Capricci Felini: Gatti sui tetti


Eccoci ad un tema che scotta. Il tetto. Non ho mai capito perché, il vero habitat dei gatti metropolitani. Altro che Batman, Spiderman o Diabolik. C'è solo un signore, notturno e diurno, dei tetti. Ed è il gatto. Con la bella stagione (?!?) puoi affacciarti alla finestra per ore a richiamare quei matti, chissà dove sgattaiolano là sopra.

Certo, c'è la questione dell'istinto cacciatore, dell'orizzonte da scrutare, della posizione dominante, degli incontri romantici col favore della notte, fra gatti del vicinato (ma come ci arrivano?), eppure io sospetto che l'attrazione felina per tegole e cornicioni, vada molto oltre, quasi al limite del precipizio.

Perché i gatti nutrono un desiderio innato per il rischio. Autentico. Un pulsione di morte che li tiene in vita (del resto quando ne hai sette, di vite, ti viene per tedio). Così il richiamo delle vertigini da sfidare è troppo forte. Anche perché laggiù c'è la curiosità oltre al nostro divieto. Un po' come quando attraversano la strada o s'arrampicano sugli alberi. Ricordate?


Aggiungiamo, nel nostro caso, che le trasferte su coppi e tegole, avvengono fra gli scorci fiabeschi di Roma, che se poi è in un tramonto di quelli suoi, bé non ci sono dubbi, le mie gatte escono per immortalare (ed immortalarsi) il panorama. Beate loro.

Foto RondoneR



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