
Christie Keith, giornalista del San Francisco Cronicle, prova a sfatare tre luoghi comuni sull’adozione e addestramento dei cuccioli, a cominciare dalle settimane che hanno quando finalmente ce li portiamo a casa. Sinceramente mi sembrano tutti piuttosto facili da smontare, se non altro per chi ha esperienza sia di cuccioli del regno animale sia di cuccioli umani. L’intero e lungo articolo lo trovate seguendo il link a fine post. Io l’ho sintetizzato e commentato. Datemi il vostro parere.
Chiunque abbia adottato un cane sa che non è così. Diciamo pure che molte persone si aspettano troppo dal loro animale. Pensano che sarà facile creare un rapporto con lui e alla prima difficoltà cercano cause esterne al problema. Invece è come per qualsiasi altra relazione: va costruita con pazienza, rispettando anche il carattere del cucciolo che abbiamo e soprattutto dando prima di pretendere qualsiasi cosa.
Sicuramente non può essere addestrato con lo stesso metodo che si usa con un cane adulto. Il cucciolo però è programmato per imparare, comincia a farlo non appena nato. Molta parte del suo apprendimento passa attraverso il gioco e i rinforzi positivi. Con un po’ di pazienza in pochi giorni anche il nostro piccolo amico imparerà a non lasciare i suoi bisognini in giro per casa. In un certo senso, è più facile addestrare un cucciolo che un cane adulto. Solo dobbiamo adeguarci alla sua età.
Sarebbe come dire che è facile crescere un bambino. Bisogna invece sapere a cosa si va incontro quando si adotta un cagnolino. Ha bisogno di molta attenzione ed è probabile che ci farà passare alcune nottate in bianco. Per non parlare di come ci devasterà casa fino a che non avrà imparato quali sono gli oggetti o le stanze cui può avere accesso e quali sono invece off limits. E’importantissimo capire questo, per non ritrovarsi poi a maltrattarlo perché esasperati o a riportarlo indietro, come spesso accade.
Via | Pet connection
Foto | Flickr