È impossibile non rimanere affascinati dal libro di W. Bruce Cameron dal titolo Dalla parte di Bailey. Una storia per umani, pubblicato in Italia da Giunti. È impossibile non farsi prendere dal ritmo della storia, perché narra di un cane e del suo amico umano in una maniera del tutto particolare: il cane protagonista, infatti, è come se non morisse mai. In realtà muore, solo che ogni volta si reincarna ricordando il proprio passato e sapendo che ha una missione da compiere. Nasce bastardino, rinasce Golden Retriever, quindi nella terza incarnazione diventa un cane poliziotto e, infine, un labrador nero. In ogni vita impara qualcosa che gli sarà utile per portare a termine la sua missione.
Il libro è narrato in prima persona dal cane protagonista e noi lettori sappiamo le cose mano a mano che lui ce le racconta: quindi ci sono diversi episodi che saranno completamente rivisti in base alla sensibilità canina. L’autore, W. Bruce Cameron – giornalista umoristico americano –, ha saputo descrivere benissimo le sensazioni del cagnolotto e raccontarle ora con umorismo ora con drammaticità. Ecco cosa succede durante un matrimonio dal punto di vista del protagonista principale del libro, il cane (non dico a che reincarnazione siamo per non svelare troppo):
Un giorno si radunarono in un grande edificio e rimasero in silenzio mentre io mostravo loro il nuovo trucco che avevo imparato: camminavo a passo lento e solenne lungo un percorso stretto, in mezzo a file di panche di legno, salivo dei gradini coperti da un tappeto e poi aspettavo pazientemente che mi togliessero qualcosa da una scatolina che portavo sul dorso. Quindi tutti si sedettero ad ammirarmi, mentre loro due chiacchieravano di non so cosa. Lei indossava un vestito bianco tutto vaporoso: intuii che dopo non saremmo andati al parco a giocare, ma mi stava bene perché tutti sembravano felici vedendo quant’ero stato bravo. Mama addirittura pianse dalla contentezza.
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Più volte abbiamo parlato di Adriana Zarri e del suo amore per gli animali. In questi giorni è uscito un nuovo libro sulla teologa recentemente scomparsa: Tutto è grazia, edito da Aliberti. Tra le altre cose, si parla anche di animali. Riporto alcuni passi che ben evidenziano la concretezza dell’amore per gli animali, per tutti gli animali (con preferenza per i gatti).
Avete presente lo scambio della pace durante la messa? Scrive la Zarri:
Quando durante la liturgia c’è il segno della pace, ci si dà la mano. Se non c’è nessuno vado a prendere la zampina della mia gatta.
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La questione è vecchia e le risposte molteplici: gli animali hanno un’anima? Per quel che mi riguarda si tratta di una domanda di lana caprina (per rimanere in tema di animali) e chi l’ha posta la prima volta evidentemente non si è mai trovato a contatto con un animale. Ognuno di noi che condivide la vita con un amico (peloso o meno) mette in dubbio la presenza o meno dell’anima in loro.
La questione, però, non è sempre vista con “semplicità” negli ambienti ecclesiastici, preoccupati, spesso, di voler gerarchizzare tutto e tutti, di dare una classificazione a ogni cosa per vivere sereni e tranquilli. Per rimanere nella chiesa cattolica, personaggi come Francesco d’Assisi o Adriana Zarri sono più unici che rari. Se invece allarghiamo un po’ lo sguardo alle altre confessioni cristiane, agli organismi che presiedono il cammino ecumenico, troviamo non poche sorprese ed espressioni che fanno ben sperare che un domani (non troppo lontano, ci auguriamo) si possa fare un discorso di “salvezza” aperto a tutto il creato, non solo a una specie (quella umana).
Ecco alcune dichiarazioni, in ordine cronologico.
Gli animali hanno un’anima? E’ una domanda vecchia quanto il mondo. Se ci chiediamo se e quanto siano intelligenti non ci sono dubbi. Chiunque abbia avuto a che fare con il mondo animale, che si tratti di cani, gatti, cavalli, criceti, è rimasto sicuramente stupito dalle capacità intellettive del suo animale da compagnia.
L’anima, intesa però come spirito, come ciò che sopravvive al corpo, è un’altra questione. C’è chi crede che sia gli uomini che gli animali conlcudano la loro vita terrena senza andare in nessun tipo di al di là. C’è invece chi crede che entrambi ce l’abbiano tanto da ritrovarsi un domani in paradiso (sempre che a noi uomini sia concesso). A voi è capitato di discuterne tra amici o in famiglia? Quali risposte vi siete dati?
Considerando che personalmente non ho le idee chiare sull’anima degli uomini figuriamoci se ne ho su quella dei cani e dei gatti. Di una cosa sono però sicura: il legame affettivo che si stabilisce tra uomini e animali è davvero forte se ci porta a cercare risposte sulle questioni ultime. Quando è morta la mia prima gatta sono rimasta sorpresa io stessa dal dolore che provavo.
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