
Paulinchen è un maialino poco fortunato: i suoi fratellini erano più veloci di lui e gli impedivano sistematicamente di raggiungere la mamma per prendere la sua razione di latte. Disperato, il piccolo ha cominciato a piangere e urlare fino a che il suo padrone non si è reso conto della situazione e ha deciso di nutrirlo artificialmente, con l’aiuto di un biberon.
Ma può un maialino vivere di solo latte? Sappiamo tutti che i cuccioli hanno bisogno di nutrimento quanto di amore. Così il piccolo suino è stato affidato a Katinga, un’imponente esemplare femmina di Rhodesian Ridgeback. I due si sono subito legati: lui le si accoccola vicino per recuperare le coccole perdute, lei lo ripulisce e lo riempie di affettuosità materne. Appena il piccolo sarà cresciuto, l’affidamento temporaneo terminerà e Paulinchen tornerà nella famiglia di origine.
Qualcosa mi dice, però, che l’amicizia tra i due non finirà e diventeranno i degni eredi di Babe maialino coraggioso e di Fly, la mamma adottiva . Mi piacerebbe perciò vedere una foto di Paulinchen che ha raggiunto le dimensioni di un suino adulto e che torna a trovare la sua mamma affidataria. Allora sì che formerebbero una ben strana coppia, non trovate?
Via | L’arresto del carlino
malkariss
15 nov 2010 - 13:13 - #1Queste storie di “adozioni” strane mi inteneriscono da un lato, ma mi fanno sorgere un bel po’ di preoccupazioni dal punto di vista etologico-comportamentale: noi tutti sappiamo (credo) che il momento + importante per lo sviluppo del comportamento del cucciolo (come comportarsi, come affrontare i problemi, come relazionarsi con i conspecifici, i segnali e le espressioni) sono all’incirca le prime 8 settimane di vita.
Se in questo periodo il ruolo di “educatore” viene affidato ad un’altra specie (in questo caso un cane educa un maiale) quando il maialino verrà re-introdotto nel suo gruppo originario non avrà alcuna abilità relazionale nei loro confronti e non li riconoscerà come suoi conspecifici ma come estranei.
doretta65
15 nov 2010 - 13:40 - #2Premetto che non sono una veterinaria né un’etologa : teoricamente sono assolutamente d’accordo con te.
Poi però mi chiedo cosa ne pensano coloro che lavorano tutti i giorni con gli animali come gli allevatori. Sarebbe interessante intervistarli sul tema, visto che credo che cose del genere accadano più spesso di quanto pensiamo.
malkariss
15 nov 2010 - 14:43 - #3Bè ma per gli allevatori è diverso: se faccio allattare un cucciolo di cane invece che a sua madre a un’altra cagna, l’educazione non cambia.
Di solito gli allevatori non allevano specie diverse (e un buon allevatore alleva anzi solo 1 razza di cane, massimo 2 se sono simili tipo golden retreiver e labrador).
Bisognerebbe leggere qualche ricerca fatta a riguardo da etologi o comportamentalisti.