In una sua poesia Alda Merini (1931-2009) paragona il cane alla propria…
Ma cosa avranno da dirsi mai questo Husky e questo bambino? Discorsi…
Gli opposti si innamorano, a volte.

Niente potrà mai restituirci il nostro cane ed è indescrivibile il dolore che proviamo quando la morte ci sottrae il nostro amico a quattro zampe. Per superare la perdita di un animale domestico è utile affrontare la tristezza ricordandolo con una visita al cimitero, anche virtuale, ne stanno sorgendo diversi in tutta Italia. Gli animali possono essere cremati e sistemati in urne funerarie e c’è chi stampa persino dei manifesti funebri per annunciare la scomparsa del cane.
La LifeGem sulla commemorazione degli animali domestici ci ha creato un vero e proprio business. Le ceneri del cane e del gatto estinti diventano diamanti e vengono conservate in pendenti, bracciali, anelli ed altri monili da indossare e portare sempre con sé. Che ne pensate? I gioielli con le ceneri possono servire a farci sentire più vicini a Fido e Micio che non ci sono più?
Via - Foto | LifeGem
Scicli, in provincia di Ragusa, è una città splendida. Se non ci siete mai stati, programmate un viaggio: resterete senza fiato per la bellezza che potrete ammirare. Al di là dell’indubbia bellezza, c’è un altro motivo per andare a Scicli: ricordare Italo, il cane mascotte, morto a gennaio dello scorso anno (le foto che accompagnano il post sono proprio di Italo).
Italo era un cane meticcio spuntato all’improvviso a Scicli: un po’ come Marte, il cane narrato da Mario Rigoni Stern ne Il libro degli animali, nessuno ne conosce le origini. Forse era rimasto solo a causa della morte del suo umano, forse abbandonato o – per riprendere le parole di Rigoni Stern – “questo posto l’ha scelto lui quando decise di vivere libero dopo aver gironzolato nella zona qualche tempo o lasciato una casa che non gli andava”.
Italo si trova bene a Scicli e stabilisce la sua base nei pressi di una pizzeria: almeno la pappa è assicurata. È un meticcio intelligente – come tutti i cani e i meticci in particolare – e pertanto non si cura dell’avviso del parroco sulla porta della chiesa che dice: “È vietato ai cani entrare”. Non sarà certo un pezzo di carta scritto da un uomo a impedire a un cagnolotto di recarsi a far visita al Creatore! Non solo religioso, ma anche molto educato: quando vede qualche turista, Italo gli si fa dappresso e li accompagna in giro per Scicli. E poi va a salutare i bambini che escono da scuola.
Continua a leggere: La storia di Italo, cane mascotte di Scicli, diventa un film
Ai cani la neve o piace un sacco o non piace per niente. A questo pastore tedesco di nome Kouga sembra proprio piacere tantissimo, tanto da non smettere un attimo di calmarsi. Ai vostri cani piace la neve? Il mio ama provare a prendere i fiocchi con la lingua ma non è entusiasta di avere le zampe congelate!

