
Evidentemente essere dei rappresentanti della cittadinanza non impedisce a certe persone di comportarsi in maniera poco corretta. Sulle colonne di Leggo possiamo leggere una notizia che arriva da Isernia. Un automobilista investe un cane ma, invece di fermarsi e prestare soccorso come obbliga la legge, l’automobilitsta ingrana la marcia e va via.
La notizia non sarebbe una novità, purtroppo queste cose accadono spesso, ma a fare notizia è che il protagonista negativo di questa storia è nientemeno che il primo cittadino di un comune della provincia di Isernia. Lui, ovviamente, nega tutto, parla solo di un cagnolino con un’unghia rotta, dice di aver ammonito la proprietaria del cane riguardo l’obbligo del guinzaglio e parla di “complotto politico” visto che chi lo accusa è il suo avversario politico ed ex sindaco del paese. Aspetteremo di scoprire come effettivamente si sono svolti i fatti e vi terremo informati su eventuali sviluppi.
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La gatta mangiona che, gentilmente, ha partorito vicino casa mia dopo aver svuotato il mio frigo e quello dei vicini, si è presentata a cena con la coda ferita. Non sia mai detto che un gatto ferito passi tranquillo sotto il mio naso! Ho la sindrome di Elmyra, la terrificante bambina della Warner che traumatizzava gli animaletti col suo amore smisurato.
Come mettere del disinfettante sotto qualsiasi forma sulla coda di un gatto? Innanzi tutto, preparare l’armamentario: indossare un guanto sterile sulla sinistra se siete destrorsi, sulla destra se siete mancini. Mettere la pomata antibiotica sulle dita e prepararsi psicologicamente all’attesa. Se utilizzate medicina in polvere o spray, afferrate con fermezza il tubetto.
Aspettate che il gatto, attirato dal cibo, si avvicini. Dopo aver guadagnato la sua fiducia, cosa che, in realtà, non avverrà, afferratelo con decisione con la mano libera e spalmategli-spruzzategli-sparaflesciategli tutta la medicina. Il primo tentativo (e forse anche quelli seguenti), andranno a vuoto, costringendovi a cambiare guanto, disinfettarvi le ferite e a ripetere la manovra di avvicinamento.
Se sarete stati abbastanza decisi, il gatto splenderà di Betadine ovunque tranne che sulla ferita. Se andrà male, passerete la notte immaginando scenari di infezioni terribili a carico del micio e della vostra coscienza di gattari falliti. Il gatto vi si ripresenterà il giorno successivo, con la ferita che si sta rimarginando per conto proprio. Le ferite sulle vostre mani, invece, saranno in condizioni peggiori rispetto al giorno precedente: riprendete il disinfettante, e usatelo su di voi.
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Nel 2008 una signora, che chiameremo Maria, doveva recarsi ad un appuntamento con due sue amiche, che chiameremo Anna e Luisa. Detta così sembra una puntata di “Sex and the City” ma non c’è nulla di bello in quanto sto per raccontare. Due anni fa, Maria aveva un appuntamento e insieme alle sue amiche Anna e Luisa si è messa al volante della sua vettura e ha aperto il gas. Sfortuna vuole che un povero gatto ha attraversato proprio in quel momento la sua strada finendo investito. Anna e Luisa hanno fatto presente la cosa a Maria chiedendole di fermarsi immediatamente a prestare soccorso allo sfortunato felino. Maria non ha voluto sentire ragioni e ha deciso che il suo appuntamento era più importante di un misero gatto imprudente.
Il felino, poi spirato dopo poche ore, è stato soccorso da alcuni testimoni che hanno poi denunciato Maria. Ai tempi non esisteva la legge che punisce l’omissione di soccorso nei confronti degli animali e il giudice che ha preso in mano il caso ha archiviato il tutto. Adesso, però un nuovo magistrato ha ripreso in mano il caso rimettendo tutto alla decisione della Cassazione. La novità consiste nel fatto che non fu un semplice incidente ma che Maria avrebbe avuto tutto il tempo, come poi testimoniato da Anna e Luisa, di soccorrere il gatto ma, deliberatamente, non l’ha fatto per correre al suo appuntamento. Speriamo che questa volta la Cassazione si pronunci a favore dei diritti degli animali.
Via| Il Giornale
Vi è mai capitato di aver bisogno di un veterinario in piena notte o nei fine settimana e dover aspettare il giorno successivo per trovare qualcuno? A Grugliasco, in provincia di Torino, ha aperto i battenti il primo Pronto Soccorso veterinario d’Italia. E’ una struttura sanitaria all’avanguardia dove possono essere curate tutte le emergenze, dall’avvelenamento all’emergenza cardiaca. Il centro ha a disposizione postazioni per radiografie, ecografie, esami del sangue ed un defibrillatore.
