
Ci sono delle narrazioni che hanno del poderoso: spesso le ricordiamo per via della loro bellezza, della profondità, della verità che contengono. Una di queste è il passo dell’Odissea in cui Argo riconosce il suo padrone Ulisse.
La storia è nota: Ulisse torna a casa dopo vent’anni di assenza e si maschera per non farsi riconoscere. Ma non può mascherarsi agli occhi del suo cane che, dopo due decenni, ancora lo ricorda. La scena è straziante: Argo riconosce Ulisse, scodinzola un pochino, abbassa le orecchie ma è troppo vecchio e malato e nessuno si prende più cura di lui (è pieno di zecche ci racconta Omero). Ma ha potuto fare per un ultima volta le feste al suo padrone. Poi muore. E Ulisse piange. È, questa, l’unica lacrima del forte Ulisse.
Dopo il salto, trovate i versi dell’Odissea che parlano dell’incontro. La traduzione è quella classica di Ippolito Pindemonte: il linguaggio non è contemporaneo (Pindemonte è morto nel 1828), ma lasciatevi trasportare dalla bellezza della poesia e dalla particolarità del momento per gustare pienamente il testo. E magari anche a voi scapperà una lacrima.
Continua a leggere: Storie senza tempo: Ulisse e il cane Argo
L’edizione americana di GQ dedica la copertina e un ampio servizio fotografico (troppo patinato, però!) a Chris Evans, il fiammeggiante Capitan America.
Le foto sono quelle classiche di questo tipo di servizi: sguardo all’infinito, posa da macho, situazioni al limite dell’assurdo.
Tra le foto (gli scatti sono di Mario Testino), però, ce n’è una che mi è sembrata molto simpatica: Chris Evans con un cagnolone, entrambi su un divano. Chris Evans indossa occhiali da sole, mentre gli occhi del cane sono in bella vista (con quella splendida mascherina nera). E non vorrei sembrare esagerato, ma mi pare di leggere negli occhi del pelosone (il cane, intendo) qualcosa tipo: “Che mi tocca fare per un pugno di crocchette!”.

Più volte abbiamo parlato di Adriana Zarri e del suo amore per gli animali. In questi giorni è uscito un nuovo libro sulla teologa recentemente scomparsa: Tutto è grazia, edito da Aliberti. Tra le altre cose, si parla anche di animali. Riporto alcuni passi che ben evidenziano la concretezza dell’amore per gli animali, per tutti gli animali (con preferenza per i gatti).
Avete presente lo scambio della pace durante la messa? Scrive la Zarri:
Quando durante la liturgia c’è il segno della pace, ci si dà la mano. Se non c’è nessuno vado a prendere la zampina della mia gatta.
Continua a leggere: L'affetto dei gatti è il loro modo di pregare. Alcuni pensieri di Adriana Zarri
Avvincente e profonda l’Autobiografia di un gatto pubblicata in Italia da L’Età dell’Acquario. Ufficialmente l’autrice è Susan Fromberg Schaeffer, che già abbiamo potuto apprezzare ne La follia di una donna innamorata. Nella realtà l’autore è Foudini, gatto nero trovatello, che, dall’alto della sua età racconta della sua infanzia e delle sue molteplici esperienze a Grace, una giovane gattina campagnola che gli è stata affidata.
Il libro si fa apprezzare per gli aneddoti e le esperienze narrate e per il modo delicato in cui la pagina è composta. Nella Prefazione dell’Autore (Foudini mica Susan Fromberg Schaeffer!) si legge, tra l’altro:
Noi gatti abbiamo una reputazione piuttosto immeritata per quanto riguarda la vanità, la riservatezza e l’indipendenza, mentre dovremmo venir celebrati per la nostra capacità di vivere da soli e di sognare […] direi che i gatti, in linea di massima, sono animali contemplativi che si accontentano con facilità e che si preoccupano forse eccessivamente dei loro stessi pensieri. Questo può essere forse il nostro più grave peccato: riuscire a essere contenti e appagati di ciò che meditiamo sul mondo attorno a noi una volta che abbiamo lasciato alle spalle la nostra infanzia, ecco.

Ecco una bella notizia. È in uscita per la Gallucci il meraviglioso albo illustrato Un giorno, un cane di Gabrielle Vincent (1928-2000). Racconta la storia di un cane abbandonato, come da copione, nel periodo delle vacanze. Il nostro passeggia solo e disorientato, finché non incontrerà un bambino e questo incontro, naturalmente, cambierà la vita ad entrambi.
La storia è raccontata dalla Vincent in sessantaquattro tavole appena tratteggiate: il movimento, le emozioni, gli incontri, avvengono in punta di matita. Se volete avere un’anteprima di questo bel volume, da tenere per noi adulti, ma da regalare con sicuro successo a bambini e ragazzini, la Gallucci vi consente di sfogliarne alcune pagine in anteprima.
Autore: Gabrielle Vincent
Titolo: Un giorno, un cane
Editore: Gallucci
Pagine: 64
Prezzo: € 16,50
ISBN 978-88-6145-236-7

