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Dibattiamo: come si insegna ai bambini l'amore per gli animali?

Pubblicato: 27 apr 2011 da luca

Commenti dei lettori

Se mi seguite da qualche tempo saprete della mia netta preferenza per i cani rispetto ai bambini. Sono consapevole però che, se vogliamo che il futuro del mondo sia più roseo dell’attuale presente, è proprio nei bambini che dobbiamo confidare. Alcune delle idee e convinzioni che ci portiamo avanti per il resto della vita ci vengono insegnate da piccoli. ricordo che l’amore e la passione per gli animali mi è stata dettata da un mio cugino che mi parlava di quanto fosse crudele e inutile la vivisezione, di quanto fossero barbari gli abbandoni e altre amenità simili. Da quel momento ho fatto mio il principio che la Natura e gli animali vanno difesi da ogni sopruso. Ho “tramandato” questo mio credo ai miei cugini più piccoli con discreti risultati. Quando, però, leggo le notizie di cronaca mi domando: ma i genitori dove sono?

A prescindere da quello che ho imparato sono sicuro che se avessi mai fatto del male ad un animale i miei genitori mi avrebbero punito molto duramente, tanto da farmi passare la voglia di rifarlo. Ora, però, sembra quasi che certe azioni criminali passino per “ragazzate” e che i genitori le liquidino con un colpo di spugna. Leggo ora, dalle pagine de La Repubblica di un sindaco ligure che istituirà delle giornate della caccia con tanto di battuta di caccia al cinghiale. Il sindaco ha detto che :

La caccia che noi insegneremo non è di aggressione, ma di difesa. I contadini sono assediati dagli animali: i bambini devono capire che è giusto imparare a difendersi. Sulle magliette che regaleremo ai piccoli abbiamo fatto scrivere: “La caccia è passione, istinto, ragione ma, soprattutto, è rispetto per la natura”.

La caccia vista come un gioco con tanto di magliettine colorate e festa a fine battuta. Magari il mio astio verso i cacciatori mi rende cieco sulle finalità educative di questa iniziativa ma credo che sarebbe equivalente a dire “picchio il mio cane così si saprà difendere” o “abbandono il mio cane così se si perde impara a tornare a casa da solo”. Come detto, non sono obbiettivo nel mio giudizio, tanto più perché non ho figli. Voi cosa ne pensate? credete che questo metodo sia corretto per insegnare ai bambini il rispetto e l’amore per la natura e per gli animali?

Foto| Flickr

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Paco-d

    27 apr 2011 - 18:08 - #1
    -1 punto
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    Sono un genitore e aimè amo i miei bambini più del mio cane. Intendiamoci amo il mio Ful, ma ritengo che le esigenze dei miei piccoli siano decisamente e naturalmente diverse da quelle dell’amato animale casalingo.
    Quanto leggo del suo post mi induce a pensare che lei ritenga gli insegnamenti ricevuti da piccolo gli unici degni di essere comunicati.
    Sono profondamente dispiaciuto che lei , come riporta nel testo , abbia avuto genitori che “l’avrebbero punita duramente” , io come genitore sono per un dialogo continuo e per l’applicazione di ciò che Don Bosco insegnò a tutti noi “l’educazione è questione di cuore”.
    Lei si porti pure dietro i suio asti, purtroppo non credo di poterle essere di aiuto, ma lasci al resto dell’umanità la libera facoltà di non raccontare storielle ai propri figli, cercando di renderli consapevoli che nel mondo esiste la vita e la morte,
    sperando che possano donargli
    l’equilibrio psicologico necessario a possedere senso della misura e della responsabilità .

  • william31

    27 apr 2011 - 20:50 - #2
    1 punto
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    chi uccide animali è un assassino

  • Profilo di malkariss

    malkariss

    27 apr 2011 - 21:23 - #3
    1 punto
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    Paco amare i propri figli non vuol dire non dar loro delle regole e soprattutto etica e morale.
    Far capire a un bambino che anche gli animali sono creature viventi, che pensano e provano sentimenti e sensazioni simili alle nostre, credo sia necessario per non farli crescere barbari invece che persone.
    Da quel che mi ricordo delle mie letture su Don Bosco da ragazzina anche lui era per il rispetto delle regole e della convivenza con gli altri (altri “umani” e altri “animali”) e infatti recuperava quei ragazzi che avevano iniziato a percorrere una cattiva strada.
    A mio parere convincere i bambini che la caccia è un gioco e gli animali si possono uccidere tranquillamente non mi sembra un buon insegnamento.

  • Profilo di lucapetsblog

    lucapetsblog

    27 apr 2011 - 21:27 - #4
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    @Paco-d
    Premetto che se uno amasse i propri cani più dei figli non lo reputerei sano di mente. Credo che la cosa giusta sia amarli non meno ma “come” dei figli (ed è un’opinione personale).
    Il fatto che le cose che ci portiamo dietro nella vita si imparino da piccoli credo sia, fondamentalmente una realtà poichè quelle sono le basi che abbiamo e che ci fanno fare determinate scelte anzichè altre. I miei genitori mi avrebbero punito duramente perchè avrei compiuto un atto crudele nei confronti di un essere innocente e, questa cosa, io la insegnerò ai miei figli. Il discorso della vita e della morte è lecito da insegnare e anche doveroso. C’è però anche da insegnare che la morte non può essere chiamata “sport” come nel caso della caccia e una tale barbarie, a parer mio, non può essere insegnata ad un bambino.

