Non solo tartarughe: anche gli uccelli migratori sono minacciati dalla plastica

Il problema dell’inquinamento causato dalla plastica non colpisce solo gli animali marini, ma anche gli uccelli. Ecco cosa spiegano gli esperti.

Inquinamento da plastica

Il problema dell’inquinamento causato dalla plastica non colpisce solamente tartarughe ed animali che vivono in mare, ma anche quelli che popolano il cielo e la terra. Questa, come le altre forme di inquinamento, comporta rischi per la salute della fauna selvatica a livello mondiale.

A ricordarlo sono stati gli esperti dell'UN Environment, che in occasione della Giornata mondiale degli uccelli migratori (tenutasi l'11 maggio 2019), hanno spiegato che proprio la plastica può ferire e uccidere questi animali, ma non solo.

Come nel caso delle tartarughe, anche gli uccelli possono ingerire la plastica (scambiandola per cibo), e possono quindi morire di fame o a causa di lesioni. Non di rado capita inoltre che uccelli e altri animali costruiscano i loro nidi usando proprio dei pezzetti di plastica (scambiandoli per ramoscelli), rischiando così che i piccoli possano ferirsi e morire.

Joyce Msuya, direttore esecutivo dell'UN Environment, spiega che:

Un terzo della produzione di plastica globale non è riciclabile e almeno otto milioni di tonnellate di plastica finisce nei nostri mari, laghi e fiumi. Sta finendo nello stomaco di uccelli, pesci, balene, e nel nostro suolo e nell'acqua. Il mondo sta soffocando per la plastica e anche gli uccelli da cui dipende così tanta vita sulla terra.

A correre maggiori rischi sono soprattutto – ma non solo – gli uccelli marini, a causa di attrezzi da pesca come reti, lenze e quant’altro. A rischio sono soprattutto anatre, pinguini, albatros, pellicani, gabbiani e uccelli tropicali, ma anche gli uccelli terrestri rischiano di assumere pericolose quantità di plastica.

Per arginare il problema e proteggere non solo la fauna selvatica, ma la stessa vita sulla Terra, è dunque necessario che governi, industrie e noi consumatori prendiamo coscienza della situazione, e che si inizi ad agire in maniera congiunta per il bene del nostro Pianeta.

via | Ansa
Foto da Pixabay

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