Tra i quattro indicatori che i profiler dell’FBI utilizzano per valutare futuri comportamenti violenti delle persone figura quello del maltrattamento degli animali. Frank R. Ascione, poi, docente dell’Università di Denver, afferma che in base alle ricerche sono evidentissime le connessioni tra l’abuso sugli animali, la violenza domestica e gli abusi sui minori.
Basta dare un’occhiata ai dati per rendersene conto: nell’88% delle case in cui i bambini sono stati maltrattati fisicamente, stesso trattamento è stato riservato agli animali domestici; anche in casi di violenza sulle donne è stato accertato che il violentatore - spesso partner della vittima – aveva ferito o ucciso uno o più pets.
Cerchiamo di non chiudere gli occhi quando assistiamo a violenze sugli animali o quando veniamo a sapere che Tizio o Caio ha fatto del male ad un animale da compagnia: mettiamo la pulce nell’orecchio a chi di dovere. Si tratta di salvare vite, umane o no che siano.
Foto | Flickr
natalibera
25 mar 2010 - 14:45 - #1-anche i mafiosi aspiranti killer è risaputo che si “allenano” sugl ianimali. Il candidato che non avrà tetennamenti nell’uccidere e seviziare animali “è promosso” e “abilitato”. E’ nella biografia di tutti imafiosi più spietati.
carmila
28 mar 2010 - 16:03 - #2questa è un’ottima risposta per tutti coloro che dicono che chi ama gli animali non ama gli uomini, stantio luogo comune: di sicuro però chi non ama gli animali NON ama nemmeno gli uomini