Le tele rinascimentali sono piene di animali di ogni tipo che servono ai pittori a rappresentare simbolicamente vizi e virtù degli uomini. Tra questi figurano pappagalli e cardellini come simboli religiosi.
Il pappagallo, in particolare, viene spesso utilizzato come simbolo dell’annunciazione dell’arcangelo Gabriele a Maria: secondo una tradizione, infatti, il pappagallo, grazie alle sue capacità di parlare, saprebbe dire Ave e questo lo metterebbe in relazione all’annunciazione.
Il cardellino, invece, sarebbe simbolo della passione di Gesù perché, il suo nome deriva dai cardi di cui si ciba, cardi che ricordano la corona di spine di Gesù stesso. Secondo delle leggende popolari, il cardellino avrebbe una macchia rossa sopra il becco perché avrebbe cercato di estrarre una spina dalla fronte del Cristo macchiandosi di conseguenza del suo sangue. Significativa, in proposito, l’immagine della Madonna col Bambino dipinta da Carlo Crivelli nel 1482 (foto del post) in cui Gesù bambino stringe un cardellino quasi a formare una croce sul petto, con uno sguardo che rivela tutta la consapevolezza del piccolo Gesù.
Nulla in contrario alle galline come pet. Essendo cresciuto in campagna ne ho viste di galline e di galli: mi sono sempre piaciuti i pulcini e quel loro pigolare incessante. Se qualcuno, quindi, volesse avere delle galline come animali da compagnia, che ben venga.
Mi piacciono un po’ di meno, a dire il vero, quelle proposte molto consumistiche volte a soddisfare i padroni più che le galline. Come queste gabbie proposte da Pousse créative: bellissime le gabbie, non c’è che dire. Ma oltre a sembrarmi troppo piccole e troppo costose (quella in foto costa euro 599,90…) hanno un inconveniente: chi realizza queste pubblicità o chi vagheggia di aver galline come animale da compagnia senza conoscerle prima, non tiene conto che le galline di cacca ne fanno tanta. La poesia dell’ovetto fresco ogni giorno deve anche scontrarsi (o incontrarsi) con il fatto che spesso le uova sono sporche (avete presente da dove escono, no?). Non si tratta certo di questioni insormontabili. Ma sono da tener presente.
C’è da considerare anche un altro aspetto che le foto proposte non mostrano: galline e polli sono animali ruspanti. Il che vuol dire che in men che non si dica il bellissimo giardino sarà completamente pulito da ogni filo d’erba e perfettamente “arato”, pezzettino di terra per pezzettino di terra. Unite a questo la passione delle galline di rovesciare la ciotola dell’acqua per beccare quello che vi si nasconde sotto e potrete avere un panorama abbastanza chiaro della situazione.
Se proprio volete prendere una o più galline come pet, allora, tenete presenti anche questi aspetti per non rimanere poi delusi e abbandonarle. Come per gli altri animali da compagnia, le scelte vanno fatte sempre in maniera oculata. Anche se si tratta di galline.
Questo passerotto è su un tergicristallo. Piove e il guidatore deve pulire il vetro ma non ha fatto i conti con la caparbietà dell’uccellino che, nonostante tutto, decide di non mollare il suo comodo appiglio.

Sono certo che i piccioni di Mike Tyson lo riconoscono e gli si avvicinano senza timori. Pare che questa sia una caratteristica dei piccioni, infatti: questi uccelli possono riconoscere le persone che saranno disposte a nutrirli e quelle che, invece, li spaventeranno e li scacceranno in brutto modo.
Un gruppo di ricercatori francesi, infatti, ha pubblicato uno studio in cui si esamina il fatto che i piccioni che vivono nelle zone urbane hanno imparato a riconoscere gli umani amici da quelli ostili. Praticamente in un parco cittadino i ricercatori hanno studiato i piccioni mentre si rapportavano a due persone che li nutrivano. In una prova si trattava di un uomo e una donna, in una seconda due donne. Non solo: gli umani erano vestiti in maniera diversa e uno dei due dava da mangiare ai piccioni e l’altro li disturbava. I due, poi, si sono scambiati i vestiti ma questo non ha influito affatto sui piccioni che si recavano sempre da quella persona che li nutriva e non da quella che in precedenza li aveva spaventati.
Sinceramente, non mi pare una novità: ricordo un vecchio prete che non appena vedeva i piccioni sul campanile della chiesa, saliva e andava a disturbarli. Bastava un paio di volte e i piccioni non si presentavano più. Scendendo dal campanile il prete diceva: “Sono animali intelligenti e hanno buona memoria: si ricorderanno che qui non devono venire”.
E voi i piccioni li nutrite o li spaventate?
Via + foto | Ecologíablog

