Agnello a pois adottato da un Dalmata, succede in Australia

Per la serie storie incredibili di cani e delle loro amicizie interspecie, oggi vi parliamo del legame speciale che si è venuto a creare tra un agnello ed un Dalmata. La storia è riportata dalla ABC. Siamo in Australia, nella fattoria di Julie Bolton, a Barossa Valley.

Un agnello, incrocio tra razze diverse, è nato con il mantello maculato, pezzato di bianco e nero. La madre lo ha dunque rifiutato e l'agnello, suo malgrado, sarebbe rimasto orfano, privato dell'affetto materno nei primi fondamentali giorni di vita, se non fosse stato per Zoe, la Dalmata di Julie, che lo ha subito adottato.

Secondo i comportamentalisti, è probabile che il Dalmata abbia accolto sotto la sua ala protettrice l'agnellino proprio per via del suo mantello. La cagna può infatti averlo scambiato per un membro della sua famiglia, manifestando apertamente il suo istinto materno come avrebbe fatto con un cucciolo della sua razza. Quando l'agnellino è nato, Julie inizialmente ha riso del suo aspetto strambo, trovando la cosa divertente, anche perché ad un'allevatrice di Dalmata veder nascere un agnellino con il mantello di un cane deve sembrare come minimo una buffa coincidenza!

Poi, però, si è resa subito conto che mamma pecora lo rifiutava e che l'agnellino rischiava la vita. Fortuna che c'era mamma Zoe, nei paraggi, al momento "disoccupata", senza cuccioli da accudire. La cagna lo lecca per ripulirlo e nutre un sacco di attenzioni nei suoi riguardi, cerca persino di allattarlo, spingendolo verso le sue mammelle ma l'agnello viene allattato artificialmente da John, il marito di Julie. L'agnello, probabilmente, essendo un incrocio tra due razze ovine, non puro dunque, e per via del suo mantello particolare verrà risparmiato sia dalla vita d'allevamento che dal macello. La coppia, infatti, ha intenzione di affidarlo come animale da compagnia ad alcuni clienti che hanno adottato due Dalmata dal loro allevamento e ora potrebbero accogliere molto volentieri anche un agnello dalmata.

Foto | Courtesy of Julie Bolton

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