
A volte, purtroppo, anche i nostri amici pet nascono con qualche problema di salute. Capita che questo problema sia una malformazione. Una malformazione molto grave è quella che è successa alla piccola Harper che ha avuto la sfortuna di nascere con un problema chiamato “sindrome del cucciolo nuotatore”, un problema che orta il cane a mantenere le zampe perpendicolari al corpo impedendogli di alzarsi in piedi. La storia di Harper era iniziata anche peggio. Una mattina una donna di nome Erica Daniels, viene avvicinata da un tale ad un angolo della strada che esibisce un cartello con scritto “vendo cuccioli di pitbull a 50$”.
Inizialmente Erica non era interessata ma ha visto dei movimenti provenire da dentro un sacchetto della spazzatura alle spalle dell’uomo, movimenti accompagnati da deboli mugolii. Alla richiesta di chiarimenti, e dopo molte insistenze da parte di Erica e reticenze da parte dell’uomo, è spuntata fuori Harper.
Erica l’ha portata via da quella che si sarebbe rivelata una sorte molto brutta e l’ha presa con sé. Un veterinario a cui si è rivolta le ha dato una sentenza piuttosto drastica: Harper doveva essere soppressa. Erica ha accettato quella soluzione ma ha deciso di dare ad Harper almeno una notte a casa sua per farle provare, almeno una volta, cos’era l’affetto di una famiglia. Il giorno dopo è accaduto un piccolo miracolo. Harper ha cominciato a muovere, pure debolmente, le zampe. A quel punto Erica non si è persa d’animo e ha iniziato a massaggiare le zampette della cagnolina. L’amore può fare moltissimo e Harper di amore ne ha ricevuto tanto. Erica ha deciso di sentire una seconda opinione e ha portato Harper da un altro dottore. Inizialmente la diagnosi è stata la stessa, l’eutanasia, ma poi, dopo alcuni ulteriori esami, la “sentenza” è stata ribaltata dichiarando che Harper non aveva alcun problema escluso quello delle zampe. Ora Harper fa fisioterapia in una piscina apposita e, come “mamma” Erica voleva, ha cominciato a zampettare allegramente sull’erba.
Via | Today Good News

Eh già, il tanto temuto pitbull, il famigerato cane killer, quello che se lo incontri ti assale sembra essere anche un aiutante delle forze dell’ordine. I luoghi comuni non muoiono mai e chissà per quanto tempo il nostro pitbull si porterà dietro questa idea sbagliata di “cane killer”. Speriamo che, dopo tutti i nostri post che sono li a smentire questa diceria, questo aiuti anche i più scettici a cambiare idea e ad amare questa meravigliosa razza.
Si chiama Gilda ed è un pitbull trovatello. Quattro anni fa è stata trovata in un parco. Aveva solo due mesi e la signora ha pensato che fosse più sicuro consegnarla nelle mani della polizia al commissariato di zona. Gilda sarebbe dovuta andare in canile ma, dal commissariato, non si è più mossa. Adesso è una poliziotta con tanto di mostrine, vive con i suoi sessantatré amici bipedi, i suoi collegi poliziotti.
Gilda si allena al parco con i suoi colleghi, e gioca in giardino se non ha voglia di accucciarsi nella sala del centralino. Gilda, inoltre, è un vero agente a tutti gli effetti. Non interviene come unità cinofila ma si occupa di fare da “baby-sitter” a quei bambini che si trovano a passare del tempo in commissariato mentre i loro genitori sono impegnati in faccende più “complicate”. Purtroppo, come dicevo, i luoghi comuni sono duri a morire e nei numerosi servizi che ho sentito e articoli che ho letto, di Gilda si dice sempre “nonostante sia un pitbull”. Che volete farci, chi non li conosce non sa cosa si perde.
Via| Corriere.it

Il “sentito dire” è una gran brutta cosa. Spesso le voci passate di persona in persona tendono a distorcersi, un po’ come succedeva nel gioco del telefono senza fili. Tali voci riguardano anche i terrier, che siano pitbull, bull terrier o amstaff. Vi abbiamo spesso parlato di quanto queste voci siano spesso infondate e dettate più dalla “non conoscenza” che dalla realtà. Ora vogliamo favi conoscere le “leggende” più in voga e spiegarvi perché sono, appunto, leggende:
Via| Animal Planet
Foto| Flickr

La storia che vi racconto oggi è accaduta a Campo Grande, in Brasile. Fluffy è un bastardino molto affettuoso che tutt’a un tratto ha visto entrare in casa, dove giocava la sua padroncina di soli tre anni, un Pitbull. Pare che quest’ultimo stesse puntando la bambina, quando Fluffy è intervenuto per proteggerla. A questo punto il pitbull ha azzannato Fluffy sulla schiena e lo ha trascinato in strada, dove hanno continuato a lottare. Inutili gli interventi dei vicini per separarli. Ad un tratto, però, è sopraggiunta un’auto che ha travolto il pitbull. Portati dal veterinario, entrambi i cani sono stati curati e salvati.
Devo ammettere, che tutta questa storia mi ha lasciata perplessa. Non ho difficoltà a credere che il bastardino abbia difeso a proprio rischio la sua padroncina. Credo lo avrebbe fatto anche il pitbull per quello che considerava il suo cucciolo umano. Tuttavia non capisco perché il pitbull stesso si sia lanciato contro la piccola. Forse oggi mi sento troppo come Holmes, ma mancano troppi dettagli perché la mia curiosità possa ritenersi appagata.Voi che ne pensate?
Foto | Flickr

