
Oggi è la Giornata per i diritti degli animali e si parlerà ovunque dei tanti comportamenti sconsiderati, scriteriati, violenti che gli esseri umani hanno nei loro confronti. Tra le news sicuramente ne troveremo tante che affrontano il tema dei maltrattamenti, delle pellicce, delle sperimentazioni. Io, invece, in questa giornata, visto che siamo su Petsblog, vorrei invitarvi un attimo tra le nostra mura domestiche.
Credo che uno dei diritti fondamentali dei nostri animali sia quello di essere considerati per se stessi. Capita spesso che vengano contestati i cappotti per cani o tutta una serie di strampalati accessori. Eppure nono son questi oggetti a dirci se una persona tratta bene o male il proprio pet. Diventiamo cattivi padroni non quando mettiamo un cappotto al nostro cane, ma quando quel cappotto al cane non serve. Serve invece a noi a far finta di avere un bambino o un amico umano.
Siamo cattivi padroni quando ci aspettiamo che il nostro pet obbedisca ciecamente ai nostri desideri, come se potesse comprenderli tutti fino in fondo, come se fosse un coniuge. Siamo cattivi padroni anche quando non diamo nessuna regola e lasciamo che assumano caratteristiche umane, che siano loro a comandare in casa. Facciamo un esempio.
Abbiamo adottato la gatta di casa quando aveva otto mesi, al massimo un anno. Abbiamo avuto problemi fin da subito con il suo carattere, ma non capivamo quali fossero. È stato il veterinario, dopo averci fatto molte domande, a spiegarci che la gatta, in qualche modo, non sapeva di essere una gatta. Era stata trattata sempre come una persona e questo la rendeva irascibile.
Allora abbiamo deciso di fare due cose: dare regole precise e chiare da una parte, lasciarla in compagnia di altri gatti dall’altra. Ovviamente nei giardini del circondario ci sono state lotte furibonde. Però ha funzionato: la miciona ha cominciato a miagolare, ad assumere comportamenti felini, a rispettare le regole. Ora è una gatta felice, sempre tremenda, ma visibilmente felice e libera.
Foto | Flickr
ismart
10 dic 2011 - 10:59 - #1“Diventiamo cattivi padroni non quando mettiamo un cappotto al nostro cane, ma quando quel cappotto al cane non serve”
Brava hai ragione, sono stato criticato in varie occasioni per aver “vestito” il mio Pinscher Nano perchè la gente non si rende conto che alcuni cani (come il mio) a pelo cortissimo e di costituzione fisica molto esile sono molto delicati e si ammalano facilmente se esposti a temperature rigide. Vivo sul mare perciò immagina l’umidità che c’è qui: a ottobre in una giornata freddissima papà ha dimenticato di mettergli la felpa e il cane si è ammalato ed è stato costretto a stare a casa per 20 giorni (oltre al fastidio di dovergli dare le medicine ingannandolo col cibo, e sborsare fior di € per il veterinario).
tutto ciò per dire che non mi pesa pagare per farlo star bene, mi pesa ke si ammali e si indebolisca e non mi frega se la gente mi prende in giro: ha bisogno di essere coperto e io lo copro.
Poi come dici tu, per i cani che non ne hanno bisogno (come un pastore tedesco di 40kg) il discorso è diverso :)