lasciato alla nipote Rachel: Gem, un border collie. La storia si dipana sia intorno allo sviluppo dell’amore di Rachel per Gem e per gli altri cani, sia intorno a varie storie che si intersecano con quelle dei cani abbandonati. Plasticamente quest’amore è rappresentato dall’affido dei cagnoloni, dalla scelta dei potenziali nuovi amici umani e dalla cura che per gli amici a quattrozampe.
Confesso che ho interrotto subito la lettura del libro dopo aver letto il prologo, in cui lo stesso Gem racconta della morte dell’amata “padrona” Dot: non ce l’ho fatta a proseguire la lettura perché mi ha preso il magone. Ho dovuto metabolizzare la narrazione per poi poterla riprendere. Un libro che scalda il cuore. Veramente.
Ludy Dillon
Il rifugio dei cuori solitari
Garzanti, 2011
pp. 488, euro 18,60
Un umano che vive con uno o più animali – siano essi cani, gatti, criceti, gerbilli, pesci rossi, tartarughe e via dicendo – deve saperli ascoltare in modo da poter essere sempre pronto a intervenire in caso di richiesta di aiuto da parte loro. E questo è un primo livello di ascolto. Bisogna saper ascoltare i nostri animali, però, anche a un altro livello: porgere l’orecchio alle storie che loro, i pet, hanno da raccontarci. Non è facile raggiungere questo tipo di ascolto ed è bene affidarsi a chi sa farlo. Ecco, allora, che viene in nostro soccorso il libro I nostri amici narrano altre storie, scritto da Amelia Impellizzeri e pubblicato da Mursia.
Nel libro si raccontano ventotto storie di animali, soprattutto cani e gatti, ma anche cinghiali, assioli, cicogne, canarini, lepri. Ogni storia è introdotta da una bella foto a colori: perché in questo libro le storie narrate sono vere, realmente accadute. C’è, ovviamente, un po’ di maquillage letterario che ne sistema la forma e lo stile, ma le avventure raccontate si riferiscono a episodi reali. Troviamo, così, la storia di cagnolini abbandonati in seguito al terremoto de L’Aquila, cani provenienti dal commercio illegale dell’est Europa, cani miracolati e gatti sfuggiti in un modo o nell’altro a vari pericoli.
Un libro da leggere, magari insieme ai propri figli, per scoprire le storie che gli animali hanno da raccontarci e il loro delicato animo.
Amelia Impellizzeri
I nostri amici narrano altre storie
Mursia, 2011
pp. 228, euro 18
Sarebbe interessante scrivere una storia dell’umanità dal punto di vista degli animali. Oltre alla prospettiva ovviamente diversa, credo che si potrebbero evidenziare degli aspetti che noi umani non prendiamo sufficientemente in considerazione. Un interessante tentativo in questo senso è il libro Amati gatti di José Jorge Letria. Il libro è sulla stessa scia di Amati cani sempre di José Jorge Letria, ma presenta molti più gatti e personaggi e sembra quasi confermare l’idea di una storia del mondo dal peculiare punto di vista felino.
In trentanove capitoli José Jorge Letria parla di uomini e donne che hanno fatto la storia e dei loro gatti che, di questa storia, sono stati testimoni silenziosi e attenti: si parla dei gatti di papa Leone XIII, di Casanova, di Céline, di Picasso, di Charlie Chaplin, di De Gaulle. Una vera e propria galleria di eroi felini! Riporto un passo in cui l’autore parla dei gatti del celeberrimo cardinal Richieleu:
Mai una decisione di Stato del Cardinale di Richelieu fu presa senza che ci fosse almeno un gatto acciambellato sulla sua lunga veste. Quello che più spesso condivideva le sue preoccupazioni e i suoi piani era un gatto nero di nome Lucifero, che pontificava su un gruppo di bestiole astute e viziate e consigliava al padrone di assegnare confortanti pensioni a personaggi illustri che, caduti in miseria, necessitavano di denaro per alimentare i loro gatti. Il Cardinale non ebbe mai dubbi a proposito dell’esercizio di questa forma di solidarietà. I gatti condividevano con Richelieu un’ampia ala del palazzo, ed era lì che passeggiavano assieme, che si scambiavano carezze e discutevano di intrighi e cospirazioni di palazzo. Quanto agli aspetti torbidi della corte, i gatti cardinalizi ne sapevano molto di più delle sue efficienti spie. Per questo, godevano della totale fiducia del loro illustre padrone e dei benefici che ne derivavano.
José Jorge Letria
Amati gatti
traduzione di Cinzia Buffa
Cavallo di Ferro, 2008
pp. 126, euro 12
Amati cani è un libro di José Jorge Letria pubblicato in Italia dalla casa editrice Cavallo di Ferro. Il sottotitolo introduce chiaramente all’argomento del libro: Brevi storie di cani con una storia. L’autore, infatti, racconta trentasei storie di cani. Ma non di cani “qualsiasi” bensì di pelosi che hanno una storia alle spalle: si narra, quindi, di Argo il cane di Ulisse, di Moritz il cane del Barone Rosso, di Prince il pastore tedesco di Rodolfo Valentino e di Djedda e Pixie i cani di Maria Callas come anche del celebre cane di Pavlov, ricordato più per gli esperimenti comportamentali che come essere vivente, giusto per citarne alcuni, E tanti, tanti cani che hanno fatto compagnia a uomini e donne famosi.
Il libro è un inno agli amati cani e, nella stesura delle storie, si percepisce l’amore dell’autore per gli animali in genere e per i cani in particolare. Si tratta di un libro onesto che, parlando di cani, ci mette in contatto con noi stessi e con le relazioni umane. Lo afferma lo stesso autore nella prefazione:
Nel corso della mia vita ho imparato da cani e gatti molto più di quanto abbia insegnato loro. Provo dunque gratitudine. Sono stati e sono tuttora maestri di affetti che non richiedono contropartite. Con un po’ disincanto, ma senza rancore, ci tengo a dire che mi sarebbe piaciuto provare per la maggior parte degli esseri umani che ho incontrato nella mia vita gli stessi sentimenti. Sarà un errore mio, o sarà magari merito degli animali, che ci aiutano a rendere più umane le nostre vite frettolose, tese, irritate, ansiose e sempre meno disponibili e solidali?
José Jorge Letria
Amati cani. Brevi storie di cani con una storia
Cavallo di Ferro, 2007
pp. 190, euro 14,00

