Mixomatosi nel coniglio: cause, sintomi e vaccinazione

Una delle malattie più diffuse e temute nel coniglio è la mixomatosi. Oggi andremo a parlare di causa, sintomi, diagnosi, terapia, profilassi e prevenzione di questa patologia per cui esiste anche una vaccinazione.

Coniglio rosicchia

Molti proprietari di conigli da compagnia ritengono che il loro pet, stando sempre in casa, sia al sicuro da questa malattia, ma non è così. Questo perché, come vedremo nelle modalità di trasmissione, la mixomatosi viene trasmessa anche da vettori passivi come mosche e zanzare che entrano regolarmente nelle nostre case e possono provocare malattia.

Cause e modalità di trasmissione

La mixomatosi è una malattia virale a carattere infettivo e diffusivo e quindi soggetta o obbligo di denuncia dal Regolamento di Polizia Veterinaria. La patologia può trasmettersi sia direttamente da coniglio malato infetto a coniglio sano o con l’accoppiamento o per via indiretta tramite vettori passivi, soprattutto insetti ed artropodi (mosche, moscerini, pulci, flebotomi, zanzare, acari, zecche, pidocchi).

A questo proposito vale la pena di ricordare come pulci e zanzare possano fungere da serbatoio della malattia anche per lunghi periodi: ecco spiegato il perché il vostro coniglio di casa, che vive sempre dentro ed è lontano da allevamenti di conigli, è riuscito comunque a contrarre la malattia.

Sintomi e diagnosi

La mixomatosi è una malattia che può avere un andamento acuto, subacuto o cronico; inoltre bisogna considerare che esistono i portatori sani, cioè conigli che albergano il virus, che non manifestano sintomi, ma che continuano a diffonderlo.

In generale l’incubazione della mixomatosi varia dai 5 ai 15 giorni e i sintomi principali comprendono:


  • abbattimento
  • anoressia
  • congiuntivite con scolo
  • formazione di noduli sulla testa, sugli arti e a livello dei genitali
  • scadimento delle condizioni corporee

La morte normalmente arriva in 5—10 giorni e bisogna considerare che esiste anche una forma caratterizzata da congiuntivite, sintomi respiratori e lesioni ai genitali, ma senza formazione di noduli. La mortalità è assai elevata, non esiste una terapia specifica per il virus. Quei pochi conigli che riescono a sopravvivere, ottengono una buona immunità, ma possono rimanere contagiosi per lungo periodo.

Per quanto riguarda la diagnosi, normalmente è clinica: coniglio con noduli purulenti su tutto il muso, congiuntivite con scolo muco-purulento, abbattimento ha la mixomatosi. La cosa curiosa è che la maggior parte dei proprietari non portano il coniglio a visita alla comparsa del primo nodulo, ma quando ormai tutto il muso è coinvolto e il coniglio è in condizioni disastrose.

Terapia, profilassi e prevenzione

Per quanto riguarda la profilassi, visto che esiste un apposito vaccino, perché non farlo? Attualmente ci sono diversi tipi di vaccino in commercio: quello classico può essere fatto all’età di 30 giorni e va richiamato ogni sei mesi, ma ne è uscito da poco un altro che contiene anche la malattia emorragica e ha la durata di un anno.

Il vaccino per la mixomatosi è abbastanza sicuro, tuttavia sono stati segnalati a volte un minor appetito e vivacità nei giorni successivi all’inoculazione. Inoltre, essendo un vaccino vivo attenuato, a distanza di 7-10 giorni il coniglio potrebbe manifestare qualche sintomo leggero di mixomatosi che sparisce però da solo: nei conigli che hanno avuto questa reazione, si è notato un maggior tasso anticorpale di protezione.

Per quanto riguarda la terapia di un coniglio già malato, visto che è una malattia virale per cui non esiste una cura specifica, l’unica è adottare una terapia di sostegno volta a cercare di sostenere l’organismo del coniglio in attesa che il virus faccia il suo decorso e sperando che non provochi troppi danni. La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici, per parare le infezioni batteriche secondarie, antidolorifici, vitamine, prodotti per aumentare le difese immunitarie e, soprattutto, l’alimentazione forzata. Un coniglio con mixomatosi non si alimenta da solo: sarà il proprietario a doverlo farlo mangiare per tutta la durata della patologia, altrimenti il coniglio morirà di inedia.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Flickr

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