I pappagalli cenerini (Psittacus erithacus) sono capaci di compiere passaggi logici il che li fa diventare i primi non-primati a dimostrare di avere una intelligenza logica. È questa una delle conclusioni di una ricerca scientifica della dottoressa Sandra Mikolasch dell’Università di Vienna.
Gli studiosi hanno osservato Awisa, femmina di pappagallo cinerino, e hanno scoperto che ragiona per cercare di trovare del cibo che era stato appositamente nascosto: Awisa è stata capace di escludere altre possibilità e ha scelto quella corretta, utilizzando così quel processo che si chiama inferenza per esclusione. In pratica i ricercatori hanno mostrato una noce e un seme e poi li hanno nascosti sotto due tazze opache; hanno schermato le tazze e hanno rimosso una ricompensa, quindi hanno lasciato che il pappagallo cercasse la pappa. Su trenta tentativi Awisa ne ha indovinati ventitré, cioè ben tre quarti. Certo, potrebbe anche essere che Awisa sia particolarmente golosa…
In precedenza un altro pappagallo cinerino, Alex (morto nel 2007) aveva mostrato un altro record: possedeva un vocabolario di centocinquanta parole e riusciva a comprendere lo zero, concetto che alcuni esseri umani non riescono a capire.
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Davvero non so cosa pensare di questo pappagallo. Neanche dell’autore del video a dire la verità. Saranno reali tutti i suoni che emette il simpatico pennuto? Sembra un dj di altri tempi alle prese con il classico scratch sul 33 giri. Voi lettori di Petsblog che ne pensate? Il video vi sembra autentico? Io ho sempre avuto a che fare con pappagalli rumorosi, ma mai di tendenza come questo qui.
Questo pappagallino sembra aver trovato un gioco molto molto divertente: la pallina. A dispetto dell’uso che ne vediamo fare spesso dai nostri amici cani lui, non potendo prenderla nel becco, ci fa l’equilibrista sopra!

Ricordo che, da piccolo, amavo vedere i canarini nelle gabbiette appese sul balcone di mio nonno. Ricordo che, oltre all’immancabile osso di seppia, l’alimento base era una mistura di semi. Ora, però, so che non tutti i semi (o almeno non tutti i preparati per canarini) sono adatti allo scopo. I canarini hanno un fabbisogno piuttosto vario di vitamine che solo un prodotto ben bilanciato può apportare al loro organismo. In linea di base il mix di graniglie devono avere i seguenti ingredienti:
Sono tutti semi molto importanti nella dieta del vostro amico pennuto ma, purtroppo, non sempre gli alimenti comunemente in commercio, li contengono tutti. Il segreto è, come sempre, leggere l’etichetta, rivolgersi a negozi specializzati e non badare a risparmiare un paio di euro a discapito di una qualità superiore.
Via | Eco di Bergamo
Foto | Flickr
Quando ero piccolo ero convinto che le casette per gli uccellini, quelle che si vedono sugli alberi, fossero tutte arredate. Mi arrangiavo a costruirne e a metterle sugli alberi, poggiando nei dintorni quelli che, secondo me, potevano essere delle valide suppellettili: gusci di noce, scatoline, pezzetti di legno… Insomma, davo la possibilità agli uccellini che avrebbero abitato la casina di scegliersi l’arredamento. Ingenuità di bambino, senza dubbio, alimentata anche dai vari cartoni animati.
Sono tornato un po’ bambino nel vedere questo spot pubblicitario non molto recente che propone proprio l’interno di una casina per gli uccelli. Più che casina, sembra essere un appartamento di tutto rispetto! Da notare l’omino che scandisce le ore, i vermi nella confezione salvafreschezza in frigo e le scarpine a forma di zampa d’uccello all’inizio del video.
Insieme alle testuggini, in casa mia, quando ero bambina, c’erano sempre o una coppia di canarini o una di pappagallini. Per noi bambine, sul momento, era sempre bello andare in negozio a sceglierli, posizionare l’abbeveratoio e la vaschetta dei semi. Per le pulizie della gabbia c’era la mamma quindi meglio di così non poteva andarci.
Quello che non sapevamo è che i pappagalli, come i canarini, forse peggio visto che non cantano melodiosamente, fanno un baccano importante. Mi ricordo un periodo in cui tra i passerotti che si posavano a centinaia sugli alberi della casa di fronte e i pappagalli era praticamente impossibile ascoltare la televisione ad un volume normale.
A volte, malgrado il caldo, preferivamo chiudere la finestra e trasferire in un’altra stanza la gabbia, solo per potercene stare un po’ in silenzio. Oltre al chiasso, naturalmente, non dimenticherò mai i loro colori e i minuti interi che passavo a osservarli, mentre si concentravano a becchettare gli ossi di seppia. Questa gallery è dedicata a loro e a tutti i bambini affascinati dai pappagalli.
Foto | eggybird, gxti, puppiesareprozac, alishaV, kenandnyetta, jbangelo