Come si diventa veterinario e ruolo del veterinario in Italia

Oggi parliamo di un argomento un po’ diverso dal solito: come si diventa veterinario e qual è il ruolo del veterinario in Italia.

L’idea per questo articolo mi è venuta in primis a seguito di alcune richieste di utenti tramite la posta di Petsblog che chiedevano delucidazioni sul percorso di studi da fare per diventare medico veterinario. In secondo luogo, stando a contatto con i clienti ho notato che c’è un po’ di confusione in merito alla figura professionale del veterinario.

Ho detto un po’? Beh, volevo dire tanta confusione. Vi faccio qualche esempio di domanda frequente: “Ma perché, il veterinario è un medico?”, “Esiste la facoltà di Medicina Veterinaria? Pensavo si studiasse per gli umani e poi ci si specializzasse in animali”, “Bisogna andare all’Università per diventare veterinari?”, “Ah, ma lei è un medico veterinario, quindi non un medico vero” e altre di questo simpatico tenore. Quindi andiamo a fare un po’ di chiarezza.

Come si diventa Medico Veterinario


Veterinari

Dunque, prima di tutto sgombriamo il campo da equivoci: per diventare veterinari bisogna iscriversi alla Facoltà di Medicina Veterinaria, è una università distinta dalla medicina umana e sforna professionisti che hanno il titolo accademico di Medico Veterinario. Questo per rispondere ad uno dei quesiti di cui sopra: sì, il Veterinario è un Medico a tutti gli effetti. Fondamentalmente noi veterinari soprassediamo su parecchie forme di maleducazione e scortesia da parte dei clienti, provate ad andare da un medico umano e a mettere in dubbio le sue competenze e la sua formazione e vedete come ne uscite.

Per diventare medico veterinario, dopo aver superato la Maturità (consiglio dove possibile di frequentare un liceo scientifico, ti garantisce le basi per poter superare tranquillamente le materie del primo anno), ci si iscrive all’apposito Test di Ingresso per Medicina Veterinaria e si cerca di superarlo. Una volta superato, ci si iscrive alla Facoltà di Medicina Veterinaria.

Il corso di laurea in Medicina Veterinaria dura cinque anni, il numero degli esami da sostenere è il medesimo della medicina umana, ma bisogna darli in cinque anni al posto di sei. Se andate a leggere i programmi e il numero non vi torna è semplicemente perché in veterinaria spesso si accorpano gli esami: questo vuol dire magari un voto unico formato però da cinque materie per esempio.

Una volta dati tutti gli esami, si supera l’esame di laurea con la tesi e poi ci si iscrive all’esame di stato: solamente una volta superato l’esame di stato e dopo essersi iscritti all’Ordine dei Veterinari (dal D.Lgs.C.P.S n.233/1946) della propria provincia si può esercitare la medicina veterinaria.

Ciò vuol dire che se ti sei laureato in medicina veterinaria, ma o non hai dato l’esame di stato o l’hai dato e non ti sei iscritto all’Ordine, non puoi esercitare. Questo è l’unico modo per diventare veterinari: leggere tanti articoli su internet, avere sempre avuto animali, lavorare come volontario in allevamenti, canili e affini non basta per diventare veterinario.

Di cosa si occupa il Medico Veterinario

Altra nota dolente: di cosa si occupa il veterinario? Tutti pensano che fare il veterinario voglia dire fare pucci pucci e coccole a cani e gatti tutto il giorno, ma se state decidendo di diventare veterinari per questo motivo, avete sbagliato strada. Esiste un codice deontologico veterinario che al primo articolo riporta chiaramente le competenze del Medico Veterinario.

Di base il veterinario svolge una prestazione volta a proteggere e tutelare la salute pubblica, il che significa non solo visitare e diagnosticare malattie in cani e gatti, ma anche controllare gli alimenti di natura animale, controllare i macelli, controllare gli allevamenti. Questo è bene specificarlo perché molte persone, non sapendo assolutamente nulla della figura professionale del veterinario, pensano che sia inumano che una persona che decide di diventare veterinario possa svolgere come lavoro quello di controllare i macelli (tanto per fare un esempio, ma poteva essere anche il mercato ittico o un allevamento): lo facciamo per garantire la vostra salute, non piace a nessuno vedere un animale macellato, ma se non ci fossero i veterinari a controllare l’intero procedimento chi vi garantirebbe che quella bistecca che state mangiando sia sana e non trasmetta malattie?

Quindi il Medico Veterinario svolge il suo servizio a tutela della pubblica comunità. Fra le sue competenze principali troviamo per esempio la salute degli animali, la diagnostica di malattie, la possibilità di prescrivere terapie, passando da animali considerati come pet a quelli da allevamento, fino ad arrivare agli esotici e ai selvatici. Altro compito del veterinario è quello di preservare il patrimonio zootecnico e faunistico e anche spiegare quale sia il giusto rapporto fra animali e uomini.

Tirando le somme, il Medico Veterinario deve:


  • occuparsi di servizi relativi alla sanità animale
  • effettuare controlli sul territorio nazionale per tutelare la salute degli animali e quella dell’uomo
    agire come consulente negli allevamenti
  • deve sapere curare e prevenire le malattie degli animali, in modo da proteggere sia gli animali che l’uomo
  • controllare le diverse fasi del macello
  • certificare gli alimenti che derivano dal macello, ma anche dal mercato ittico
  • essere in grado di controllare tutti gli stabilimenti e le aziende in cui di lavorano gli alimenti di origine animale
  • deve anche saper consigliare i farmaci veterinari (compito che spetta al veterinario, non al farmacista)

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Photos-Davehayward

  • shares
  • Mail