Petsblog Cani Eritropoietina nel cane e nel gatto: a cosa serve?

Eritropoietina nel cane e nel gatto: a cosa serve?

Parlando di insufficienza renale cronica e anemia non rigenerativa, oggi andiamo a vedere l’uso dell’eritropoietina nel cane e nel gatto.

Eritropoietina nel cane e nel gatto: a cosa serve?

Eritropoietina nel cane e nel gatto – Uno dei rischi del web è quello di avere tantissime informazioni a disposizione, ma di non sapere come usarle, combinarle o che grado di valore e veridicità attribuirgli. Un esempio è dato da cani e gatti con malattie in stadio terminale, si fa una ricerca su internet e si scopre che quell’utente in quel caso aveva usato quel farmaco. E parte l’indignazione: “Perché il mio veterinario non me lo ha prescritto? Quel tizio lo ha usato, perché io no? Allora vuol dire che il mio veterinario non me lo sta curando bene”. No, sbagliato, abbiamo studiato medicina veterinaria e non Google o Wikipedia proprio per sapere quando un farmaco si può usare e quando no. Studiate cinque anni di medicina veterinaria, superate l’esame di stato e poi ne riparliamo. Un caso del genere potrebbe riguardare l’uso dell’eritropoietina nel cane e nel gatto in caso di grave insufficienza renale con anemia rigenerativa. Perché i veterinari la prescrivono solo in alcuni casi e non in altri?

Eritropoietina nel cane e nel gatto: che cos’è e a cosa serve

Senza addentrarci troppo nella fisiologia e nella farmacologia, l’eritropoietina è un ormone glicoproteico prodotto nel rene e il cui scopo è andare a stimolare il midollo osseo a produrre i globuli rossi. Quando il rene non funziona a causa di una grave forma di insufficienza renale, fra tutte le sue funzioni si altera anche la capacità di produrre eritropoietina: la sua assenza riduce la stimolazione del midollo osseo a produrre eritrociti ed ecco comparire anche anemia.

Se si studia la farmacologia veterinaria solo su Google e Wikipedia ecco che l’eritropoietina parrebbe la soluzione ideale in tutti i casi di anemia non rigenerativa provocata da un’insufficienza renale cronica. Ma la farmacologia ci insegna ben altro.

Prima di tutto non esiste quella uso veterinario, esiste solo quella uso umano, il cui costo a seconda del dosaggio varia dai 250 euro ai 1000 euro e rotti. Inoltre è un farmaco che non può essere prescritto in ricetta semplice, ci va una ricetta in triplice copia in cui il veterinario giustifica come scorta la presenza del farmaco in ambulatorio. Quindi se si decide di procedere con questa terapia, preparatevi ad anticipare un bel po’ di soldi.

Ma non è che facciamo qualche puntura di eritropoietina e il cane o il gatto migliorano e siamo a posto a vita, no, perché l’insufficienza renale cronica è un problema a vita, da quella il cane o il gatto non guariranno, quindi l’eritropoietina andrà fatta a vita. Inoltre settimanalmente per i primi mesi bisognerà controllare l’ematocrito, per valutare che tutto stia andando bene e che il dosaggio sia giusto. Bisognerà integrare con ferro, l’ipertensione sistemica deve essere perfettamente controllata altrimenti l’aumento dell’ematocrito la peggiorerà. Ve lo avevo detto che non basta Wikipedia per sapere fare i medici, no?

E passiamo agli effetti collaterali. Ora, essendo che si tratta di eritropoietina umana, è possibile che si presentino reazioni anafilattiche anche mortali. Più spesso, invece, si formano degli anticorpi antieritropoietina che inizialmente rendono il farmaco non efficace, ma che alla lunga possono provocare reazioni crociate con la poca eritropoietina prodotta e peggiorare l’anemia. Per questo motivo bisogna controllare settimanalmente il paziente, per valutare se sta insorgendo una di queste forme.

Cosa fare?

Secondo me il concetto è uno solo. Se si vuole approcciare l’insufficienza renale cronica grave di un cane e di un gatto in maniera aggressiva, allora esistono veterinari nefrologi e centri che utilizzano la dialisi anche in Italia, sono pochi, il costo delle prestazioni è elevato, il monitoraggio deve essere continuo ma è questa l’unica strada. Voler utilizzare nozioni trovate a casaccio su Wikipedia e Google, provando questo o quel farmaco perché l’utente XYZ lo ha usato, possibilmente senza spendere soldi per esami di controllo e visite è il metodo migliore per far peggiorare rapidamente il cane e il gatto. Determinati protocolli richiedono controlli e monitoraggi costanti, se già trovate faticoso dare un paio di compresse al giorno e appartenete alla categoria che appena il pet sta un po’ meglio allora si sospendono tutte le terapie (salvo poi avere ricadute e recidive gravi e frequenti), se già avete trovato caro un esame del sangue completo di controllo, allora questa non è la strada che fa per voi.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | missturner

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