Inserire gli animali nella Costituzione, la proposta di Michela Vittoria Brambilla

Michela Brambilla ha lanciato una nuova proposta: dopo gli animali nello stato di famiglia, ecco gli animali nella Costituzione.

Michela Brambilla

Nuova proposta di Michela Brambilla: inserire gli animali nella Costituzione. Dopo la proposta di inserire gli animali nello stato di famiglia, adesso Michela Brambilla fa un ulteriore passo avanti e chiede che animali, ambiente ed ecosistemi siano inseriti nella Costituzione. Michela Brambilla ha così spiegato: "Provate a prendere in braccio un cane e guardatelo dritto negli occhi. Potreste dire che si tratta di un oggetto? Che siate animalisti o che non lo siate la risposta sarebbe sicuramente no. Una risposta scontata per la stragrande maggioranza delle persone, ma non per la politica. Ma le cose ora devono cambiare".

Animali inseriti nella Costituzione?

Proprio all'inizio della precedente legislatura, Michela Brambilla aveva provato a inserire nella legge italiana la soggettività degli animali: gli animali sono esseri senzienti, quindi hanno dei diritti e non possono essere considerati delle "cose". Attualmente, infatti, per la legge italiana gli animali sono equiparati alla stregua di "cose", motivo, fra l'altro, per cui le prestazioni veterinarie, pur essendo atti medici, sono gravate da un'IVA al 22% e non al 4% (come al solito: il mondo della veterinaria ha tutti gli obblighi e doveri del mondo della medicina, senza averne i benefici).

Comunque sia, durante la scorsa legislazione la proposta non passò. E anche adesso le cose non sembrano andare nella direzione auspicata dalla Brambilla: nonostante il ministro dell'Ambiente, il generale Costa, la maggioranza non sembra propensa ad avvalorare tale proposta. Tuttavia la Brambilla non si arrende e lancia di nuovo la sua proposta: riconoscere anche nella Costituzione che gli animali sono soggetti e non oggetti. Mentre la petizione online procede, la Brambilla ricorda il suo progetto: la modifica degli articoli 9 e 117 della Costituzione. Il primo è quello relativo alla tutela del patrimonio artistico e archeologico. Secondo la Brambilla, qui non viene compreso l'ecosistema, l'ambiente e la fauna. Modificando tale articolo, si arriverebbe alla pari di nazioni come la Germania, la Svizzera e l'Austria, dove gli animali sono già protetti in tal senso. In questo modo, anche i reati di maltrattamento animale verrebbero perseguiti con condanne esemplari.

Il codice penale italiano parla già di reati di maltrattamento animale e di uccisione senza motivo (articoli 544 bis e ter). Tuttavia è il principio che è sbagliato: la tutela, in questo caso, non è rivolta al danno e al dolore che l'animale prova, quanto al dispiacere di noi umani nei confronti di tali azioni. Questa prospettiva umana fa sì che in sede di processo, spesso gli accusati riescano a cavarsela sfruttando cavilli legali e scappatoie. Dall'altra parte, poi, abbiamo il codice civile che persiste nel considerare gli animali come oggetti, non come soggetti.

Via | Corriere

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