Avvelenamento da organoclorurati in cane e gatto: cause, sintomi e terapia

Torniamo a parlare di avvelenamenti, ecco l’avvelenamento da organoclorurati in cane e gatto: parliamo di cause, sintomi, diagnosi e terapia.

In generale gli organoclorurati vengono utilizzati come insetticidi. Diciamo che si usavano molto in passato perché persistevano parecchio nell’ambiente, mentre oggi si tende ad utilizzarli di meno proprio per lo stesso motivo. I nomi più usati sono lindano e endosulfan. Di questa categoria fa parte il famigerato DDT. In generale li si suddivide in tre gruppi:


  • DDT e simili (prelan, bulan, metossicloro, dicfol)
  • Ciclodieni (aldrin, entri, diedri, eptacloro, endosulfan, clordano)
  • Idrocarburi clorurati (lindano, clordecane, mirex, alfa-BHC)

Visto che ormai non si usano più, cani e gatti si intossicano a causa di vecchi residui di magazzino utilizzati in maniera impropria da persone non esperte.

Come funziona


Beagle gatto

Senza scendere troppo nel dettaglio, gli organoclorurati agiscono sul sistema nervoso. Da una parte hanno azione eccitante a livello prima centrale e poi periferico, sia sensitivo che motore e provoca tremori e fascicolazioni. Dall’altra parte, invece, abbiamo un’inibizione del GABA, il che spiega gli effetti colinergici.

Gli organoclorurati sono altamente lipofili, quindi vengono assorbiti rapidamente sia per via orale che locale. Tendono a distribuirsi nei tessuti ad alto contenuto lipidico, quindi grasso, fegato, rene e tessuto nervoso. Il fatto che tenda ad accumularsi nel grasso è grave: se il cane o il gatto superano la fase acuta, un qualsiasi dimagrimento futuro mobilizzerà le quote residuo di veleno intrappolato nel grasso, provocando nuovamente la sintomatologia acuta. Inoltre anche i metaboliti sono lipofili, quindi contribuiscono alla sintomatologia. La via di eliminazione è quella biliare, quindi abbiamo un ricircolo entero-epatico. Occhi che l’eliminazione di questo veleno è lunga.

Sintomi

I sintomi dell’avvelenamento acuto da organoclorurati in cane e gatto sono (4-5 ore dopo intossicazione):


  • atteggiamenti di paura e aggressività
  • blefarospasmo
  • fascicolazioni
  • tremori
  • mioclonie
  • problemi alla locomozione
  • giravolte su un piede solo
  • rotolamento sulla schiena con caduta
  • midriasi
  • secrezione bronchiale
  • aritmie
  • convulsioni
  • dispnea
  • aumento della temperatura (sia per azione del tossico sul centro termoregolatore, sia per l’attività muscolare)
  • depressione del sensorio
  • coma
  • morte per insufficienza respiratoria

Successivamente compaiono sintomi provocati dal rilascio del tossico dai depositi adiposi o dalla continua esposizione:


  • sintomi come la fase acuta in caso di mobilizzazione dai depositi adiposi
  • dimagrimento
  • anoressia
  • ciclo estrale irregolare
  • atrofia testicolare

Questi ultimi sintomi sono tipici dell’intossicazione cronica. La diagnosi differenziale viene posta nei confronti di avvelenamenti da organo fosforici, stricnina e piombo; encefaliti; meningiti. Mentre la forma cronica è compatibile con tantissime altre malattie.

Terapia

Non esiste un antidoto specifico per l’avvelenamento da organoclorurati, questo è bene che lo sappiate subito onde evitare di tormentare il veterinario con la richiesta di antidoti inesistenti. Mettetela così: se ci fosse, il veterinario lo farebbe subito, se non lo fa è perché non esiste. Quindi la terapia si basa su due capisaldi.

Da una parte bisogna allontanare il tossico. In caso di assorbimento per via cutaneo, bisogna lavare il paziente con acqua tiepida e sapone, si deve tosare il pelo (occhio a mettervi i guanti onde evitare di intossicarvi pure voi). In caso di assunzione per via orale, si somministra carbone attivo o olio minerale, la qual cosa funziona solo se si attua entro 4 ore dall’ingestione.

Poi si comincia la terapia sintomatica. Il paziente va posto in ambiente caldo e tranquillo (ciò vuol dire anche allontanare eventuali proprietari piangenti, strepitanti o che cercano di svegliare il cane spintonandolo), per minimizzare lo sviluppo di crisi convulsive le quali si trattano con barbiturici e diazepam. Terapie di sostegno con fluidi e affini vengono impostate, così come per un po’ bisognerà tenere a stecchetto il paziente, in modo che perda grasso corporeo e il tossico venga allontanato. Occhio che il tossico viene eliminato anche col latte, quindi la puerpera lo elimina più velocemente, ma non deve allattare i piccoli perché altrimenti li intossica.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | eurleif

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