Genova, un virus intestinale pericoloso per i cani

A Genova veterinari e proprietari in allarme: attenzione alla Parvovirosi.

Virus intestinale cane

Da qualche tempo veterinari e proprietari di cani a Genova mettono in guardia da una nuova ondata di Parvovirosi. Parlare di epidemia è esagerato e prematuro, tuttavia è innegabile che molti cani a Genova, soprattutto cuccioli, si siano ammalati di Parvovirosi, malattia mortale anche nel giro di poche ore. La Parvovirosi, nota anche come gastroenterite virale, è una delle malattie per cui normalmente si vaccina il cane. Molti dei cani ammalati erano cuccioli nella fase di vaccinazione, con ciclo vaccinale non ancora terminato. Tuttavia alcuni cani malati (e alcuni morti) erano regolarmente vaccinati. Come è possibile, dunque, che abbiano contratto anche loro la malattia?

Parvovirosi: sintomi, trasmissione e terapia

Le zone di Genova dove, attualmente, sono stati segnalati la maggior parte dei casi di Parvovirosi sono quelli di Sampierdarena, Dinegro e Valpolcevera. I veterinari mettono in guardia: portate subito i cani dal veterinario ai primi sintomi, in quanto si tratta di una malattia aggressiva e dall'evoluzione rapida. Dei sintomi della Parvovirosi ve ne avevamo già parlato in passato, qui vi ricordiamo i più comuni:

  • anoressia
  • abbattimento
  • diarrea con feci con sangue
  • vomito

Il problema è che, tali sintomi, sono comuni anche ad altre malattie. Per esempio, anche una parassitosi intestinale singola o multipla potrebbe causare di questi sintomi, così come altre forme virali. Non sottovalutate questi sintomi. Il contagio e la trasmissione avvengono sia per contatto diretto con animali malati (anche nei giorni immediatamente prima della manifestazione dei sintomi) o per contatto indiretto (ciotole, coperte, persone che siano venute a contatto con animali malati o contatto con feci, quindi possibile anche il contagio in passeggiata).

Il secondo problema è che la Parvovirosi richiede una terapia aggressiva e un'ospedalizzazione, soprattutto nei primi giorni di malattia. Diversi studi hanno dimostrato come il tasso di mortalità in caso di Parvovirosi aumentasse in caso di cure somministrate a casa e diminuisse in caso di ospedalizzazione. Soprattutto nelle prime fasi di malattia, è fondamentale far ricoverare l'animale.

Genova: mutazione del virus della Parvovirosi?

Ma perché i cani si ammalano? Le ipotesi possono essere diverse. Quella che viene in mente in prima battuta è che i cani non sono stati vaccinati correttamente. Come? Proprietari che si dimenticano di fare i richiami vaccinali nei tempi previsti, no-vax o proprietari che si fanno da soli i vaccini non rispettando le comuni procedure (e scordandosi che, così facendo, si compie un atto illegale in quanto la vaccinazione è un atto medico e se a praticarla non è un veterinario, si compie un abuso di professione). In quest'ultimo caso, non visitando l'animale, il proprietario non è in grado di stabilire se quel cane sia in grado di sostenere una vaccinazione. Inoltre, non essendo veterinari, spesso i fautori dei vaccini fai-da-te non usano i vaccini corretti, sbagliano i tempi di somministrazione, non rispettano la catena del freddo...

Tuttavia molti dei cani ammalati, erano stati vaccinati correttamente o cuccioli in fase di vaccinazione. In questo caso perché si sono ammalati? Se in prima battuta viene in mente la possibilità che si tratti di un nuovo virus, la cosa più probabile, in realtà, è che si tratti di una mutazione del ceppo virale classico. Il ceppo virale della Parvovirosi che si trova nella maggior parte dei vaccini è il 2a, ma i ceppi più aggressivi e mutati sono il 2b e il 2c. I cani vaccinati hanno sì una buona protezione contro il 2a (se la vaccinazione è stata eseguita correttamente), ma non riescono ad essere protetti efficacemente contro il 2b e il 2c. Ed ecco che si sviluppa la malattia.

Il problema è che per essere sicuri al 100% che si tratti di una mutazione, bisognerebbe fare indagini sierologiche, esame autoptico dei cani deceduti e esami genomici del virus, cosa non sempre possibile, anche per motivi economici.

Via | La Stampa

Foto | iStock

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