Enterite eosinofilica o sindrome ipereosinofilica nei gatti: cause, sintomi e terapia

Torniamo a parlare di sindromi da malassorbimento nel gatto, oggi vediamo l’enterite eosinofilica o sindrome ipereosinofilica nei gatti.

Gatto cibo

Enterite eosinofilica nei gatti – Continua il nostro viaggio alla scoperta delle principali sindromi da malassorbimento nei gatti. Oggi dobbiamo parlare dell’enterite eosinofilica o sindrome ipereosinofilica nei gatti: andiamo a vedere cause, sintomi, diagnosi, terapia e prognosi. Diciamo che non tutti i gatti colpiti da enterite eosinofilica presentano anche in contemporanea una sindrome ipereosinofilica, quindi potenzialmente una patologia più grave, ma non è detto che le due forme coesistano per forza.

Enterite eosinofilica o sindrome ipereosinofilica nei gatti: cause e sintomi

Come anticipavamo, nel gatto possiamo avere enterite eosinofilica più o meno associata a sindrome ipereosinofilica sistemica: in quest’ultimo caso la patologia appare decisamente più grave. Il problema è anche che di base non si conosce la causa della sindrome ipereosinofilica, anche se qualcuno parla di processi immunomediati o neoplastici alla base. Quindi comunque meccanismi gravi.

Diciamo che nei gatti colpiti da sindrome più lieve si ha una malattia molto più simile all’enterite eosinofilica del cane. Per quanto riguarda i sintomi dell’enterite eosinofilica nel gatto abbiamo:


  • diarrea del piccolo intestino
  • vomito
  • perdita di peso

Enterite eosinofilica o sindrome ipereosinofilica nei gatti: diagnosi e terapia

Precisiamo che la forma grave di enterite eosinofilica nel gatto, quella associata alla sindrome ipereosinofilica felina, non è così frequente nel gatto. Tuttavia quando questa si rende manifesta, ecco che abbiamo eosinofilia periferica e infiltrazione intestinale da parte degli eosinofili. Spesso associata a questa abbiamo anche infiltrazione eosinofilica della milza, del fegato, dei linfonodi, del midollo osseo e altri organi. Come si evince, la diagnosi di enterite eosinofilica la si può fare solamente tramite biopsia della mucosa intestinale: rilevare eosinofilia periferica non basta, non ci sono altre strade che non la biopsia per avere la conferma. Senza di essa rimaniamo nell’ambito del sospetto diagnostico.

Per quanto riguarda la terapia dell’enterite eosinofilica dei gatti si basa su una rigorosa dieta ipoallergenica del gatto (e intendo rigorosa: se il gatto deve mangiare quel cibo ipoallergenico, deve mangiare solo quello fino a quando il veterinario non vi dirà il contrario, se gli date altro non vi lamentate che i sintomi non passano o ritornano) e la somministrazione di cortisonici per bloccare i sintomi. Il problema è che se c’è associata anche la sindrome ipereosinofilica la terapia funzionerà meno bene, si è visto che dosaggi anche alti di cortisonici non sono efficaci. La prognosi va da sé: se si ha solamente enterite eosinofilica, se si azzecca la giusta dieta ipoallergenica, se non si sgarra mai e se il gatto collabora a mangiare quello che gli si dice e a prendere le giuste medicine, allora c’è qualche speranza. Ma se si ha in contemporanea anche la sindrome ipereosinofilica, allora la prognosi è infausta: non c’è cura e il gatto peggiorerà rapidamente fino a morire.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | fuzzcat

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