Cane della prateria: classificazione, habitat e comportamento in natura

Che ne dite se oggi andiamo a parlare di nuovo di cane della prateria? Vedremo quale sia la sua classificazione, l’habitat e il comportamento naturale.

Cane della prateria

Cane della prateria - In precedenza abbiamo parlato della corretta alimentazione del cane della prateria e di come gestire al meglio il suo alloggio quando lo ospitiamo nelle nostre case, ma oggi andremo ad approfondire la questione della sua classificazione e di quale sia il suo habitat e il suo comportamento in natura. Questo è importante perché ci permette anche di capire al meglio alcuni comportamenti e atteggiamenti del nostro cane della prateria.

Classificazione del Cane della prateria

Questa è la classificazione del cane della prateria:


  • Dominio: Eukaryota
  • Regno: Animalia
  • Phylum: Cordata
  • Classe: Mammalia (Mammiferi)
  • Sottoclasse: Theria
  • Infraclasse: Eutheria
  • Superordine: Euarchontoglires
  • (clade): Glires
  • Ordine: Rodentia (Roditori)
  • Sottordine: Sciuromorpha (Sciuromorfi)
  • Famiglia: Sciuridae (Sciuridi)
  • Sottofamiglia: Xerinae
  • Genere: Cynomys
  • Specie: C. ludovicianus

Per intenderci, altri sciuromorfi sono gli scoiattoli. Per quanto riguarda il nome Cynomis, esso deriva dall’unione delle parole cane e topo (cane perché il suo verso sembra un latrato, lo emette quando è in pericolo e topo perché è piccolo). Ludovicianus, invece, sembra che derivi dal nome Lewis, proprio quel Lewis del duo Lewis e Clark che durante la spedizione del 1804-1806 raccolsero per la prima volta dei cani della prateria per osservarli più da vicino e classificarli.

Habitat e comportamento allo stato naturale

Al mondo ci sono cinque specie di cane della prateria, quello che fino a un po’ di tempo fa trovavamo in vendita anche da noi era il cane della prateria dalla coda nera, il Cynomys ludovicianus. Adesso che la moda è passata, al massimo si trovano in vendita solo i mini cani della prateria, ma ultimamente non si vedono neanche più quelli. Comunque sia, il cane della prateria arriva per l’appunto dalle praterie del Nord America, li si trova fino al Messico del nord.

In natura il cane della prateria vive in colonie parecchio vaste, che si sono ridotte parecchio a causa delle variazioni dell’habitat. Ovviamente vivono nelle pianure erbose, qui scavano le loro gallerie sotterrane: pensate che ogni colonia ha almeno una trentina di ingressi per ogni acro di terreno scavato. Le entrate le si riconosce perché si trovano su delle specie di montagne di terra che i cani della prateria utilizzano come torrette di avvistamento. Queste servono sia per avvistare in lontananza i predatori, ma anche per evitare che l’acqua entri nel sistema di gallerie a causa della pioggia. Tutte le colonie sono costantemente sorvegliate, le gallerie arrivano anche a trenta metri e sono formate da parecchie camere: è qui che si trovano le madri con i piccoli e dove vanno a dormire. La sorveglianza è costante: devono difendersi da tantissimi predatori, fra cui rapaci, l’uomo, i coyote, i serpenti a sonagli e via dicendo.

La cosa curiosa è che queste colonie sono divise in settori da alberi o rocce, ma anche da strade là dove i territori intersecano le infrastrutture umane. Questi settori sono poi suddivisi in brigate, ognuna è composta dal maschio, dall’harem di femmine (da una a quattro) e dai piccoli cani della prateria. Ogni brigata è gelosa del proprio territorio.

I cani della prateria hanno diversi tipi di richiami con cui comunicano. Sono animali fondamentalmente diurni, gran parte del loro tempo lo trascorrono a nutrirsi e fra di loro sono estremamente sociali, anche se non amano quando un gruppo vicino invade la loro brigata. Quando fa molto caldo o molto freddo, rimangono nelle loro tane.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | jinterwas

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