Tumori vescicali nel cane e nel gatto: cause, sintomi e terapia

Oggi parliamo di una neoplasia particolare, i tumori vescicali nel cane e nel gatto: si tratta di solito di tumori maligni, vediamone cause, sintomi, diagnosi e terapia.

Non frequentissimi, ma neanche poi così rari sono i tumori vescicali di cani e gatti. Spesso sono maligni, si parla di carcinoma delle cellule di transizione, ma sono stati segnalati anche casi di carcinoma indifferenziato e carcinoma squamocellulare, senza dimenticare le neoplasie mesenchimali come il fibrosarcoma. Sono più frequenti nel cane rispetto al gatto a dire il vero: nel gatto si parla spesso di neoplasie epiteliali, mentre quelle di origine mesenchimale stranamente sembrano comportarsi in maniera benigna, anche se nei mici sono controbilanciate da un’insolita presenza di linfomi della vescica.

Cause


Gatto cane

Fondamentalmente non si conosce ancora la causa dei tumori vescicali in cani e gatti, anche se pare che abbiano un’origine multifattoriale. Qualcuno parla dei seguenti fattori rischio:


  • esposizione a pesticidi ed erbicidi
  • obesità
  • somministrazione di ciclofosfamide
  • le femmine sono maggiormente predisposte (tranne nel gatto dove nei pochi casi documentari sembrano essere maggiormente colpiti i gatti)
  • alcune razze sono più predisposte (Scottish terrier, Pastore delle Shetland, Beagle, West Highland White Terrier)

Normalmente i tumori alla vescica si sviluppano di più nella zona del trigono e spesso sono in grado di provocare anche ostruzione delle vie urinarie. Di solito sono più colpiti i soggetti adulti e anziani, mentre i tumori mesenchimali pare che si sviluppino di più nei giovani. Tutti i tumori vescicali possono provocare metastasi, sia ai linfonodi regionali che a distanza.

Sintomi e diagnosi

Ecco i sintomi di un tumore alla vescica:


  • ematuria
  • disuria
  • pollachiuria
  • zoppia (se ci sono metastasi alle ossa)
  • aumento di volume dei linfonodi iliaci

La cosa curiosa è che spesso il rilievo di un tumore alla vescica è un reperto occasionale in caso di ecografia addominale per altro motivo. Cioè, fai un’ecografia addominale perché magari c’è il sospetto che il cane si sia mangiato un corpo estraneo ed ecco che mentre girulli per l’addome scopri la neoplasia vescicale.

Per quanto riguarda la diagnosi, dopo la visita clinica ecco che bisognerebbe abbinarle un esame ecografico, mentre la stadiazione del tumore si effettua tramite la TAC. Si deve anche procedere ad esame citologico delle urine, mentre occhio alla centesi per il prelievo delle urine in cani con sospetto di tumore vescicale: il rischio è quello di disseminare cellule lungo il tragitto dell’ago. Per questo sarebbe meglio fare il prelievo tramite un semplice cateterismo o tramite pinch biopsy con cistoscopia, ma quest’ultima richiede una sedazione.

Visti i sintomi, la diagnosi differenziale va ovviamente posta con le cistiti granulomatose, con le uretriti, con i calcoli vescicali e con le cistiti da polipi vescicali.

Terapia

Fondamentalmente, dopo aver diagnosticato un tumore vescicale la terapia sarebbe chirurgica, radioterapica o chemioterapica. Per quanto riguarda la chirurgia, difficilmente da sola è risolutiva, perché potenzialmente tutto l’organo potrebbe essere compromesso e togliere solo la massa visibile potrebbe non servire a nulla. Asportare tutta la vescica per trasporre gli ureteri a livello di colon discendente o utero nella femmina crea troppe complicazioni, oltre al fatto che l’animale rimane incontinente. Questo a meno che non si parli di carcinomi localizzati all’apice, qui l’asportazione è meno problematica rispetto al trigono, ma non si escludono recidive.

In passato si utilizzava molto l’associazione radioterapia+piroxicam+chemioterapia, ma adesso si preferisce abbinare solamente il piroxicam alla chemioterapia in quanto la durata di vita alla fine è la medesima.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Pixelmaster-x

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