
Cani e Natale, un rapporto non proprio idilliaco. Se Micio non ama molto le feste a causa dei cambiamenti nella sua routine quotidiana, anche Fido non è propriamente a suo agio durante le vacanze natalizie. A disturbarlo è soprattutto la paura dei botti. Mentre tutti festeggiano e brindano, allo scoccare della mezzanotte possiamo trovare il nostro cucciolo nascosto sotto ad un tavolo o sotto al letto, con gli occhi sbarrati dal terrore e la codina bassa e tremante.
A vederlo così, spaurito ed implorante, ci viene immediatamente voglia di consolarlo con una dose extra di coccole ed attenzioni. I veterinari comportamentalisti consigliano invece di non adottare un atteggiamento simile: c’è infatti il rischio che il cane avverta l’eccezionalità della situazione e si veda in un certo senso legittimare l’ansia. L’ideale è proteggerlo, per quanto ci è possibile, dall’esposizione al rumore e parlargli con un tono allegro che sdrammatizzi in qualche modo quanto sta accadendo e lo rassicuri sul fatto che non c’è nulla da temere. Nei casi gravi è bene consultare un esperto per avviare un programma di desensibilizzazione.
Oltre a botti e fuochi d’artificio, altre insidie natalizie per il nostro cane sono le decorazioni e l’albero. La scelta dei materiali è fondamentale per evitare ostruzioni gastrointestinali al cane. In special modo se è ancora un cucciolo ed ha l’abitudine di rosicchiare qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Niente palline di vetro attaccate ai rami con ganci di metallo, dunque, meglio optare per decorazioni in legno o tutt’al più plastica.
Sarà bene anche utilizzare un copricavo per proteggere i cavi elettrici delle illuminazioni di albero e presepe e prevenire scosse. Sotto l’abete, se si tratta di un albero vero, posizioniamo un involucro capiente per raccogliere gli aghi. Cerchiamo di tenere la pianta ben idratata per evitare che seccandosi gli aghi diventino ancora più appuntiti e possano provocargli qualche problema.
L’albero andrebbe posizionato in un luogo appartato e non distante dalle prese, per non avere cavi troppo lunghi in giro per casa. Inoltre va fissato bene per evitare che il cane, in special modo se si tratta di un cucciolo irruente, finisca per ribaltarlo nelle sue scorribande.
Infine, proteggiamo il cane da manicaretti e dolci al cioccolato che magari gli offrono di nascosto amici e parenti, soggiogati dai suoi occhioni imploranti ed ignari delle conseguenze. Oltre ad avere una grande quantità di grassi, il cioccolato contiene infatti teobromina e caffeina, due sostanze eccitanti che influenzano il sistema nervoso dell’animale. Il consumo di cioccolato può provocare vomito e diarrea nei cani ed in dosi eccessive anche sintomi più gravi. Assolutamente off-limits dunque.
La reazione del cane al cioccolato è influenzata dal peso dell’animale e dalla quantità e dal tipo di cioccolato che ha ingerito. Un cucciolo che divora una tavoletta di extra fondente potrebbe sentirsi anche molto male, quindi meglio fare molta attenzione a non lasciare incustodite leccornie ed altri alimenti dannosi per i cani, non solo per evitare spiacevoli casi di intossicazione ma anche per prevenire obesità, indigestioni e problemi di carie ai denti.
Foto | Flickr; Anneh632; Dougww; Apium; C Jill Reed; jumpyjodes; ScottieT812; Freewine; trazomfreak; Steve.M~; GollyGforce; Unhindered by Talent
fangio43
29 nov 2011 - 16:46 - #1Per un po’ ho cercato di resistere ma non ce la faccio. Questa è una vecchia storia che ormai si è conclusa con la morte del micione……ma in casa mia dopo anni che ci aveva trovato rifugio e in età “adeguata” ammesso che una gattara accetti che ne esista una! Era il lussuoso gatto persiano della mia vicina (di appartamento e anche di giardino in cui per consuetudine veniva lasciato in qualsiasi stagione per via di frequenti viaggi). Il suo sostentamento era “assicurato” da una ragazza pagata per provvedere alla pappa e alla lettiera TUTTO ALL’APERTO. Non vi sarà difficile immaginare la condizione di un persiano nero, della sua ciotola e della sua lettiera d’inverno sotto la pioggia! Ed ecco servita la favola di Natale, anzi Capodanno…….la mattina di un primo Gennaio l’ho sentito piangere da lontanissimo (aveva evidentemente passato la notte sotto cascate di botti condominiali oltre alla pioggia battente da ore) e, quando ho aperto la porta del giardino per chiamarlo, è arrivato completamente fradicio arrancando perchè camminava anche tutto storto! La sua padrona è tornata dopo due settimane di vacanze esotiche e non mi ha mai chiesto notizie. Solo il bambino, in gran segreto, mi ha chiesto “sai se Miki ha avuto paura dei botti”? Io l’ho rassicurato ma ormai Miki aveva cambiato nome e se la stava spassando in una cuccia calda assieme al resto della mia ciurma!
mentegatto
29 nov 2011 - 16:51 - #2mi piacciono le tue storie, finiscono sempre con un’adozione felice :) mi ricordano la mia abitudine di accogliere ogni nuovo gatto che gironzolava nel quartiere quando ero piccola, mia madre perdeva il conto, sapeva solo che avevamo TANTI gatti :)
mentegatto
29 nov 2011 - 16:52 - #3e comunque i botti sono odiosi… rendono il Natale un inferno a cani e gatti!
malkariss
29 nov 2011 - 17:38 - #4Ecco, questo invece non mi piace mentegatto.
