Gattari da legare: Io, volontario che son io...

La vita del volontario è dura, per motivi che spesso non immaginiamo.

Gattari da legare: Io, volontario che son io...

La vita del volontario non è semplice, lo sappiamo. Ci sono posti in cui chi trova un animale in difficoltà si rivolge direttamente ai volontari, bypassando le autorità preposte (non fatelo: paghiamo le tasse anche per questo).

Il volontario non ha soldi in tasca, ma debiti con cliniche e ambulatori veterinari. Non va in vacanza e, se ci va, torna con tre cani, due gatti e un coniglio. Ma, a parte questi problemi, ce n'è un altro, al quale non pensiamo mai: il dolore dell'abbandono.

Trovi un animale. Lo curi, lo tieni con te. Impari a conoscerlo e, spesso, lo tieni così tanto tempo da essere l'unica persona della quale si fidi. Ma sai che non è per sempre. Devi cercargli una famiglia che lo ami quanto te, e tu non puoi tenerlo per sempre perché, obiettivamente, non ce la fai a prenderne un altro. E, così, speri di trovare qualcuno "degno". E, quando lo trovi, il tuo cuore è a metà. Sei felice, ma sai che ti mancherà, come ti mancano gli altri 100, dei quali ricordi ogni particolare. E diventi come Mary Poppins nell'ultima scena del film: una lacrimuccia contenuta e voli via, guardando Fido che scodinzola alla sua nuova famiglia.

Foto | Flickr

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