
Da qualche tempo ho nuovi vicini di casa. In particolare due famiglie giovani. Ognuna con il proprio bel gatto. E proprio vedendo questi gatti mi sono reso conto, forse, che i gatti di quando ero piccolo io non ci sono più.
Ai miei tempi i gatti, se vedevano un cane, o rimanevano immobili o andavano via. Non perché avessero paura del cane, ma per non aver noie. Così il cane pensava di essere superiore (ma lo sappiamo tutti che alla fine è il gatto a essere superiore al cane…) e si viveva in una sorta di tregua. I nuovi gatti, quelli dei miei vicini cioè, pare, invece, che siano un po’ più spavaldi. Più di una volta, infatti, mentre sto a passeggio con i miei cani, questi micioni che fanno? Scendono dalle finestre (sono casette basse) e si preparano per dare la caccia al cane. Li vedo con la coda dell’occhio che camminano quatti quatti verso i miei cani. Per fortuna che i miei amici pelosi quando escono sono presi da fare pipì e dall’annusare tutto e non si accorgono delle trame che vengono ordite alle loro spalle. Anche se, a dire il vero, una volta la mia Golden Retriever si è bloccata e ha beccato il gatto. Poi mi ha guardato con faccia stupita, come per dire: “E questo che fa qui?”.
Mi chiedo, allora: ma non esistono più i gatti di una volta?
Foto | Flickr

Un gesto d’affetto fa sempre piacere ma diventa un po’ complicato resistere ad un “bacio” di notevoli dimensioni come quello che si è appena beccato il notro tenero pet del lunedi!
Niente di più falso della storia che cani e gatti sono nemici giurati! Guardate queste foto e ditemi se non stanno tramando qualcosa ai danni nostri… A voler essere pignoli spesso sono i gatti – stando almeno alle foto – che sussurrano qualcosa ai cani: quasi come a spettegolare di qualcosa o a istigare i cagnoloni a fare i guai (mentre loro, i gatti, fanno finta di niente).
Se vivete con cani e gatti, allora, guardatevi le spalle!
Continua a leggere: Cani e gatti che si sussurrano nelle orecchie: ma che avranno da dirsi?

Abbiamo parlato più volte di paesi, come la cidddatina di Richmond in Canada, o addirittura metropoli come San Francisco, che hanno deciso di mettere la parola “stop” alla vendita di cani e gatti nei negozi. Ora anche la Regione Toscana vuole dare un giro di vite a questa usanza commerciale.
Vi siete mai chiesti che fine fanno i cuccioli che vedete nei negozi di animali? finchè sono cuccioli hanno qualche possibilità di essere presi da qualcuno ma, una volta cresciuti? Io me lo sono chiesto e non sono mai riuscito trovare risposta. Adesso, almeno in Toscana, i cani e i gatti non potranno più rimanere in un negozio per essere venduto, per più di trenta giorni. E’, a mio parere, una bella cosa perchè, comunque, pur rimanendo piccoli una volta via dal negozio, hanno più possibilità di trovare una nuova famiglia. Voi che ne pensate?
Ah, l’amore! Un gatto si dedica spassionatamente a slinguazzare, mordicchiare e coccolare un cagnolino che, a dire il vero, è in certo se gradire o meno le attenzioni del micio. Il problema nasce quando il gatto si spinge troppo in là e allora il si ribella: piccolo sì, ma ho una dignità da difendere! Il problema (per il cane) è la presenza di un altro gattone, buono buono ma minaccioso. Che fare alla fine? Meglio starsene buoni! Da notare lo sguardo deluso del gatto che coccolava: “Cos’avrò mai fatto di male?”.

