
I mangiagatti in Italia esistono davvero e a giudicare da quanto denuncia l’AIDAA, l’Associazione Italiana per la Difesa di Animali ed Ambiente, non sono un fenomeno poi così isolato. Gli animalisti AIDAA di recente hanno infatti diffuso le stime sul numero di gatti allevati, rapiti, o addirittura cacciati a scopo alimentare. Cifre da brivido: ben seimila, settemila gatti ogni anno, pari al 10% dei gatti che scompaiono.
I gatti finiscono perlopiù arrosto oppure vengono cucinati in umido con la polenta. C’è chi li spaccia per conigli. L’associazione ricorda che uccidere un gatto è un reato penale punito dall’articolo 544 che vieta il maltrattamento e l’uccisione degli animali di affezione.
Quella che è una vera e propria abitudine culinaria e non certo una pratica dettata dall’indigenza, è più diffusa in Veneto, in special modo a Vicenza e Verona e un po’ in tutto il Nord Italia, con picchi registrati a Bergamo, Brescia e Mantova ed in alcune aree del piemontese e dell’Emilia Romagna.
Per alimentare il mercato dei magnagatti o mangiagatti, come vengono definiti, scendono in campo veri e propri cacciatori armati di fucile e persone senza scrupoli che fanno razzia nelle colonie. Non è un caso che i gatti scompaiano in misura maggiore proprio nelle aree in cui è più radicata questa tradizione culinaria.
A Milano tempo fa si è scoperto un vero e proprio allevamento di gatti a scopo alimentare. Una signora ha allevato ben 600 gatti dandoli da mangiare ai suoi ospiti ignari di tutto, spacciandoli per conigli.
leojustyy
29 gen 2012 - 17:07 - #1AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!Che notizia aberrante…da buona veneta vi assicuro che se fosse per me, in umido con la polenta mi mangerei chi pensa a queste cose!
Alla faccia dell’indigenza…mangerei cartone piuttosto!
fangio43
29 gen 2012 - 21:43 - #2Seconda veneta a rapporto……confermo e rilancio… “sono loro che mangiano me”!
Un pensiero nostalgico e “riconoscente” a Beppe Bigazzi che è stato il nostro maestro di “cultura gastronomica” e che grazie alla sua RICETTA è stato finalmente cacciato da mamma RAI!
giuliacalliroe
30 gen 2012 - 16:21 - #3a me è sparito un gatto e mi sa tanto che è finito in padella a qualche vicino, visto che qui si mangiano ancora.
però trovo ridicolo che si dica “non mangio gatti ma maiali, mucche e cavalli sì…”.
se uno è vegetariano lo rispetto, ma è essere razzisti dire “poverini i gatti”… e gli altri animali allora? valgono forse meno?
giuliacalliroe
30 gen 2012 - 16:23 - #4precisazione: io adoro gli animali, ho un cane e due gatte che adoro.
volevo solo sottolineare l’ipocrisia del discorso.
mentegatto
30 gen 2012 - 17:04 - #5Sono discorsi complessi, no, non valgono meno.Tuttavia la legge italiana al momento punisce chi uccide animali d’affezione. Uccidere un gatto sottraendolo alle cure della sua famiglia è considerato giustamente un reato oltre che un gesto ignobile, allevare dei maiali per metterli nel forno no e… sì, sicuramente c’è dell’ipocrisia. Io cerco di limitare il consumo di carne, mangiando solo pollo una-due volte max a settimana. Più li amiamo e meno li mangiamo e l’amore verso gli animali varia da persona a persona, poi ci sono tabù alimentari di cui tener conto, frutto di retaggi culturali. Lo sfruttamento degli animali a scopi alimentari è di per sè discutibile, tuttavia converrai con me che rapire il gatto del vicino per mangiarselo è un tantino diverso, eticamente, dall’ordinare una bistecca di maiale al ristorante.
fangio43
30 gen 2012 - 17:10 - #6Immagino facilmente che però non sarai stata contenta di avere qualche dubbio sulla fine del tuo! Forse sarà per quello che li chiamano “animali d’affezione”……..
giuliacalliroe
30 gen 2012 - 18:29 - #7ma certo che mi spiace che sia finito in padella!! nè vorrei ci fossero allevamenti di gatti e cani da macello come in cina. ma d’altra parte allo stesso modo non vorrei ci fossero (a livello industriale) di nessun animale: sono per l’allevamento tradizionale e libero e ho l’utopia dell’autosussitenza, che spero di realizzare un giorno. già lo faccio con un orto di 90 mq e un piccolo frutteto curati solo da me, che ho 25 anni, e dal mio ragazzo; e questa primavera aggiungeremo un pollaio con galline ruspanti e una coppia di conigli lasciati liberi a terra.
siamo onnivori ed è sacrosanto mangiare la carne, semplicemente vorrei una maggiore dignità per gli animali, di qualunque razza siano.
è in questo quadro di generale rispetto ed equilibrio naturale che trovo perciò RIDICOLO fare distinzione tra animali “mangiabili” e “tabù”: è tipico di chi si compra le fettine di carne al banco del supermercato e non vuole pensare a cosa c’è dietro.
mentegatto
30 gen 2012 - 19:33 - #8è ammirevole la tua scelta di vita… ad ogni modo la distinzione tra animali d’affezione e animali d’allevamento a scopo alimentare c’è, non la faccio io, è riconosciuta dalla legge oltre ad essere un retaggio culturale, poi noi con le nostre scelte possiamo orientare i produttori ad allevamenti più dignitosi ma questo è un altro discorso… comprare uova da allevamenti a terra, ad esempio, anche se costano il triplo.
giuliacalliroe
30 gen 2012 - 20:25 - #9la legge è fatta dagli uomini, non è parola divina.
detto questo la accetto e non credo cucinerò mai un gatto spontaneamente (anche se i miei nonni in tempo di guerra hanno mangiato pure i topi), ma rifiuto il “poverino il gatto!!! …mmmh stasera però potremmo farci l’arrosto di maiale con le patate!”
malkariss
01 feb 2012 - 15:11 - #10Gli allevamenti non vanno visti sempre come il fumo negli occhi, sono stati creati per tutelare animali e consumatori.
Se ognuno si facesse il proprio “mini allevamento” chi potrebbe vigilare che i vostri animali vengano trattati in modo eticamente accettabile, che gli vengano date le cure adeguate, i cibi giusti per loro, che vengano uccisi in modo da farli soffrire il meno possibile, che siano esenti da patologie gravi e parassitosi che possano colpire il consumatore di quelle carni e di quelle uova?
Che poi come al solito ci siano un sacco di mele marce anche tra gli allevatori e i veterinari ispettori son d’accordo, ma pensate se addirittura non ci fosse ALCUN controllo.
Pensate solo a come vengono trattati cani e gatti che pur sono animali da compagnia, a cui solitamente si vuole bene, da molte persone. Immaginatevi come potrebbero essere trattati dalle stesse persone degli animali il cui solo ed unico fine è quello di ucciderli per mangiarli!
Io sono molto più tranquilla nel prendere qualche fetta di carne dal mio macellaio di fiducia che da una piccola fattoria.