
Nel nostro post sulle divergenze di opinioni sull’effettiva diminuzione degli abbandoni veniva discusso il fatto che gli abbandoni non erano diminuiti ma si erano “spostati” su specie animali diverse dai cani. Un’ulteriore testimonianza di questa cosa arriva dall’AIDAA tramite le pagine di Nova Firenze. Lorenzo Croce, presidente dell’associazione animalista, ha lanciato l’allarme riguardo al sempre più frequente abbandono delle tartarughe d’acqua. Nell’ultimo anno, secondo le stime, sono stati abbandonati 35000 esemplari creando grossi problemi all’ecosistema visto che le tartarughe crescono, diventano aggressive e voraci.
Se decidete di prendere un animale pensateci cento volte. Anche se non è un cane o un gatto, è pur sempre un essere vivente che ama e soffre come gli altri. Non importa se non scodinzola o non fa le fusa e il suo corpo non è coperto di peli ma di piume o squame. L’abbandono è un crimine. Informatevi bene sull’animale che intendete prendere. Se volete, ad esempio, una tartaruga sappiate che, le specie più comunemente vendute nei negozi, crescono, e anche molto. Se non siete disposti a trovarvi un guscio di 20cm di diametro che gira per casa è meglio desistere.
Foto| Flickr
George, il bulldog, e Winston, la tartaruga, ci danno sotto con gli snack e, ad essere sincero, pare che George non sia soddisfatto e guardi con un certo languorino Winston (al secondo 0,27).
Bisogna ammettere che le tartarughe (anche quelle d’acqua) sono sempre affamate: la mia basta che mi vede passare spalanca la bocca come i piccoli di uccello nei nidi…
Tra i vostri pet, ne avete uno che è particolarmente affamato?
Una simpatica tartaruga vuole giocare con un gatto e lo provoca di continuo sperando in una sua reazione. Il micione la ignora totalmente e non ne vuole sapere di muovere neanche una zampa. Un video divertente che però trova una spiegazione dall’autore su YouTube: sono due maschietti!
Prendetevi cinque minuti e guardatevi questo video di gatti e tartarughe. È un po’ lento, è vero (del resto, un video che tratta di tartarughe non poteva essere veloce!) ma mette dell’umore giusto per iniziare la giornata.
Ci sono alcune foto che sono dolcissime; altre simpatiche. Quello che più mi piace è lo sguardo sia dei gatti che delle tartarughe: una sfida-non sfida permanente.
I miei cani quando vedono la tarta nell’acquario iniziano a mugolare: non ho mai capito se per la gioia o perché vorrebbero addentarla…
Sta facendo il giro della rete il video di una tartaruga di terra che ne aiuta un’altra che si è capovolta a rimettersi in piedi. Se una tartaruga si capovolge e non riesce a rialzarsi la situazione può diventare pericolosa. Trovo il video tenero, anche se lo so che è errato attribuire sentimenti umani agli animali (se volete, qui su Petsblog abbiamo anche il video del cagnolino che si ribalta e non riesce a raddrizzarsi!)
A proposito di tartarughe capovolte, esiste anche un gruppo su Facebook dal simpatico nome Società Raddrizzamento Tartarughe Capovolte. E, giusto per amore di chiarezza, con tartaruga capovolta non si intendono quegli uomini che non hanno l’addome scolpito!
Ecco a voi Koopa, la tartaruga pittrice, e la coppia di maialini Van Snout e Bottabelli che si dilettano della stessa arte. Così dopo Sammy, il cane pittore, altri pet si uniscono alla gallery di animali artisti.
Mi piace di più il quadro di Koopa. Però i musetti multicolor dei maialini sono il massimo!
Continua a leggere: Animali pittori: Koopa la tartaruga, Van Snout e Bottabelli i maialiani
Questo video sarebbe da vedere con il sottofondo di Amore impossibile dei Tiromancino, soprattutto quando cantano: “È amore impossibile quello che mi chiedi / Sentire ciò che tu sola senti e vedere ciò che vedi / Chiudere la realtà dentro la tua isola”.
Come potete ben vedere, una tartaruga (che a dispetto della fama, ha una velocità incredibile) cerca in tutti i modi di baciare un gatto. O forse di morderlo, chi lo sa: l’amore a volte assume aspetti incomprensibili a chi è esterno! Il gatto, però, se la tira un bel po’ e non si concede.