Questa è una di quelle notizie che mi fa accapponare la pelle per quanto dimostri il livello di ignoranza di molti rappresentanti del genere umano. L’antefatto: a Melbourne un pitbull (o un cane apparentemente tale) avrebbe morso una bambina di quattro anni causandole ferite che l’hanno portata alla morte. Un caso come, purtroppo, ne accadono spesso ma che, vista la risonanza mediatica della razza, fanno molto più scalpore di quando i cani aggressori sono labrador o pastori tedeschi. Un caso, come detto, non nuovo ma di nuovo c’è il modo in cui la popolazione di Melbourne ha reagito a questa cosa.
Mentre da una parte le autorità stanno pensando di vietare per legge la detenzione di un pitbull, si è registrata un’impennata delle richieste, da parte dei proprietari di cani di questa razza, di soppressione volontaria. tutto questo, più che per paura vera e propria, perchè la suddetta legge prevederebbe anche che la responsabilità di un attacco da parte del cane ricada direttamente sul padrone. Sopprimere il proprio cane per evitare di avere problemi legali quindi. Non importa se il proprio cane è un angelo o se, comunque, essendo il padrone si ha comunque la piena responsabilità; se potrebbe potenzialmente creare problemi allora lo sopprimo e risolvo la cosa così. L’ennesimo passo falso di quella che ostina a definirsi “la creatura più intelligente del pianeta”
Via| Corriere.it
foto|Flickr
Che ci crediate o meno, per moltissimo tempo i pitbull sono stati considerati degli ottimi baby sitter, tanto da essere chiamati i “cani babsysitter”. La scelta cadeva su di loro per via della loro facilità di interazione con i più piccoli e perché sapevano come stimolarli. Di questa capacità di babysitteraggio dei pitbull ne rimane traccia nelle moltissime fotografie che ritraggono i cagnoni con i bambini.
È un vero peccato che, ora, i pitbull siano così demonizzati nell’immaginario collettivo. Del resto loro sono sempre gli stessi. E, tanto per cambiare!, la “colpa” è di noi umani…
Via | DamnHot
Vi ricordate quando vi abbiamo parlato dei cani che amano farsi “sparare” in bocca l’acqua? Beh, questo pitbull ha fatto un passo in avanti non accontentandosi di una semplice canna dell’acqua ma giocando con un idrante per strada!
Più di un anno fa vi raccontai del mio incontro con la signorina Mia, il pitbull dei vicini. Da gattara, era la prima volta che mi trovavo a convivere con un cane, cane che, tra l’altro, non è annoverato tra le razze “da salotto”. Non so se esista qualcosa di più lontano dalla delicatezza e dalla sinuosità di un gatto della signorina Mia: rumorosa, esagitata, mi entra in cucina per fare le feste travolgendo tutto ciò che si trova sul suo cammino. Qualunque estremità si trovi alla sua altezza, si tratti di un gomito, di un ginocchio, di un piede, deve essere leccata e deve essere presa a testate.
La signorina aspetta che io entri in casa per mangiare il cibo che lascio ai gatti, convinta che il suo grufolare passi inosservato; aspetta che mi addormenti sulla sdraio in giardino solo per svegliarmi col tonfo di un ciocco di legno che devo lanciarle e, soprattutto, assume l’aria del cane più triste del mondo se mangio qualcosa senza dividerlo con lei. Le piantine che ho pazientemente cresciuto la scorsa stagione, sopravvissute alla neve, non hanno avuto possibilità contro le sue zampe, e i pali che sostengono i faretti lungo il viale pendono tristemente, rei di averle intralciato la corsa verso un bastone che, tanto, quando glielo lancio non vede mai dove atterra.
Si dà il caso che, tra pochi giorni, il padrone di Mia si trasferisca. I gatti torneranno a dormire nel portico, e nessuna onda anomala si abbatterà nella loro ciotola con l’acqua. Potrò incantarmi per ore a guardarli giocare senza tendere l’orecchio al minimo rumore, perché nessuno verrà a disturbarli. Lascerò aperta la porta e i miei pavimenti resterano puliti e, senza timori, mi addormenterò dove mi pare facendo sporgere il mio piede quanto mi pare. Ma capirò, in un solo momento, cosa vuol dire un anno d’amore.
Foto | Flickr