Ci sono delle narrazioni che hanno del poderoso: spesso le ricordiamo per via della loro bellezza, della profondità, della verità che contengono. Una di queste è il passo dell’Odissea in cui Argo riconosce il suo padrone Ulisse.
La storia è nota: Ulisse torna a casa dopo vent’anni di assenza e si maschera per non farsi riconoscere. Ma non può mascherarsi agli occhi del suo cane che, dopo due decenni, ancora lo ricorda. La scena è straziante: Argo riconosce Ulisse, scodinzola un pochino, abbassa le orecchie ma è troppo vecchio e malato e nessuno si prende più cura di lui (è pieno di zecche ci racconta Omero). Ma ha potuto fare per un ultima volta le feste al suo padrone. Poi muore. E Ulisse piange. È, questa, l’unica lacrima del forte Ulisse.
Dopo il salto, trovate i versi dell’Odissea che parlano dell’incontro. La traduzione è quella classica di Ippolito Pindemonte: il linguaggio non è contemporaneo (Pindemonte è morto nel 1828), ma lasciatevi trasportare dalla bellezza della poesia e dalla particolarità del momento per gustare pienamente il testo. E magari anche a voi scapperà una lacrima.
Continua a leggere: Storie senza tempo: Ulisse e il cane Argo
L’edizione americana di GQ dedica la copertina e un ampio servizio fotografico (troppo patinato, però!) a Chris Evans, il fiammeggiante Capitan America.
Le foto sono quelle classiche di questo tipo di servizi: sguardo all’infinito, posa da macho, situazioni al limite dell’assurdo.
Tra le foto (gli scatti sono di Mario Testino), però, ce n’è una che mi è sembrata molto simpatica: Chris Evans con un cagnolone, entrambi su un divano. Chris Evans indossa occhiali da sole, mentre gli occhi del cane sono in bella vista (con quella splendida mascherina nera). E non vorrei sembrare esagerato, ma mi pare di leggere negli occhi del pelosone (il cane, intendo) qualcosa tipo: “Che mi tocca fare per un pugno di crocchette!”.

Più volte abbiamo parlato di Adriana Zarri e del suo amore per gli animali. In questi giorni è uscito un nuovo libro sulla teologa recentemente scomparsa: Tutto è grazia, edito da Aliberti. Tra le altre cose, si parla anche di animali. Riporto alcuni passi che ben evidenziano la concretezza dell’amore per gli animali, per tutti gli animali (con preferenza per i gatti).
Avete presente lo scambio della pace durante la messa? Scrive la Zarri:
Quando durante la liturgia c’è il segno della pace, ci si dà la mano. Se non c’è nessuno vado a prendere la zampina della mia gatta.
Continua a leggere: L'affetto dei gatti è il loro modo di pregare. Alcuni pensieri di Adriana Zarri
Avvincente e profonda l’Autobiografia di un gatto pubblicata in Italia da L’Età dell’Acquario. Ufficialmente l’autrice è Susan Fromberg Schaeffer, che già abbiamo potuto apprezzare ne La follia di una donna innamorata. Nella realtà l’autore è Foudini, gatto nero trovatello, che, dall’alto della sua età racconta della sua infanzia e delle sue molteplici esperienze a Grace, una giovane gattina campagnola che gli è stata affidata.
Il libro si fa apprezzare per gli aneddoti e le esperienze narrate e per il modo delicato in cui la pagina è composta. Nella Prefazione dell’Autore (Foudini mica Susan Fromberg Schaeffer!) si legge, tra l’altro:
Noi gatti abbiamo una reputazione piuttosto immeritata per quanto riguarda la vanità, la riservatezza e l’indipendenza, mentre dovremmo venir celebrati per la nostra capacità di vivere da soli e di sognare […] direi che i gatti, in linea di massima, sono animali contemplativi che si accontentano con facilità e che si preoccupano forse eccessivamente dei loro stessi pensieri. Questo può essere forse il nostro più grave peccato: riuscire a essere contenti e appagati di ciò che meditiamo sul mondo attorno a noi una volta che abbiamo lasciato alle spalle la nostra infanzia, ecco.

Ecco una bella notizia. È in uscita per la Gallucci il meraviglioso albo illustrato Un giorno, un cane di Gabrielle Vincent (1928-2000). Racconta la storia di un cane abbandonato, come da copione, nel periodo delle vacanze. Il nostro passeggia solo e disorientato, finché non incontrerà un bambino e questo incontro, naturalmente, cambierà la vita ad entrambi.
La storia è raccontata dalla Vincent in sessantaquattro tavole appena tratteggiate: il movimento, le emozioni, gli incontri, avvengono in punta di matita. Se volete avere un’anteprima di questo bel volume, da tenere per noi adulti, ma da regalare con sicuro successo a bambini e ragazzini, la Gallucci vi consente di sfogliarne alcune pagine in anteprima.
Autore: Gabrielle Vincent
Titolo: Un giorno, un cane
Editore: Gallucci
Pagine: 64
Prezzo: € 16,50
ISBN 978-88-6145-236-7