Logo Blogo

Il cane guida non entra nemmeno in Chiesa

Pubblicato: 04 giu 2010 da luca

Commenti dei lettori


Sembra che per i cani guida i luoghi pubblici non siano proprio di libero accesso. Avevamo parlato di un gestore di un ristorante australiano che ha negato l’accesso ad un cane guida perchè ritenuto gay. Ora una nuova notizia ci arriva dalla provincia di Verona dove una non vedente è entrata con il suo cane in chiesa per assistere alla messa domenicale. Questa persona, però, non ha fatto i conti con l’intransigenza del parroco che non ha affatto gradito la presenza dell’animale nell’edificio.

Nonostante il cane fosse tranquillo, silenzioso e dotato di pettorina regolamentare al sacerdote non è andata giù la sua presenza e ha ordinato che venisse allontanato all’istante. Inutile la protesta della non vedente e dei due amici che l’accompagnavano. Il prete non ha voluto sentire ragioni e i protagonisti di questa storia tragicomica sono usciti dalla chiesa seguiti da molti parrocchiani amanti degli animali. Il prete, dopo qualche ora, si è detto pentito ma, oramai, la frittata era fatta. Forse era meglio che pensasse a San Francesco che amava gli animali quanto gli umani.

Via| La Zampa

Foto| Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 1 su 5)
condividi condividi
4 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Elena Brescacin

    04 giu 2010 - 20:09 - #1
    0 punti
    Up Down

    Sono non vedente dalla nascita non ho il cane guida (almeno non ancora) ma francamente sono assolutamente stufa agra di queste storie. Certo quella del cane gay mi ha fatto ridere, ma io mi auguro che questa qui di Verona abbia il sangue freddo di denunciare alla polizia il prete - credo che i 2500 euro previsti come sanzione penale, previsti dalla legge 37/1974 e 60/2006, valgano per tutti anche per i preti… ah, giusto, dimenticavo che il vaticano copre crimini molto + gravi di questo…fatto sta che io c’ho una rabbia contro questi individui che si credono dei padreterni perché a loro dire rappresentano dio, che…io non so se esiste ma se esistesse credo si sentirebbe assolutamente offeso da questi episodi discriminatori, se non altro perché le volte che MI E’ TOCCATO entrare in chiesa quando ero scout, o quando ho fatto tutti i vari riti comunione cresima e quant’altro… mi hanno sempre trattato come la povera cieca da compatire e da aiutare…roba che se avessi avuto il cane mi avrebbero buttato fuori, beh, insomma, al di là di tutto invito tutti ad aderire alla campagna cani guida di www.blindsight.eu - compreso petsblog se non l’ha già fatto…dovrebbe esserci la locandina nel sito. Non è mio ma do solo una mano a diffondere le news. ciao.

  • Profilo di luigi

    luigi

    05 giu 2010 - 19:22 - #2
    0 punti
    Up Down

    in effetti Elena molti preti recitano e fa parte del loro lavoro per il quale possono mangiare senza farsi venire gli antiestetici calli alle mani. Dalla notizia si evince chiaramente che la paura del sacerdote in questione fosse che la distrazione provocata dagli animali nella chiesa distraesse dal rito e dunque dalla giustificazione del fatto che lì c’era un sacerdote a officiare e non la divinità ad apparire. Ho fatto per più di dieci anni il chierichetto e ho visto anche di peggio: il parroco di una delle parrocchie più popolose di Roma, nonché salesiano da oltre quarant’anni, innervosirsi per il pianto di un bimbo. E non una, ma tante volte Però la pubblicità a l’Avvenire, a Famiglia Cristiana e alla DC andava bene, così come la giustificazione del sistema delle tangenti.

    Ecco perché credo che ci sia una sorta di falso ideologico, oltre che naturalmente nella privazione di un’assistenza necessaria al non vedente, individuabile nell’articolo in questione. E questo prete non s’è pentito del suo gesto in sè, ma dello sdegno che ha provocato e che ha avuto come conseguenza lo svuotarsi dell’edificio religioso (intuibilmente non costruito con i soldi della famiglia del sacerdote, ma pescando in vari modi dalle tasche dei parrocchiani e dei cittadini italiani - vedi il meccanismo perverso dell’otto per mille).

    Solidarizzo con te e con la diversamente vedente dell’articolo, anche perché ho uno zio a cui voglio molto bene e che da tantissimo è nella stessa situazione.

  • Elena Brescacin

    09 giu 2010 - 15:08 - #3
    0 punti
    Up Down

    Ciao, purtroppo c’è troppo solidarismo e buonsamaritanismo e poca collaborazione a livello pratico. Troppi li sento dire, “poveri ciechi vanno serviti e aiutati”… beh, no che mi dispiaccia se uno mi porta la colazione a letto… :) però porca miseria, quando vogliamo renderci indipendenti(e il cane è un ausilio di indipendenza) diamo sempre fastidio. E sai perché? Perché, soprattutto in ambiente religioso, si è abituati a vedere il disabile come persona che, per bisogno, si sottomette a qualcuno. Che sia un familiare, che sia il prete, però, il meccanismo è semplice: “se la persona disabile è privata della propria indipendenza, viene a chiedere a me. Io sono l’unica sua risorsa che l’aiuta e quindi posso controllarla”. Non per niente, i bambini e i disabili sono i soggetti più succubi -solitamente- di questi qua. Anche se io dai preti mi ci son distaccata appena ho iniziato a mettere in discussione tante, troppe cose “strane” che sentivo dire e fare.

  • Profilo di natalibera

    natalibera

    11 giu 2010 - 20:00 - #4
    0 punti
    Up Down

    carita’ cristiana! meglio i preti pedofili, loro si possono entrare in chiesa! VERGOGNA!!!!