Come finirà la storia secondo voi? Cosa faranno una volta lontani dallo sguardo indiscreto della telecamera? Raccontateci un finale, tipo “e vissero gattosi e contenti”…
Un mio amico mi ha iniziata a un mondo lontano anni luce da quello di noi gattari, presentandomi le sue due tartarughe anzi, le sue testuggini: Nica e Nico. La dinamica coppia di venticinquenni è comodamente residente in un giardino della parte alta di Napoli. Quando, anni fa, i pargoli della famiglia manifestarono il desiderio di avere un animale, la praticità danese della madre e la sicula calma del padre suggerirono un animale che potesse cavarsela da solo durante le assenze della famiglia, cibandosi delle piante e dei fiori del giardino-ristorante.
Così fece il suo ingresso Nica che, a dispetto del nome che in siciliano vuol dire “piccola”, è cresciuta senza ritegno. Si pensò che Nica dovesse avere un compagno, e così venne preso il povero Nico. Se conosceste la femmina, capireste la ragione per la quale uso l’aggettivo “povero”: mi scuso coi padroni, ma la testuggine è insopportabile. Se provi ad avvicinarti, lei ti guarda incavolata e ti soffia come una misantropa anziana e sdentata. A Nico non va meglio: ogni suo tentativo di seduzione, negli anni, si è concluso con contusioni varie inflittegli dalla zitella piena di contegno che, per meglio sottolineare la propria avversione, è solita inseguirlo per picchiarlo con più agio. A me va bene questa rivendicazione di tematiche femministe, ma perché infierire?
Anni fa, poi, ci fu il mistero delle uova, trovate in giardino e mai schiuse. Probabilmente, però, erano opera della tartaruga dei vicini, in vacanza nel giardino del mio amico. Passioncelle estive… La vita di Nico, con gli anni, è diventata sempre più ascetica: si accontenta di stare vicino alle amate piante grasse, senza lamentarsi. Nica, invece, sovverte ogni stereotipo sulla lentezza di questi animali: scompare e riappare in vari angoli del giardino con velocità impressionante e, sempre, con un’aria un po’ truce. Ho letto che le femmine sono più grandi dei maschi, ma lei non si è accontentata, ed è arrivata a una mole che potesse umiliare il povero compagno.
La strana coppia per anni è andata in letargo con precisione assoluta, seppellendosi e riapparendo sempre negli stessi giorni di fine ottobre e fine marzo. Negli ultimi anni, però, si sono impigrite, e capita che si seppelliscano a metà o che spuntino dal terreno in qualche giornata calda di febbraio. Sembra che, in cattività, questi animali possano arrivare a un’età più che veneranda: spero che il timido Nico, se non si suicida prima, possa un giorno trovare una coinquilina meno asociale. Ma sono convinta che Nica picchierebbe anche lei.
Foto | Flickr
Gli amanti di cani e gatti spesso non pensano che anche le tartarughe, nel loro piccolo, possano regalare grandi emozioni. Con questo video, girato in Italia, vi ricrederete e assisterete ad un meraviglioso spettacolo.
Abbiamo preso l’acquario e abbiamo accolto in casa le tartarughe d’acqua. Come le alimentiamo? Considerando che quelle che si trovano comunemente in commercio sono generalmente onnivore, occorre bisogna sfatare il mito che le tartarughe mangino solo lattuga o gamberetti secchi: nutrirle in maniera monotona può portare gravi carenze e condurre le nostre amiche alla morte. Il cibo secco non dovrebbe superare il 30% dell’alimentazione della tartaruga.
Usiamo la testa e chiediamoci cosa troverebbe la tartaruga in natura e regoliamoci di conseguenza: chiocciole, piccoli pesciolini, piante acquatiche o terrestri, insetti… Pane, pasta, prosciutto, pollo (arrosto, magari) saranno alquanto difficili da trovare in un lago, non trovate? Le tartarughe apprezzano molto insalata, fiori di tarassaco, cetrioli, pomodori… Ogni tanto, poi, potete somministrare delle vitamine specifiche.
Tenete presente che le tartarughe hanno la testa dura (oltre al carapace) e possono diventare testarde e rifiutare nuovi alimenti: se dovesse capitarvi una tartaruga testa dura potete mescolare il cibo nuovo con quello che prendono abitualmente cambiando le proporzioni gradualmente.
Ultima annotazione: le tartarughe mangerebbero sempre! Fate attenzione che l’accumulo di grasso sotto il carapace è mortale.