
Tom Jones era un randagio di 2 anni, quando arrivò a casa della scrittrice May Sarton. Visse sempre con lei tranne quell’anno in cui la sua padrona decise di partire per un lungo viaggio, affittando la propria dimora a Nabokov, l’autore di Lolita. La lunga vita di un gatto molto perbene, narra i trascorsi di Tom Jones e le ragioni che lo portarono a diventare un gatto di casa e ad installarsi a casa della Sarton.
Questo lungo racconto (o romanzo breve, scegliete voi) ci offre una storia narrata dal punto di vista di un gatto, ma con due grandi pregi: per prima cosa non è un racconto sdolcinato; in secondo luogo, il comportamento del gatto non viene reso troppo umano. Certo, la fantasia fa la sua parte, ma le descrizioni del carattere diffidente del gatto, del modo in cui osserva le persone o cura la propria igiene o litiga per il territorio sono, lo dico da amante dei gatti, davvero aderenti alla realtà. Mi ha fatto pensare alla storia del gatto Oscar di James Herriot. Da regalare a grandi e piccini.
La citazione: “All’età di due anni suonati era ancora un Gatto Vagabondo, ma un vagabondo pieno di strani sogni; sognava un caminetto acceso e si vedeva seduto di fronte con le zampe ben ripiegate, sognava una mano gentile per niente simile a quella di un ragazzino e un piattino pieno di latte caldo - sogni molto strani davvero. E una bella mattina, svegliandosi da uno di questi sogni, si lavò accuratamente il muso e decise che era tempo di trovare una fissa dimora“.
Foto | Flickr
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