Eleonora Piraino (collaboratrice della cattedra di Diritto Penale all’Università La Sapienza di Roma ed esperta di difesa legale degli animali), Vito Consoli (Direttore dell’Agenzia Regionale Parchi del Lazio) e Dario Capizzi (dell’Agenzia Regionale Parchi del Lazio nonché esperto di roditori) firmano un delizioso libretto double face edito da Fefè che ha per titolo Elogio del gatto nero. Elogio del topo bianco.
Il libricino – un tascabile che ha in tutto 32 pagine – illustra in maniera documentata e chiara le origini della paura per il gatto nero e della “fobia” comune per topi bianchi e roditori in genere – Triste destino, quello dei topi. Un destino sancito per legge, oltretutto: in Italia, infatti, la Legge 157 del ’92 esclude topi, ratti, arvicole e talpe (unici casi tra i mammiferi selvatici) da forme di tutela.
La parte dedicata al gatto nero è più storica e antopologica, mentre quella dedicata ai topolini bianchi e “a molti suoi fratelli” come recita il sottotitolo è più etologica.
Il rapporto con gli animali non è mai superficiale. Questa consapevolezza non appartiene al semplice buon senso, ma fa parte di un’esperienza profondamente connessa con la stessa identità dell’essere umano. Animali, guide per l’anima, ultima pubblicazione di Susan Chernak McElroy, ne è una testimonianza. Il libro è pubblicato in Italia da Impronte di luce, casa editrice particolarmente attenta alla relazione uomo-animale e uomo-natura in genere.
L’autrice americana in questo suo libro raccoglie le testimonianze inviatele dai suoi lettori senza privilegiare particolari razze di animali, uscendo così da ogni condizionamento di moda, ma si dà voce anche a animali cui nessuno fa attenzione. Non siamo di fronte a un trattato di etologia, sebbene il comportamento animale sia la nota continua dell’intera opera, quanto piuttosto al diario spirituale di chi, in vario modo, ha abbandonato i condizionamenti della nostra specie per accogliere il creato “il mondo della grande luce” nel senso più ampio del termine. Emergono, allora, delle interconnessioni fra l’essere umano e quell’universo che la tradizione ha relegato in un ambito ristretto della creazione.
Alcune parti del libro sono commoventi: la storia del lama nano Phaedra, ad esempio, o il doloroso autismo emotivo di Barbara, un’elefantessa indiana e lo sconfinato senso di amore amicale di Evinrude, “gatto pesce”, verso Bear, enorme gatto arancione.

Appassionati di polli da compagnia, ora nessuno potrà più prendervi in giro se vi dedicate a loro come se fossero persone e se spendete molti soldi per un pollaio di design.
La famosissima scrittrice Flannery O’Connor (1929-1964) amava alla follia polli e pavoni. Sentite cosa scrive nel capitolo dedicato a questa sua passione e che potete trovare nel libro Nel territorio del diavolo, edito da minimum fax:
Sapevo cucire bene e iniziai a confezionare abiti per polli. Un Bantam grigio di nome Colonnello Eggbert sfilava in cappotto di piqué bianco, con collo in trine e due bottoni sul dorso.
Ora, se il pollo di Flannery può avere una giacchetta con due bottoni, che saranno mai tutte le nostre moderne manie?
Foto | Flickr
Oltre ai soliti saggi sugli animali, mi piace scoprire (e leggere) libri che hanno come protagonisti i nostri amici a quattro zampe. Così ho iniziato una ricerca sui romanzi e racconti che hanno come protagonisti cani, gatti, cavalli e perché no anche uccelli e roditori, scoprendo un mondo fatto di centinaia di scrittori che hanno reso le star dei loro testi i pets.
Il primo che mi è venuto in mente è il libro di Pennac “Abbaiare stanca” consigliato sia per ragazzi dai 10 anni in su, sia per adulti. E’ la storia di un cane (”il Cane”) e della sua padroncina Mela, narrata dal punto di vista canino. Leggiamo, infatti, le avventure del pet nella sua missione di ammaestrare la padroncina, al fine di creare con lei un rapporto talmente profondono da non aver bisogno di altro che di sguardi, senza parole.
La storia è costellata di personaggi secondari, come i genitori di Mela che devono riuscire ad accettare il cane nella loro vita (dopo aver cercato perfino di abbandonarlo in autostrada), ma anche di altri quattrozampe, come i randagi di Parigi, che si rivelano buoni amici de Il Cane e compagni di avventure “indimenticabili”. Tanto indimenticabili come il passato del cane, che ha risvolti tristi come la morte della sua prima “mamma”, i suoi anni come randagio, poi la cattura ed il canile, fino all’incontro magico con Mela.
Continua a leggere: Romanzi che parlando di pet: "Abbaiare stanca" di Daniel Pennac
Adriana Zarri, teologa, scrittrice, pensatrice, adorava i gatti, come abbiamo ricordato in occasione della sua scomparsa. Anche nel volume Un eremo non è un guscio di lumaca, da poco pubblicato da Einaudi, i gatti fanno la loro comparsa:
A questo mondo disumano, fatto di direttive e di risultati tangibili, distribuiamo sorrisi, fiori, baci, gatti, musica, sogni, preghiere, gratuità. Questo è il maggiore affronto, la controcultura più profonda.
Ed è proprio un gatto invisibile a dare il benvenuto alla Zarri, quando nel 1975 decide di andare a vivere da sola in un eremo, una vecchia cascina, tra i campi, da risistemare:
E in questa presa di possesso ho scoperto una cosa imprevedibile: poco dopo la soglia della casa, impresse sul cemento delle impronte di gatto, di chissà quanti anni, forse secoli fa. La zampina di un micio - l’animale che amo fra tutti - ha come firmato la mia casa.
Come amante dei gatti, non posso che invidiarla.