La pagina si chiama The Magic of Marco e parla della vicenda veramente magica di un graziosissimo pitbull del Vermont, che purtroppo sin da piccolissimo è stato coinvolto in un incidente stradale, perdendo l’uso delle zampe posteriori. Chi ha soccorso il piccolo Marco, da allora, ha iniziato a cercargli una casa piena d’amore. Il piccolo, infatti, ha bisogno di terapia riabilitativa, di aiuto per fare i bisognini e di tanto, tanto affetto.
Affetto che ha trovato, anche a distanza, grazie alla pagina facebook a lui dedicata, e che gli ha consentito di ricevere in regalo da una benefattrice un carrellino per tornare a correre e giocare con gli altri cani. Una donazione davvero importante, al punto che non solo Marco è tornato a camminare grazie al carrello, ma si diverte anche a fare le escursioni e le gare con i suoi amici a quattro zampe, così come testimoniato dalla foto pubblicate sul gruppo e che vi riporto in una gallery in fondo al post. Da qualche settimana la vicenda di Marco, che per diversi mesi ha cercato casa, restando in stallo presso un volontario che lo aveva soccorso, ha raggiunto il suo lieto fine e proprio oggi si legge sulla pagina “I can attest that his new family is the BEST!!!!“, scritto dalla proprietaria di uno dei nuovi amici a quattro zampe con cui Marco adesso gioca, perché sì, ha trovato una nuova casa, dei nuovi padroni e tanto amore.
La vicenda mi ha colpito tantissimo, ed ho pensato di condividerla con voi. Le foto di Marco sono così tenere che colpiscono al cuore e fanno riflettere… Vi dico la verità, se Marco non si fosse trovato dall’altra parte del mondo, probabilmente avrei fatto io domanda di adozione per dargli tutto l’amore del mondo e la compagnia di cui ha bisogno. Fortunata la famiglia che lo ha adottato, perché un cane così può solo riempirti di gioia.
il piccolo rimasto paralizzato che ha ritrovato la felicità
Continua a leggere: The Magic of Marco: la storia on line di un pitbull rimasto paralizzato

Come tutti saprete io sono il fiero “papà” di un bellissimo cane. Avendolo preso in canile è ancora un mistero quale sia la sua età e quale sia la sua razza. Nel primo caso stimiamo abbia circa cinque anni nel secondo siamo incerti se sia un pitbull o un amstaff. Le differenze sono sottili e, in molti, confondono le due razze. Ad ogni modo, che sia pitbull o amstaff, fatto sta che fa la sua figura. È muscoloso, tiene lontani gli sconosciuti dalla porta di casa e quando abbaia si fa sentire. È un cane d’oro con tutti, adulti e bambini e non ha mai dato alcun problema.
L’altra sera, portandolo fuori per la passeggiata, incrocio un tizio. Aspetto da “bullo” di periferia, un po’ una parodia di un duro, che si avvicina. Hansel lo punta e comincia a mugugnare e ad abbaiare. Lui, a quel punto, esclama: “M****ia che bbbbello (si, con tre B), pure io ne ho uno, ha sei mesi, voglio che diventa così, come il tuo, bello cattivo“. A questo punto mi sale il sangue al cervello ma, con calma, gli dico: “Il mio non è cattivo, semplicemente non ti conosce, vede che sei vicino al nostro portone e difende il suo territorio“. Lui sembra non capire (o più facilmente non capisce davvero), e, gesticolando visibilmente, ribatte: “Sì, ma il mio lo voglio cattivo, perché c’ho i miei motivi“. Purtroppo quando sento certe persone non riesco a controllarmi ma, in maniera sempre educata ma un po’ più decisa, gli spiego: “Tu avrai pure i tuoi motivi ma educare un cane ad essere aggressivo è stupido e sbagliato. Se il tuo cane morde qualcuno perché tu gli hai insegnato a farlo, tu te la cavi con una multa mentre lui rischia la soppressione. Ed è colpa di quelli che ragionano come te se io e migliaia di altri proprietari di terrier non possiamo girare liberamente con il nostro cane“.
A quel punto è stato zitto e non ha proseguito nel discorso (fortuna sua perché la scorta di pazienza era agli sgoccioli). Queste persone, purtroppo, esistono e sono anche numerose. Persone che prendono un cane come “steroide per la loro virilità”. Purtroppo anche in canile mi hanno detto che persone come quella da me, mio malgrado, incontrata vanno spesso a chiedere di poter portare a casa un pitbull. Non un cane ma un pitbull, un rottweiler, un dogo argentino. Tutti cani stupendi, cani che danno tanto ma che devono essere gestiti da padroni con esperienza e, soprattutto, cervello.
Purtroppo non esiste il “reato di stupidità” e non si può vietare a certi elementi socialmente inutili di avere questo genere di cani. Non solo perché, se mal gestiti, diventano pericolosi, quanto anche per il benessere vero e proprio del cane. Una pistola, poggiata sul tavolo, non uccide nessuno, solo una mano male intenzionata lo fa ed è lo stesso ragionamento per un cane. La prossima volta che leggete di un pitbull che morde qualcuno non soffermatevi alla superficie ma andate a fondo nella notizia e domandatevi se il padrone del cane ha qualche responsabilità.
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