Altra importante operazione di toelettatura della cavia riguarda il taglio delle unghiette. Cosa non semplicissima, se consideriamo il fatto che i porcellini d’India hanno all’ interno delle unghie dei vasi sanguigni. Fortunatamente, a meno che la cavia non abbia le zampotte e le unghie nere, tali vasi sono ben visibili a occhio.
Non essendo comunque pratici nello svolgere questa operazione sarebbe consigliabile la prima volta vedere come agisce un veterinario esperto in animali esotici, poi affrontare il primo taglio unghie in due: una persona che trattiene e accarezza la cavia, tranquillizzandola, e l’altra che compie di fatto il taglio unghie.
Le prime volte, infatti, il mio “aiutante” ha avvolto la caviettina in un morbido asciugamano facendo uscire una zampina alla volta, mentre io tagliavo le unghiette. Dunque vediamo tutto il neccessaire: una semplice forbicina a punta tonda, che potete vedere dopo il salto, un asciugamano morbido in cui avvolgere la cavietta e alcuni pellettini o cibo gradito alla cavia per “distrarla ed intrattenerla”.
Continua a leggere: Cavie: come tagliare le unghie a un porcellino d'India
Cari amici di Petsblog, restiamo in tema neve visto che con il manto bianco fuori dalla finestra ci sentiamo particolarmente ispirati. Ieri abbiamo parlato di quanto si divertano i cani a giocare nella neve, che si tratti di un surrogato o della prima vera neve a loro poco importa.
Questo divertente video è una prova schiacciante. Questo cane se la spassa davvero un mondo a giocare sulla neve insieme al suo compagno ed utilizza il corpo come una slitta per scivolare lungo la collina. Davvero buffo! Buona visione e alla prossima dalla redazione di Petsblog!
Ogni tanto dico al mio cane (sì, io con il mio cane parlo, oltre il “cuccia”): “Ma perché non ti trovi un lavoro che solo in pappa mi costi un patrimonio?”. Ecco, si vede che la bipede di questi due labrador ha fatto la stessa cosa e loro, bravi bravi, sono diventati gli assistenti in uno studio veterinario!
La neve ed il gelo di questi giorni stanno causando disagi in tutta Italia. Un inverno così rigido non si vedeva da anni e sta provocando non pochi problemi: treni paralizzati dal ghiaccio, animali selvatici ed uccellini che non trovano cibo perché il suolo e gli alberi sono ricoperti da un manto nevoso troppo spesso. Vi abbiamo consigliato come proteggere il cane dal freddo e come aiutare i randagi a sopravvivere alle temperature polari.
La neve, però, non comporta solo disagi, crea quadretti idilliaci ed un’atmosfera magica, soprattutto se di mezzo ci sono animali e bambini (più o meno cresciuti). Ieri osservavo i cani a spasso, armati di cappottino, giocare e divertirsi come matti, entusiasta ed eccitati dai fiocchi proprio come dei bimbi. E queste foto testimoniano che cani e gatti si divertono un mondo a giocare nella neve, proprio come i bambini. I vostri animali domestici come vivono la neve?
Continua a leggere: Animali nella neve, un inverno coi fiocchi per cani, gatti e bambini

I maiali da compagnia diventano sempre più una realtà nelle case di molte persone: da una moda per vip si stanno trasformando in amici per molti esseri umani. Del resto la fama di animali sporchi e simbolo di molti vizi umani non corrispondono a realtà. Vediamo alcune curiosità sui maiali per cercare di conoscerli meglio.
Via | Jeffrey M. Masson, Dizionario bilingue. 40 animali e le loro emozioni
Foto | Flickr
I gatti appaiono, generalmente, negli spot che reclamizzano prodotti come antipulci e cibo. A volte, però, li vediamo impiegati nelle pubblicità di detersivi e disinfettanti, dove entrano dalla porta principale riempiendo di impronte il pavimento a specchio di una madre perfetta che in un attimo sterilizzerà il pavimento perfetto, condannando i figli a un futuro di allergie e intolleranze. Una di queste pubblicità, a mio avviso particolarmente molesta, riguarda appunto un detersivo.
In una casa vive un gruppo di ragazzi (tutte donne e un solo maschio): segregati nella perenne attesa della madre dell’unico inquilino, solitamente si disperano per le condizioni del bagno, che sembra essere il primo posto dove la signora si reca appena entrata e ancora col cappotto. Dev’essere traumatico vivere con l’ansia di qualcuno che giudica lo stato dello smalto del lavandino, ma tant’è. Ultimamente la signora non si fa più vedere ma capita che, all’improvviso, una delle ragazze urli terrorizzata perché, dalla finestra della cucina, entra un gatto.
Il gatto fa un giro su di un lavello lurido come a casa mia non se ne vedono nemmeno il giorno della vigilia di Natale, quando mia madre frigge tutto quello che le capita a tiro, fosse pure un tappo di sughero. Dopo essere scappato riuscendo a stento a staccare le zampe dall’olio (esausto solo perché si trova lì da 10 anni), il gatto corre a cercare riparo nella vasca da bagno. L’inquilina, preoccupata per l’igiene, è convinta che il gatto si strusci per sporcarle la vasca, mentre è lampante che il felino è in preda a una crisi respiratoria dovuta agli acari che banchettano nelle due dita di nero attorno al bordo. A questo punto entra in scena il detersivo, che annichilisce i germi felini e, visto che si trova lì, toglie anche lo strato di sporco d’epoca. Veicolare l’idea che un gatto sia portatore di germi, in un simile contesto, è quanto meno bizzarro: in quella casa ci sono batteri molto più grandi del gatto stesso. Se fossi al posto dei ragazzi, prenderei un bel cane feroce per proteggermi, e invece del detersivo userei il topicida.
Foto | Flickr
Alla fine, comunque, è un surrogato di pallina ma l’arancia sembra proprio spaventare questo cane. Che poi, spaventare è una parola grossa perchè lui ci si fionda sempre come se volesse sfidare quella strana cosa arancione che fa un buon profumo…