Porkchop, il cane seviziato con una pistola ad aria compressa, che ancora si fida degli uomini

Una storia tremenda che mostra quanto possano essere meschini gli esseri umani.


La foto della radiografia di Porkchop, un cane che è stato colpito con oltre cinquanta colpi di pistola ad aria compressa, ha fatto il giro della rete e, ancora una volta, ci fa riflettere sulla violenza di alcuni esseri umani e sul fatto che gli animali continuano ancora a sperare in quel poco di buono che trovano in noi.

La storia di Porkchop è la seguente. Dopo la morte del suo padrone, il cane – che ha sei anni e, a quanto sembra, è un incrocio tra labrador retriever e pastore tedesco – è finito per strada e poi accolto nel rifugio One Tail at a Time a Lincoln Square a Chicago. Porkchop sembrava stare bene in salute, non presentava alcun segno esterno che facesse immaginare che fosse stato vittima di violenze ed era anche molto giocherellone. Qualche giorno dopo Porkchop ha presentato alcuni problemi urinari e, per questo motivo, è stato portato dal veterinario che, tra le altre analisi, gli ha fatto una radiografia. Ed è qui che si è scoperto che il povero cane è sopravvissuto a una scarica di cinquanta colpi di pistola ad aria compressa. Probabilmente questa brutale violenza è avvenuta quando, morto il suo padrone, il cane ha iniziato a vivere in mezzo alla strada.

Dopo questa terribile scoperta, il rifugio One Tail at a Time ha pubblicato su Facebook le terribili immagini che sono diventate immediatamente virali e hanno fatto scaturire una gara di generosità, con molte donazioni e richieste di adozioni, come racconta Anna Friedman, responsabile delle adozioni del rifugio:

Le persone sono rimaste molto colpite da quanto è successo a Porkchop e per il fatto che, nonostante la sua terribile storia, continua a essere un cane dolce e molto forte allo stesso tempo.

Porkchop, il cane che sopravvive a 50 colpi di pistola ad aria compressa

Foto | Facebook

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