
Dopo l’immagine di ieri del cane e del gatto che vanno insieme a fare un giretto, oggi vi parliamo di una nuova storia di amicizia molto particolare tra due “pets” un po’ meno comuni di cani e gatti. Il primo protagonista è un serpente, Aochan. Vive in uno zoo giapponese e ha avuto un incontro un po’ inaspettato. Visto che i topolini congelati che gli davano di solito come cibo non lo attiravano più, hanno deciso (triste ma vero) di dargli un criceto nano vivo. Aochan, però, non solo non l’ha mangiato ma ha deciso di “adottarlo” e adesso vivono insieme tutto il giorno. Questa cosa si protrae senza problemi da ottobre. Adesso ditemi: li chiamereste “bestie”?

Gli animali esotici, come i serpenti, dovrebbero rimanere nel loro habitat naturale e non popolare le nostre case. A dirlo è l’AIDAA che denuncia l’ennesima ipocrisia della lotta alla vivisezione in Italia. I topi utilizzati nei laboratori fanno pena e scatenano iniziative nobili, come la nascita di centri di recupero, destinati ad ospitare le cavie quando non sono più utili agli esperimenti.
E i ratti che finiscono tra le fauci dei serpenti nelle nostre case? Ignorati, come fossero di serie b. Non tutti sanno che in Italia stanno sorgendo dei veri e propri allevamenti intensivi: ratti che vengono cresciuti al solo scopo di alimentare i serpenti ed altri rettili che teniamo in casa.
I ratti da pasto alimentano un’industria fiorente anche online, con portali dedicati che li vendono surgelati o ancora vivi. I prezzi vanno dai 70 centesimi pagati per un topolino bianco ai 4-5 euro di un ratto taglia xxl.
Continua a leggere: Un serpente come pet, un ratto nel piatto
Ecco un animale che vive in molte case (e quindi si può tecnicamente definire domestico) ma che non viene mai preso in considerazione come “pet”: l’iguana. È vero che questo iguana non ha propriamente la dolcezza dello sguardo di un cucciolo di cane o di gatto ma, a ben vedere, come loro è desideroso di attenzioni e, soprattutto, di cibo!
Mai visto un rettile giocare con un tablet? Bé, basta dare un’occhiata al video qui sopra: c’è un bearded dragon, una pogona, cioè una grossa lucertola australiana che si diverte a giocare ad Ant Crusher. Insomma, si diverte: lei (o lui) penserà di papparsele davvero le formichine che scorrono sullo schermo - e che schiaccia come se non meglio di un umano - ma alla fine in pancia non finisce niente! Meglio lasciar perdere l’app store e dirigersi verso un formicaio vero…

Che ve ne pare di queste iguane e di questa fotografia? Direi davvero strepitosa. È stata davvero fortunata la ragazza che ha realizzato lo scatto ad Atlantic City. La parte più divertente è però il commento che ha aggiunto alla foto e che suona più o meno così (sto traducendo dall’inglese): avrei voluto portarle tutte a casa con me, ma non credo che il mio fidanzato ne sarebbe stato felice.
E voi, lettori di Petsblog appassionati di rettili, quante iguane avete per casa e quante ne vorreste avere?
Foto | Flickr

Giusto ieri vi parlavo di tartarughe con una simpatica gallery. Oggi ho scoperto che esiste l’associazione Liberatarta, che si propone di creare un po’ di discussione intorno al mondo di testuggini e tartarughe, riguardo al loro allevamento, e una rete di confronto con le associazioni che si occupano di ambiente. Promossa da Liberatarta anche il Tarta Expo che si è tenuto a Milano qualche giorno fa. Il sito dell’associazione è per il momento sguarnito.
Ricco invece quello del Tarta Club Italia, dove ho scoperto che il 23 maggio si festeggia l’undicesima Giornata Mondiale della Tartaruga. E voi lettori di Petsblog, parlo con gli amanti delle tartarughe, che mi dite: fate parte di qualche associazione? Le ritenete utili?
Foto | pamramsey

Passi quando tuo figlio ti chiede un gattino o un cagnolino e passi pure quando una bambina come la mia ti dice che vuole fare collezione di vermi, ma come comportarsi se i nostri pargoli provano invece una grande attrazione per i rettili? Mia sorella da piccola sosteneva che da grande avrebbe preso un serpente e intanto se ne andava in giro con dei rettili di gomma a spaventare le amiche.
Mia madre digeriva a malapena la presenza di tartarughe e pappagalli, figurarsi un serpente o un’iguana. In questi giorni, poi, mi stavo giusto chiedendo se grazie ad Harry Potter siano aumentate le richieste di serpenti come animali domestici. A ogni modo, in attesa di capire se da parte dei vostri figli ci sia vero amore per i rettili e se noi possiamo condividerlo, meglio optare per un innocuo e serpente crochet, come quello che vedete nella foto di apertura del post.

Se state pensando di prendervi un’iguana in casa, dovreste stilare accuratamente una lista dei pro e dei contro. Queste foto sono, in teoria, decisamente pro iguana, per quanto mi faccia molta impressione l’idea di poterne baciare una (non bacio neanche la mia gatta). Su Petsblog abbiamo invece già esaminato un curioso motivo che non gioca a favore di questo indubbiamente simpatico rettile. Voi lettori ne avete una in casa? Ci raccontate la vostra esperienza?
Foto | ZoZ, Cy, CyboroZ, Emmyboop, Avia Venefica, Iggy, Steve and Diane

Avere un rettile come animale domestico non è da tutti. Io, ad esempio, non riuscirei davvero a fare amicizia con un serpente, figuriamoci vederlo girare per casa. Un’iguana potrei trovarla simpatica, ma un boa o un pitone davvero non fanno per me. Questi signori e signore che vedete nelle foto, invece, non hanno nessun problema a riguardo: si lasciano attraversare dai loro serpentoni come se fossero alberi e se li portano anche al fast food. Voi lettori di Petsblog avete mai provato quest’esperienza? Se sì, come è andata?
Foto | Mulingitover, Asurroca, Richard Faulder, Nezemnaya.
Non è certo un pet d’appartamento, anzi non è proprio un pet. Eppure in Costa Rica Chito da vent’anni ha un coccodrillo come animale da compagnia. Il coccodrillo – lungo cinque metri – si chiama Pocho. A giudicare dalle immagini il loro è un rapporto molto stretto, con tanto di bacio finale schioccato da Chito al suo amato Pocho.
Certo, sempre meglio di tenersi un coccodrillo in casa come fa Chris Weller nel Regno Unito, però, sinceramente, l’idea non mi stuzzica nemmeno un po’. Vada per la tartaruga, ma un coccodrillo qualche problemino lo crea!