In Puglia non c’è solo la questione dei randagi da risolvere. C’è una mentalità vera e propria da cambiare riguardo all’animale domestico. Quando incontro cani e gatti con una dimora stabile ed un padrone che offre cibo e riparo, mi imbatto anche in animali sporchi, spesso legati con piccole catenelle invece che con il guinzaglio.
Che sia chiaro: non sto parlando di persone che maltrattano gli animali, ma di persone che ritengono che il mondo animale debba essere lasciato a se stesso. Perciò: niente veterinario, niente antipulci, niente coccole eccessive. Ora, considerando gli scempi che si vedono in giro potrei anche dire che questo è un atteggiamento più sano, ma fino a che punto però?
nina
29 lug 2010 - 12:03 - #1Mi è capitato di vedere, ormai molto tempo fa, durante un periodo di ferie estive in una “cascina” nella bergamasca, cani trattati come descritto nel post, ovvero legati a una catena di ferro, davanti a una stalla di mucche, usati come guardiani, sporchissimi, magrissimi, nutriti con qualche osso ogni tanto. Cominciavano ad abbaiare disperati alle quattro del mattino; finchè siamo stati lì, io e mio marito portavamo loro cibo e carezze. I padroni contadini, peraltro brava gente sotto un sacco di aspetti, erano prorpio convinti che i cani fossero cose, oggetti di utilità. Un giorno chiedemmo che li lasciassero un po’ liberi e questi “cagnottoli” (erano tre cani “(da caccia”), con il collo martoriato -glabro e sanguinante dove infierivano i collari di ferro- corsero subito da noi tutti festosi e si mangiarono la pappa dei miei gatti (che mi sono sempre portata appresso, quando potevo, o sennò cercavo chi badasse loro).
robatr
29 lug 2010 - 13:00 - #2Io sono pugliese, padrona di una micina super viziata e coccolata con tiragraffi, giochini vari, cibi prelibati studiati su misura per lei e tanta attenzione…Ma è vero che purtroppo una mentalità ignorante è sempre presente e situazioni come quelle descritte nell’articolo purtroppo sono molto frequenti(ne conosco alcune da vicino)! Per fortuna però non siamo tutti così in Puglia e sempre più spesso gli animali sono dei veri e propri membri della famiglia!
malkariss
29 lug 2010 - 13:32 - #3Non è assolutamente un atteggiamento più sano!
Preferisco mille volte un pinscher agghindato come una bambola ma amato e accudito che un pastore pieno di zecche, affamato e che può solo muoversi in un’area di 2 metri x 2.
Io ho sentito anche di cani da pastore ai quali vengono strappati tutti i denti per evitare che facciano male al bestiame. E che vengono bastonati per vedere il loro carattere: se non si rigirano vanno bene, se cercano di scappare o di mordere vengono uccisi. E questo avviene al nord.
Inoltre esistono leggi ben precise sul “cane in catena”
La catena deve consistere in un anello scorrevole, su un filo metallico lungo almeno 3, 6 o 8 metri (a seconda del Comune o della Regione dove vigono Ordinanze, Regolamenti o leggi regionali) e teso tra due punti fissi: in questo modo si eviterà che la catena si attorcigli attorno ad un palo, compromettendo i liberi movimenti del cane.
La catena deve essere lunga tanto da permettere al cane di sdraiarsi a terra e deve essere dotata di moschettoni rotanti alle due estremità, per evitare lo strangolamento.
Infine, il collare del cane deve essere morbido e deve essere legato alla catena solo eccezionalmente, permettendogli comunque la possibilità di almeno due corse giornaliere.
Questo è un estratto preso dal sito della LAV.
Quindi se si vedono in giro cani legati a catene che non rispondono alle norme vigenti, i proprietari si possono denunciare.
manilab
30 lug 2010 - 09:00 - #4io sono di Castellana Grotte…
per far capire quanto è “strano” per alcuni il mio amore per il mio cane, vi dico che la gente *mi guarda male* quando raccolgo le cacche…..
natalibera
31 lug 2010 - 08:17 - #5inutile…barbarie inciviltà’ arretratezza culturale per non dire altro. Dovranno passare generazioni perché’ tutto ciò’ sparisca? Ho paura di si, ma noi che siamo DIVERSI, possiamo dare il buon esempio, chissa’ che qualcuno non ci imiti.Avremo dato un contributo di civiltà!’