  • Profilo di seal

    seal

    28 apr 2011 - 07:39 - #5
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    I bambini sono il risultato della famiglia. A casa mia, nessuno tra parenti stretti e vicini ha mai torturato lombrichi, mozzato code dei gatti, affogato cuccioli di cane.
    La caccia è una questione di RESPONSABILITA’, mi sembra folle autorizzare un bambino a una battuta di caccia. Solo i leghisti potrebbero ritenere opportuno “insegnare” la caccia. Dove la mettiamo l’incolumità personale? Se parte un colpo tra le magliette colorate e i cestini da picnic della caccia al cinghiale? Conoscere il mondo e tutte le sue creature vuol dire osservare non distruggere.

  • Profilo di seal

    seal

    28 apr 2011 - 07:48 - #6
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    Con tutti i pericoli che oggi ci sono per i bambini, un cinghiale credo sia il più improbabile e inoffensivo. I figli vanno accompagnati e prima di tutto ci vuole l’esempio. Il rispetto per gli animali è una delle possibili declinazioni del rispetto della vita e della cura per l’altro da sè.

  • Iblis76

    28 apr 2011 - 10:17 - #7
    1 punto
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    Astio? ci risiamo, noi animalisti siamo astiosi perchè vogliamo impedire a degli esseri umani di uccidere animali senza necessità, bene, diamola per buona.
    Se il nostro è astio cos’è quello che spinge un uomo che vive in un paese privilegiato, che pasteggia abbondantemente (la caccia costa, quindi non venitemi a dire che i poveri cacciatori cacciano per vivere con quello che spendono in armi, munizioni, riviste, coltelli, attrezzature, vacanze venatorie e tutine mimetiche!) a premere un grilletto al fine di perforare la carne ed i nervi di un altro essere vivente strappandolo brutalmente alla vita? Che cosa spinge quest’uomo al riparo da carestie e necessità ad inseguire un cervo fino allo sfinimento per poi piantargli dei proiettili in corpo? Che cosa lo spinge a ridere di una lepre che tenta di rifugiarsi nella sua tana in vano per sfuggire alla morte? Che cosa lo spinge ad adoperare un arma potente come un fucile per sterminare uccellini che pesano poche decine di grammi? Che cosa lo spinge a condannare degli esseri dotati di sensibilità ad una lenta agonia imprigionati in qualche trappola? Che cosa spinge quest’uomo che si crede e sente nel giusto a mandare il proprio cane contro un cinghiale esponendo un essere che dice di amare ad un enorme pericolo solo per il gusto di farsi ritrarre in posa con la preda e condividere le proprie imprese su YouTube? Lo spinge l’amore immagino. Il rispetto soprattutto. Sa che c’è, mi tengo il mio astio che mi sembra molto meno pericoloso.

  • DanielaApple

    19 mag 2011 - 09:15 - #8
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    in riferimento a paco…

    io penso che ogni genitore ami suo figlio più di ogni altra cosa al mondo (tra 2 mesi nascerà la mia, quindi sto imparando a capirlo…), ma penso anche che se uno ama suo figlio ha l’obbligo di insegnargli ciò che è giusto fare e ciò che non lo è, condannando amaramente ciò che non lo è…
    E’ sbagliato uccidere? si!!!! E lo è ancora di più farlo per gioco, divertimento, o addirittura per vanità (pellicce…..)…
    Siamo del genere animale anche noi….nei 5 regni dei viventi (procarioti, funghi, protisti, piante, animali) non c’è il regno umano…c’è quello animale che ci racchiude…
    Mettiamola così: fare del male agli animali è come fare del male ai membri del proprio regno…
    Attenzione! Non parlo di vegetarianismo e simili (facendo parte del regno animale anche noi, siamo nella catena alimentare anche noi…ma non è questo il contesto)…parlo di RISPETTO! Vi sfido a documentarvi su tutte le forme di violenza gratuita ed inutile (che nel mostro ordinamento è punita penalmente) che si vedono in giro…

    Cina, gli animali vengono spellati da vivi per ottenere le pellicce…CERCATELO

    Spagna, Romania ecc….i cani vengono brutalmente accalappiati e soppressi per far posto per strada e nei canili (soppressione anche in camere a gas…i cuccioli nascondono il muso nel pelo degli altri cani per proteggersi, ma restano vivi anche se storditi e sbattuti con le carcasse degli altri nei forni crematori….CERCATELO!

    Spagna…la corrida…

    Italia…palio di Siena….
    se volete continuo……….

  • Emilia89

    30 ago 2011 - 13:34 - #9
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    Paco ma che cosa dici? Se i tuoi figlioletti adorati torturassero un gattino tanto per divertimento che faresti? Ci dialoghi apertamente dicendo che il buon don bosco blablabla? Chi tortura e uccide gli animali và punito severissimamente, sia esso adulto o bambino. Un bel calcione non ha mai ucciso nessuno, tantomeno i bambini, che oggi sono davvero più mostri che angioletti, tutta colpa di genitori impediti come te che ci dialogano invece delle vecchie punizioni di una volta. Più punizioni e meno blablabla. I bambini non li capiscono i dialoghi, i ceffoni si!
    Ps: Ah io non mi vergogno di dire che amo gli animali più di ogni altro essere vivente. Più dei bambini e più dei miei familiari. E sono sanissima di mente, molto più di tutti i genitori ipocriti che girano.