
Sei pompieri per salvare un gatto che non voleva saperne di scendere da un albero. La storia, che leggo su Giornalettismo, la racconta su Libero Matteo Mion, spiegando che il salvataggio del gatto della sua fidanzata è avvenuto dopo due giorni che il gatto piagnucolava. Vedendo che la permanenza si prolungava si sono finalmente decisi a chiamare i pompieri, temendo non accettassero di intervenire e invece…
Mion si meraviglia di un simile dispiegamento di forze per un gatto, in tempi di crisi poi. Già perché l’intervento è stato gratuito. Non si può certo biasimare i pompieri, però, che rispondono alle nostre richieste a volte troppo pretenziose. Piuttosto, se un gatto sale su un albero e non riesce a scendere, siamo sicuri che non sia colpa nostra?
I gatti salgono e scendono dagli alberi, da che mondo è mondo, amano i posti in alto e solitamente proprio come sono saliti riescono anche a scendere, poi è ovvio c’è caso e caso.
Una volta un pompiere mi disse: “Ma tu hai mai trovato lo scheletro di un gatto su un albero?”. Stiamo lì a mettergli ansia, chiamandolo con insistenza e facendogli capire che è in pericolo, il che è la cosa peggiore che possiamo fare. A vedere tanta gente riunita sotto l’albero il povero micio si spaventa ancora di più.
Non dico di non chiamare i pompieri quando il gatto è in serio pericolo, ma nel caso specifico del gatto sull’albero, ricordiamoci che non è una situazione d’emergenza e che i pompieri hanno ben altre priorità. Piuttosto apriamo una scatoletta ghiotta alla base dell’albero e torniamocene in casa ad aspettare pazientemente che scenda, senza montare un caso. Ne approfitto per presentarvi la mia gatta (la panterona nelle foto) che sugli alberi si sente perfettamente a suo agio e se chiamassi i pompieri come minimo non mi degnerebbe di uno sguardo per giorni, permalosa com’è.
malkariss
15 dic 2011 - 22:07 - #1a volte non riescono a scendere se gli vengono spuntate le unghie. non ho mai visto scheletri di gatti sugli alberi, ma qualche gatto che torna a casa con le zampe rotte si…
fangio43
16 dic 2011 - 10:23 - #2Ecco qui che arriva la vecchietta con un aneddoto di cinquant’anni fa (e se evidentemente ce l’ho ancora sullo stomaco figurati l’effetto che mi ha fatto quando avevo neanche vent’anni e credevo ancora a Babbo Natale)! Parliamo di Venezia “la città dei gatti”………
Confinante con casa mia c’era una vecchia scuola media che evidentemente aveva bisogno di ristrutturazione……..rimossi i lastroni di marmo, cosa ti vanno a trovare gli operai? La “fotografia” di un gatto che era stato “casualmente” spiaccicato tra due lastroni! Era facilmente riconoscibile la sagoma che però, ovviamente, non aveva lo spessore….che s’ha da dire se non PREISTORIA (probabilmente stava lì da almeno altri trent’anni)……..se non fosse che gli operai avevano trovato la cosa MOLTO DIVERTENTE e provveduto ad esibire il reperto CON TUTTI GLI ONORI DEL CASO! Alla fine della storia ci sono io che esco di casa tutte le mattine per andare a lavorare e la prima cosa che vedo (per moltissimi mesi) è la fotografia del povero gatto centenario! E non venirmi a parlare di chiamare “chi di dovere”…….delle volte ancora adesso mi viene il dubbio che ce ne sia qualcuno!
Ti confermo che mi ricordo bene che ti ho promesso che, solo dopo Natale, ti svelerò la frase magica che ha scatenato la mia adozione di massa……..sicuramente tu capirai subito il suo significato “scientifico” ma ti devi impegnare a non dirmelo mai! Anche nella mia ignoranza (voce del verbo ignorare) avevo capito bene che ERA MEGLIO LIBERARE GLI OSTAGGI e posso dire che sono riuscita a regalare loro un’altra occasione! Bacioni e auguri.
mentegatto
18 dic 2011 - 21:54 - #3auguri anche a voi e ai mici :)