La gatta mangiona che, gentilmente, ha partorito vicino casa mia dopo aver svuotato il mio frigo e quello dei vicini, si è presentata a cena con la coda ferita. Non sia mai detto che un gatto ferito passi tranquillo sotto il mio naso! Ho la sindrome di Elmyra, la terrificante bambina della Warner che traumatizzava gli animaletti col suo amore smisurato.
Come mettere del disinfettante sotto qualsiasi forma sulla coda di un gatto? Innanzi tutto, preparare l’armamentario: indossare un guanto sterile sulla sinistra se siete destrorsi, sulla destra se siete mancini. Mettere la pomata antibiotica sulle dita e prepararsi psicologicamente all’attesa. Se utilizzate medicina in polvere o spray, afferrate con fermezza il tubetto.
Aspettate che il gatto, attirato dal cibo, si avvicini. Dopo aver guadagnato la sua fiducia, cosa che, in realtà, non avverrà, afferratelo con decisione con la mano libera e spalmategli-spruzzategli-sparaflesciategli tutta la medicina. Il primo tentativo (e forse anche quelli seguenti), andranno a vuoto, costringendovi a cambiare guanto, disinfettarvi le ferite e a ripetere la manovra di avvicinamento.
Se sarete stati abbastanza decisi, il gatto splenderà di Betadine ovunque tranne che sulla ferita. Se andrà male, passerete la notte immaginando scenari di infezioni terribili a carico del micio e della vostra coscienza di gattari falliti. Il gatto vi si ripresenterà il giorno successivo, con la ferita che si sta rimarginando per conto proprio. Le ferite sulle vostre mani, invece, saranno in condizioni peggiori rispetto al giorno precedente: riprendete il disinfettante, e usatelo su di voi.
Foto | Flickr
In questo video viene mostrato l’istinto predatore del gatto, che punta la preda da lontano e si avvicina silenzioso per attaccare senza pietà. La musica che fa da sottofondo, non a caso, è la famosa colonna sonora del film Lo Squalo. Azzannerà la malcapitata preda senza pietà? L’afferrerà rapidamente con i propri artigli? No.

Vi avevamo già parlato della preoccupante usanza che si sta diffondendo negli USA chiamate debarking. Il debarking consiste nel taglio chirurgico delle corde vocali dei cani per impedire che abbaino. Questo è solo un esempio degli interventi inutili fatti al solo scopo di adattare forzatamente il cane alle esigenze umane. Invece che educare e addestrare il cane per evitare certi comportamenti ed essere più “civili” si opera in maniera fisica ed estrema direttamente eliminando il problema.
Il debarking è solo uno degli interventi che vengono effettuati. Ai cani più “espansivi” vengono limati i denti per evitare che possano arrecare danni con i loro morsi. Questo non implica l’educazione del cane a distinguere i momenti in cui non serve mordere ma solo a non arrecare troppi danni. Altra operazione è la deungulazione del gatto che viene privato delle unghie per non graffiare i divani mentre basterebbe usare, per esempio, un tiragraffi.
Questi interventi, come detto, oltre che crudeli ed inutili sono anche estremamente dannosi nei confronti dei cani. Limare i denti di un cane compromette gravemente la sua salute e il suo modo di alimentarsi. I gatti attraverso i loro graffi rilasciano sostanze identificative e delimitano il territorio. C’è anche da ricordare che, secondo la legge 281 del 1991 e l’ordinanza del marzo 2009, gli interventi chirurgici sugli animali sono espressamente vietati se non sono espressamente a scopo terapeutico.
Via| Focus
Foto| Flickr