I medici e gli studenti impegnati in questo Pronto Soccorso assistono anche i veterinari privati con cui, ci tengono a specificare, non esiste alcuna concorrenza ma una mutua assistenza. Purtroppo, però, il servizio non è gratuito. Nel nostro paese gli animali sono un bene di lusso e questo implica spendere un bel po’ di soldi per la loro salute. Le prestazioni, però, hanno costi allineati con gli altri studi veterinari, dai 50 euro per la visita ai 200 euro per una TAC.
Via| La Repubblica
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Abbiamo già detto di come affrontare un improvviso calo di sali minerali con conseguente rischio di crampi muscolari, oggi vi dico come ho affrontare l’ingestione del collare antiparassitario. Mi sono accorta dell’assenza del collare di sera, al ritorno dalla passeggiata. Inizialmente ho pensato fosse caduto durante il giro, ma da lì a poco il cane ha cominciato ad avere dei giramenti di testa e dei tremori. Era chiaro: aveva ingerito il collare mentre giocava con i suoi giochi, circa 20 minuti prima della passeggiata, avvenuta di sera tardi. Il cane ha il suo spazio dove si rifugia con i giochi, ed anche se è “a portata d’occhio”, è riuscito a mangiare il collare senza farsene accorgere (confondendolo, forse, con i giochi).
Quando ha iniziato ad avere i tremori era già notte, e la prima clinica veterinaria aperta di notte è a 45 km. Così, prima ho cercato di farlo sentire protetto (cercava il contatto umano, timoroso forse della sensazione di giramento di testa, di confusione), poi gli ho preparato un giaciglio e ho cercato di farlo vomitare. La cosa è stata abbastanza semplice, perché quel farabutto del mio cane ha ingerito il collare intero ed ha quindi provato da solo l’istinto di vomitarlo, essendo un pezzo intero con tanto di fibia di plastica.
Continua a leggere: Situazioni di crisi: il cane ingerisce il collare antiparassitario

Vivere con il proprio amico a quattro zampe vuol dire, come avviene per tutti gli esseri viventi, affrontare anche situazioni di crisi. Malanni, infortuni, incidenti di vario genere e sbalzi di umore sono cose che possono succede ogni giorno, senza preavviso. E quando succede qualcosa dobbiamo essere in grado di affrontare la situazione senza panico. E risolverla. Questa mia riflessione nasce dopo aver dovuto affrontare nel giro di 30 giorni due situazioni di crisi con il mio bull terrier, tutte e due talmente “possibili” per tutti, che vorrei raccontarvele affinché si possa insieme condividere l’esperienza e magari possano aiutare qualcuno a risolvere il problema.
La prima nasce da un calo di sali minerali, dovuto al gran caldo e ad uno sforzo fisico. In seguito ad una expo canina nei giorni del gran caldo di metà giugno e ad una corsa scatenata per giocare, nella sera dello stesso giorno, il mio povero bull il giorno dopo aveva i muscoli delle zampe posteriori tesi e bloccati. Che gran paura! Corsa al veterinario, esami, raggi, ma tutto era regolare. Niente danni alle ossa, ai legamenti, niente di niete. Ed allora cosa può essere? Facendo un giro on line e consultando altri amici con cani, ma soprattutto (e per assurdo) alla luce della mia stessa esperienza quando è estate (soffro molto di calo di sali minerali e magnesio, con conseguenti crampi ai polpacci durante la notte), sono arrivata alla conclusione che si trattasse di un problema di crampi. Un giorno di riposo, integrazione di sali minerali, molta acqua e… avevo ragione io. Lo ha dovuto ammettere anche il veterinario.
Continua a leggere: Situazioni di crisi con il cane: come affrontarle
Il nuovo ddl sulla sicurezza stradale, che dovrebbe arrivare in Senato a fine maggio, presenta alcune novità che riguardano il soccorso di animali. Noi di PetsBlog ci eravamo già occupati di veterinari multati durante un recupero di animali: a quanto pare, quei veterinari vedranno finalmente i propri servizi equiparati a quelli per umani.
L’articolo 32 prevede che anche i mezzi adibiti al soccorso animale siano dotati di lampeggianti e sirena, e che i servizi d’emergenza vengano individuati da un successivo decreto: si dovrà infatti stabilire quali siano gli estremi per giudicare un recupero come urgente, anche se effettuato da privati, e dovrà essere prodotta una documentazione da esibire dopo l’eventuale controllo da parte delle autorità di polizia stradale.
La notizia che più ci rende felici, però, è la multa fino a 1559 euro per chi causa incidenti che coinvolgano animali d’affezione (spero anche randagi!), da reddito o protetti. In caso di omissione di soccorso, invece, la multa sarà al massimo di 311 euro. Il processo per direttissima non mi dispiacerebbe ma, l’importante, è che il problema venga finalmente regolato. Fatta la legge, si può sempre migliorare… o aggirare?