Perdere il conto di quanti gatti si abbiano vuol dire che i suddetti gatti non vengono curati.
Dar da mangiare a un gatto non vuol dire accogliere e prendersene cura, vuol dire solo fare in modo che un gruppo di gatti rimanga stabilmente in un luogo in cui trovano del cibo assicurato. E questo non assicura il benessere di un gruppo di gatti, che tramite questa convivenza forzata e innaturale finiscono per fare battaglie frequenti, si accoppiano tra consanguinei, si trasmettono malattie più facilmente.
Prendersi cura di un gatto vuol dire dargli da mangiare sì, ma anche sterilizzarlo, vaccinarlo una volta all’anno, mettergli una fialetta di antiparassitario tutti i mesi, sverminarlo, curarlo quando sta male, sapere quando MANCA.
Questo, a meno di non essere milionari, credo si possa attuare solo se i gatti che si “curano” sono 4 o 5, e di sicuro uno non perde il conto se ha 5 gatti.
Credo sia molto egoistico pretendere solo il bello da un animale, pretendere la loro compagnia, pretendere di vederli correre e giocare, pretendere di farsi fare le fusa. Bisogna anche corrispondere in modo adeguato l’affetto che ci viene regalato.
fangio43
29 nov 2011 - 18:48 - #5Beh, i miei MAGNIFICI SETTE lo dice la parola stessa…..erano appunto sette e ognuno aveva un nome, un libretto sanitario, una personalità ben distinta l’uno dall’altro e ti assicuro che avrei potuto riconoscerli anche bendata solo toccandoli. Non ho mai avuto due gatti che avessero lo stesso comportamento o le stesse “fisime”……non credo che avrei avuto la benchè minima difficoltà anche con quattordici! Mi sono fermata solo quando abbiamo scoperto che erano sieropositivi alla peritonite felina e rischiavamo di contagiarne altri! Bacioni…..
malkariss
29 nov 2011 - 20:49 - #6Però accogliendo un gatto con la PIF hai condannato a morte anche altri gatti sani che abitavano già con te.
Inoltre ho detto “a meno di non essere milionari”, infatti i costi per-gatto sono ingenti.
Sterilizzazione 100 euro, test malattie infettive 35 euro, vaccinazione annuale trivalente base 30 euro + vaccinazione FeLV 30 euro, 12 mesi di antiparassitari 80 euro, profilassi filaria e parassiti gastrointestinali 40 euro, crocchette per un anno 150 euro, più tutte le spese “straordinarie” per malattie o incidenti.
mentegatto
29 nov 2011 - 21:29 - #7ciao Malkariss, mia madre non teneva il conto dei gatti “ospiti”, quando ero piccola vivevo in campagna e anche i miei mici vivevano liberi però ogni tanto capitava qualche altro gatto delle case intorno ed era una bella combriccola…
ora vivo in appartamento in città e ne ho soltanto due entrambi sterilizzati, a proposito dove costa così poco la sterilizzazione? Io ho pagato 250 euro!
fangio43
29 nov 2011 - 21:52 - #8Cara la mia malkariss, io non ho raccolto un gatto con la PIF e ho contagiato tutti gli altri, io ho smesso di prendere altri gattini quando ho saputo che i miei erano contagiati per non far ammalare altri. I miei 7 erano due cucciolate più il babbo di alcuni di questi, e sono stati adottati tutti insieme a distanza di pochi mesi. Abbiamo saputo che erano contagiati quando uno dei fratellini si è ammalato sul serio ed è morto in una settimana. Per cui facendo il controllo a tutti gli altri per forza di cose essendo parenti erano tutti contagiati, e li abbiamo bombardati di interferone salvandoli e facendoli arrivare alla vecchiaia. Di questi 7 ne abbiamo ancora due figli del persiano nero, che al momento stanno bene e hanno 13 anni. A parte il primo nessun altro è morto per la PIF, e visto che ti preoccupi per i costi questo risultato ti assicuro che non è stato certamente ottenuto gratis… però apprezziamo sempre le tue osservazioni perché capiamo che sono sempre fatte con cognizione di causa.
pogoboy
29 nov 2011 - 21:59 - #9“tramite questa convivenza forzata e innaturale finiscono per fare battaglie frequenti, si accoppiano tra consanguinei, si trasmettono malattie più facilmente.”
Ma si parlava di gatti o del parlamento italiano?
fangio43
29 nov 2011 - 22:39 - #10TROOOOPPO FORTE!!!!!!!!!!!