
Il caldo e l’estate portano con se un appuntamento di cui la razza umana dovrebbe vergognarsi, l’abbandono dei cani, anche e soprattutto in autostrada, ma se Autoblog ci ricorda la campagna dell’ Enpa in vista delle prossime vacanze, personalmente vorrei cercare di capire il perchè ci ostiniamo ad abbandonare i cani.
Oltre al gesto che non ha nulla di caritatevole e umano, siamo tutti perfettamente a conoscenza dei pericoli che provoca un cane abbandonato e a cui va in contro, esistono strutture preposte e tantissime soluzioni che vengono in aiuto nel caso ci si debba trovare di fronte ad una scelta così terribile, ma allora perchè?
Ma soprattutto per quale motivo prendiamo per poi abbandonare? Perchè quando il cucciolo si è oramai affezionato, adora i suoi padroni bipedi si fida ciecamente di chi dona coccole e cibo, l’uomo lo abbandona? Lo lascia solo, impaurito sul ciglio di una strada con la consapevolezza che difficilmente gli può accadere qualcosa di buono.
Perchè?
malkariss
01 giu 2010 - 20:30 - #1“esistono strutture preposte e tantissime soluzioni che vengono in aiuto nel caso ci si debba trovare di fronte ad una scelta così terribile”
Fammi un esempio…
zakkardik
01 giu 2010 - 22:26 - #2Maledetto chi abbandona.
nina
01 giu 2010 - 23:40 - #3Chi sceglie di tenere un animale per poi abbandonarlo per il primo motivo considerato più “importante” (uno su tutti: le vacanze) vuol dire che lo considera non un un compagno di vita, ma un giocattolo, un oggetto di trastullo finchè non stufa o non ingombra, un essere inferiore. Credo proprio sia questo il motivo degli abbandoni. E’ anche vero che non si trovano facilmente -anzi!- strutture vacanziere che consentono di portarsi appresso il proprio amico animale.
La mia personale stima per questo genere di persone che considero di grande cattiveria, inciviltà, superficialità, ignoranza, pochezza interiore, sta sotto la suola delle scarpe.
nina
01 giu 2010 - 23:42 - #4Aggiungo: vengono abbandonati anche molti gatti. Tali erano tutti quelli che ora sono con me.
eddypro
02 giu 2010 - 12:53 - #5Perché ? Per lo stesso motivo per cui nel mondo ci sono centinaia di guerre e ci ammazziamo peggio di qualsiasi altro animale…perché fondamentalmente l’animale uomo fa schifo e spesso mi vergogno di farne parte.
natalibera
02 giu 2010 - 14:41 - #6perchè è l’egoismo a farla da padrone….se poi ci si mette l’inciviltà….Certa gente andrebbe “educata” con la galera
luigi
02 giu 2010 - 16:19 - #7penso che sia diverso abbandonare un cane o un gatto. Tranne, chiaramente, quei gatti di razza selezionati apposta per non essere indipendenti (leggevo del devon rex, ma mi puzza di cane anche il persiano).
In altre parole, il gatto si adatta all’appartamento (ma la sua natura è in un areale di 1-5 kmq). Il cane, non essendo più un lupo, si deve adattare invece all’esterno, un esterno non addomesticato dal proprio padrone.
C’è in giro un documentario su quanto siano spietati i gatti in natura. Il danno dell’abbandono di un gatto non è tanto nell’animale in se, anche se certamente capitano sotto i nostri occhi spesso gatti (ma anche ricci, volpi ecc.) investiti dalle auto, quanto nel danno che una popolazione eccessiva e fuori controllo di gatti reinselvatichiti fa al resto della fauna.
Ad ogni modo, quale che sia la nostra opinione, a mio modo di vedere gioca un ruolo importante la sterilizzazione. L’animale sterilizzato per tempo non ha nè istintivamente nè imparato da altri ad allontanarsi e a cacciarsi nei guai per motivazioni sessuali (gli rimangono però, credo, quelle alimentari). Soprattutto il randagismo che si basa su animali sterili ha una fonte in meno per autoalimentarsi, ossia la riproduzione dei propri membri che non avviene più.
luigi
02 giu 2010 - 16:24 - #8Voglio aggiungere una cosa. Spendere soldi su un animale è un buon deterrente: può scoraggiarsi più facilmente un padrone (o un padroncino che effettivamente non ha l’età per distinguere l’animale dal giocattolo) il costo oneroso di vaccinazioni, sterilizzazioni, microchip e registrazione all’anagrafe. Rendiamo tutte queste cose obbligatorie, nel senso che in campagna o in città non puoi detenere alcun tipo di animale che non sia registrato. Diamo maggiori poteri ai veterinari, magari specializzandone le figure, e ai laureati in biologia e scienze naturali. Qualche risultato arriverà!!
malkariss
02 giu 2010 - 16:57 - #9Anche per il gatto l’ambiente esterno del giorno d’oggi non è l’ambiente ideale in cui vivere.