Poco tempo fa avevamo affrontato il problema degli incidenti automobilistici che coinvolgono animali, e di come sia fondamentale, visto che un incidente può capitare a chiunque, prestare immediato soccorso all’animale, anche se le sue condizioni sembrano gravissime: è bello vedere che, ogni tanto, il nostro pessimismo viene smentito. La percentuale di automobilisti che considera un gatto o un cane alla stregua di una cartaccia sul proprio percorso è minima: ma scommetto che è anche quella più preoccupata delle multe e di quei 2 punti superstiti sulla propria patente.
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Se siete in procinto di organizzare la vostra meritata vacanza assieme all’amico fidato a quattro zampe oltre agli accorgimenti già proposti ricordo l’esistenza dei Fido Park in autostrada, un aiuto in più per chi carica famiglia e cane in auto per affrontare viaggi più o meno lunghi.
L’iniziativa nasce nel 2006 e si è ampliata nel corso degli anni, in sintesi all’interno di alcuni Autogrill, vedi mappa, è possibile trovare un punto ristoro dove far rilassare, bere e mangiare anche l’amico cane, non solo, l’associazione Anmvi, ideatrice del progetto, mette a disposizione anche la preziosa consulenza di veterinari professionisti, volontari, per consigli e aiuti, il tutto gratuito.
E’ evidente l’intenzione di evitare abbandoni in autostrada e cani rinchiusi in auto a quaranta gradi mentre i padroni si ristorano all’Autogrill, il servizio veterinario nei Fido Park è solitamente attivo durante i week-end estivi nelle ore centrali della giornata, dalle 12.30 alle 14.30, e le aree di sosta, sempre accessibili, sono dotate di acqua corrente e ombra, il minimo indispensabile per garantire ristoro anche al nostro cane.

Quando un cane è ancora cucciolo una delle cose più frequenti che fa è quella di mordere qualunque cosa gli capiti a tiro. Ciabatte, giochi di gomma o, alcune volte, anche piante e fiori. Quando si avventa sulla vegetazione, però, dobbiamo fare attenzione a quali piante i nostri pelosi addentano. Le piante sbagliate tra le fauci del nostro cane possono creargli grossi problemi. Fiori e piante come le primule e le margherite possono provocare problemi alla bocca come infiammazioni alla bocca o alla lingua fino a dermatiti e arrossamenti degli occhi. Altre piante come l’edera, la patata e le azalee, invece, agiscono negativamente sull’apparato digestivo portando a disturbi come vomito, dissenteria e, addirittura, convulsioni.
Non solo, piante come l’ortica, il tasso e il tabacco colpiscono in maniera violenta il sistema nervoso e possono portare spesso alla morte del nostro cane. Altre piante che agiscono sul sistema nervoso, ad esempio, sono il cactus e la noce moscata che possono portate, oltre al coma nei casi più gravi, anche delle allucinazioni. Per quanto riguarda l’apparato cardio-circolatorio dovete fare molta attenzione all’oleandro e al mughetto. Amarena, melo, mandorlo, albicocco e ciliegio nei quali semi si nasconde un composto paragonabile al cianuro capace di portare addirittura al coma.
Ovviamente la prevenzione in questi casi è fondamentale. Evitate di lasciare a portata di cucciolo eventuali piante o semi tra quelli sopra descritti. In caso di ingestione accidentale, se non potete portarlo subito in un ambulatorio, chiamate il veterinario e fatevi consigliare sul cosa fare. In genere si devono utilizzare sostanze che inducano il vomito (se si riesce ad intervenire entro massimo due ore dall’ingestione) e osservare molto bene eventuali sintomi ed individuare la pianta incriminata per potersi far dare dal veterinario una terapia mirata ed efficace.
Via| Pets & the city
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Una delle cose che non mancano quasi mai nelle nostre case nel periodo di Pasqua sono le uova di cioccolato. Abbiamo parlato spesso degli alimenti giusti per i nostri amici cani e altrettanto spesso di quelli sbagliati. Abbiamo anche fatto un articolo dedicato al cioccolato, alimento tanto piacevole per noi quanto dannoso per i nostri amici cani.
Se sospettiamo che il nostro amico peloso abbia ingerito del cioccolato non possiamo aspettare troppo tempo. La prima cosa che dobbiamo fare è farlo vomitare con, ad esempio, una soluzione di acqua tiepida, succo di limone e sale. Possiamo somministrarla attraverso una siringa priva di ago iniettandolo possibilmente dritto in gola. Il metodo è un po’ brutale ma in questi casi il fine giustifica i mezzi.
Se notiamo che il cane comincia a tremare contattiamo subito il nostro veterinario di fiducia. In questi casi è molto probabile che vi indichi dei medicinali da somministrare per limitare i danni al fegato. Fatevi dare, se possibile, due medicinali differenti ma con lo stesso principio attivo per avere più possibilità di trovarli nella farmacia di turno più vicina a voi.
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