Divieto di ingresso ai cani nel cimitero di Tradate, lettera al sindaco

Ci eravamo già indignati per le norme troppo restrittive che limitano l'ingresso ai cani negli ospedali per far visita ai proprietari ricoverati, visite che tra l'altro risollevano l'umore dei degenti ed accelerano la guarigione, se effettuate ovviamente rispettando tutte le norme igieniche e gli altri pazienti ricoverati. Idem per i cani negli ospizi e nelle case di riposo. Oggi parliamo dei divieti che bloccano l'accesso ai cani nei cimiteri. Su Funerali.org pubblicano la lettera del Presidente del Consiglio comunale di Tradate (comune in provincia di Varese) al Sindaco Laura Cavalotti.

I cittadini, scrive il Presidente, Carlo Uslenghi, sono limitati nella loro libertà personale dal momento che non possono portare i cani al cimitero quando vanno a fare visita ai propri cari defunti. Ad eccezione dei cani guida dei non vedenti, nel cimitero di Tradate non possono entrare altri cani.

Eppure il cane rappresenta gli affetti più cari ed averlo vicino quando si fa visita alla tomba di un parente estinto sarebbe di grande conforto, senza contare che in tanti escono per fare una passeggiata con il cane e poi passano dal cimitero a portare dei fiori. Chi scrive, in barba al regolamento comunale che reputa privo di fondamento giuridico, fa comunque entrare la sua cagnolina al cimitero quando si reca in visita alla tomba della madre.

Ma nel cimitero di Tradate, le ordinanze piuttosto confuse a dire il vero, alcune scadute, non si limitano certo a vietare l'ingresso ai cani. Non si possono introdurre biciclette eppure fuori dal cimitero non ci sono rastrelliere ed i furti sono all'ordine del giorno, così in tanti preferiscono aggirare il divieto e condurre la bicicletta a mano.

Non si può utilizzare il cellulare, ma anche in questo caso, nelle emergenze, molti anziani preferiscono portarselo comunque dietro ed utilizzarlo in caso di necessità. Ecco pertanto le richieste del presidente del consiglio comunale al sindaco:

Chiedo pertanto di far ritirare il cartello con l’elenco di divieti e sostituirlo con un cartello che semplicemente invita a mantenere un comportamento consono al luogo visitato. Credo infatti che l’educazione civica si realizza con insegnamenti, consigli ed inviti prima che con una miriade di divieti e sanzioni, ritenendo il valore dell’educazione prioritario e prevalente rispetto all’azione repressiva, spesso banale, stupida e controproducente. Le propongo un esempio di positiva comunicazione da affiggere all’eterno dei cimiteri: “Comune di Tradate – Si invitano i visitatori del cimitero a mantenere un comportamento di rispetto del luogo della rimembranza, limitando l’uso del cellulare nei casi di necessità; conducendo le biciclette a mano; garantendo in caso di visita accompagnati da animali domestici, il loro controllo e custodia".

Siamo d'accordo.

Foto | Flickr

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