La dimostrazione è che un animale solitario per natura come il gatto sia costretto a convivere in colonie, quando sia necessario a causa della scarsità di risorse alimentari disponibili o di territorio troppo poco ampio per permettere ad ogni singolo gatto di avere il proprio territorio ideale.
Se potesse scegliere, il gatto non si raggrupperebbe.
Lo abbiamo costretto noi ad abituarsi a vivere in questo modo, cambiando l’ambiente in cui erano soliti vivere, e forzandoli spesso anche a convivere con altri gatti nello stesso appartamento.
Credo che molti di voi sapranno quanto può essere difficile introdurre un nuovo gatto in casa se se ne hanno già altri. Poi spesso dopo un po’ si abituano a convivere perchè comunque “costretti”, per non perdere il proprio territorio e la loro fonte di cibo.
Inoltre un gatto che vive in colonia ha una aspettativa di vita molto inferiore a quella di un gatto “di casa”, oltre che una qualità di vita decisamente molto bassa.
Basta dare una occhiata ad una colonia felina, si vedranno sicuramente gatti feriti, zoppi, ciechi, magri, con muco negli occhi e sul naso, pieni di pulci e zecche. E la maggior parte sono gatti di 3-4 anni.
Provate a fare un confronto con il vostro gatto di 3-4 anni o quello del vostro vicino e (spero!!) noterete subito la diffrenza.
Sono anche molto diffuse nei gatti randagi (o comunque nei gatti che escono all’aperto) malattie infettive molto gravi, FIV e FeLV.
La FIV è l’analogo felino dell’HIV umano (Feline Himmunodeficiency Virus - Humane Immunodeficency Virus), trasmesso tramite morsi, accoppiamenti e attraverso la placenta.
FeLV è il il Virus della Leucemia Felina, trasmissibile tramite contatto con i fluidi del corpo, cioè urine, saliva, sperma, sangue, e anche questo attraverso la placenta.
Sono entrambe malattie NON CURABILI, causano infezioni gravi e ripetute, tumori dei linfonodi e altro che portano il gatto alla morte.
Purtroppo anche i micini appena nati possono essere stati infettati già nell’utero, quindi hanno una sorte già segnata.
Queste malattie possono rimanere latenti per un mese, due ma anche per diversi anni nei quali il gatto è sieropositivo (come anche l’AIDS umana) ma non ha ancora i sintomi della malattia.
Quindi abbandonare un gatto è terribile quanto abbandonare un cane.
E a maggior ragione abbandonare un gatto non sterilizzato o già positivo può voler dire far ammalare lui e i gatti con cui verrà in contatto e anche far nascere piccoli gattini già malati, che cresceranno e trasmetteranno la malattia ad altri gatti o che verranno accolti da una famiglia che poi scoprirà che il proprio micino al quale si è ormai affezionata (il test per diagnosticare la positività si può eseguire solo dai 6 mesi in poi) è malato e non potrà avere la stessa vita di un altro micino sano.
malkariss
02 giu 2010 - 17:07 - #10Concordo con quanto detto nel secondo post di luigi.
Costringerei anche i proprietari di cani meticci che continuano a sfornare cucciolate perchè tanto poi i cuccioli si regalano in giro, a inserire OBBLIGATORIAMENTE a loro spese il microchip a tutti i cuccioli, e fare OBBLIGATORIAMENTE anche la prima sverminazione.
Al futuro proprietario rimarranno la seconda sverminazione e il ciclo vaccinale.
Vedreste che poi ci si penserebbe un po’ su prima di far fare 10 cuccioli all’anno alla povera cagnina di casa!
Per gli allevatori di cani di razza il microchip dei cuccioli è già obbligatorio, non vedo perchè un povero cane meticcio dovrebbe avere meno diritti di uno di razza.
In realtà già OGGI l’inserimento del microchip e la registrazione all’anagrafe è OBBLIGATORIA PER LEGGE ma, ovviamente essendo in Italia, nessuno la rispetta, non essendoci controlli di nessun tipo e non potendo il veterinario obbligare il proprietario che non vuole spendere 30 euro ad inserire il microchip al cane.