Il caso di un nuovo arrivo in famiglia causa sempre una sorta di terremoto. Tra tutte le mille cose direttamente collegate ad un neonato c’è anche da considerare la questione di come il cane o gatto di casa recepirà l’arrivo di un nuovo membro della famiglia, soprattutto così diverso dai soliti “mamma e papà” umani. Cani e gatti reagiscono in maniera differente al cambiamento e dobbiamo, anche noi, abituarli a quello che succederà di li a breve.
Se avete un cane agite d’anticipo facendolo familiarizzare con la stanza dove vivrà il nuovo arrivato e con i suoi oggetti. Mentre lo fate coccolatelo così si evita un possibile trauma da esclusione. Se avete un gatto potete solo limitarvi a vietargli di entrare dentro la culla del bimbo, se lo fa quando è vuota state sicuri che lo farà sicuramente anche quando è occupata.
Appena la neo-mamma entra in casa deve fare un piccolo sforzo e dedicare subito un saluto ai pets senza il bambino in braccio. Una volta che cane o gatto saranno stati coccolati a dovere e si saranno calmati, sarà arrivato il momento delle presentazione tra loro e il bambino. Se avete un cane prendete il bimbo in braccio e avvicinatelo facendolo annusare. Per il gatto è il contrario. Chi va preso in braccio è il micio e avvicinato per “l’incontro olfattivo” al bebè. Se gli spazi del gatto non verranno invasi tutto procederà alla perfezione.
Via|Petpassion
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Agli amanti dei gatti questo video potrebbe non piacere. Da “canaro” affermato questa è per me l’ennesima dimostrazione che i cani sono meglio dei gatti. I gatti si arrampicano e i cani no? Beh, mi spiace deludervi ma…non è così!

Ci sono testimonial e testimonial, come ci sono motivi più o meno validi per prestare la propria figura per uno spot. L’ultimo in ordine cronologico è Rocco Siffredi, famoso e famigerato attore hard italiano che ha prestato il proprio volto (vi assicuro che è solo quello) a favore di un’iniziativa decisamente più nobile che quella di sponsorizzare una patatina (con tutto il rispetto per l’azienda ovviamente). Stavolta l’attore italiano è diventato, per l’associazione “Animalisti italiani Onlus”, il testimonial di una campagna contro l’abbandono e a favore della sterilizzazione di cani e gatti.
”Ho sedotto e abbandonato. Ma non il mio cane. Sterilizza il tuo cane e il tuo gatto: il miglior modo per combattere l’abbandono e’ la sterilizzazione”
È con questo slogan che Rocco Siffredi vuole diffondere un messaggio di tutto rispetto. La cosa ricorda molto da vicino gli spot della PETA. Se devo pensarci un po’ Siffredi non mi sembra proprio il testimonial ideale ma poco importa se la cosa funziona davvero. Voi che ne pensate?
Quando si parla di cani e gatti, capita che il nostro interlocutore esprima una preferenza. Il gattaro, solitamente, sventola la bandiera del proprio partito con veemenza, elogiando i mici e provando pena per i “profani“. Il canaro, generalmente, è più controllato, sebbene mi sia capitato spesso di sentire amanti dei cani tessere le lodi di Fido parlando non in termini positivi dei cani, bensì negativamente dei gatti. La discussione, come sempre, anziché essere incentrata su ciò che sono i cani, si sposta su ciò che non sono i gatti.
In casi estremi, mi è capitato di parlare con persone che provano addirittura repulsione per i mici. Ecco, questo è un sentimento che non capisco: in fondo, a occhio e croce, i mammiferi di piccola taglia sono spesso simili, e potrebbero addirittura confondersi, in situazioni di luce poco favorevole: spesso scambio per un gatto un coniglio nel prato, quando torno a casa la sera. O magari è davvero un gatto e io dovrei rifare la visita oculistica.
Per il nemico dei gatti, invece, parlare dei gatti è come parlare di una qualche viscida creatura che sbuca dal fango (e mi scusino gli amanti delle viscide creature che sbucano dal fango). Questo livore mi sembra eccessivo e, al di là dell’ailurofobia, non vedo il motivo di tanta antipatia. Da amante dei gatti, dovrei dire che si tratta di gente insicura che deve mantenere su tutto il controllo, che ama le gerarchie rigide e non sopporta le altrui affermazioni di libertà. Da gattara, dovrei annusare subito il pericolo e attaccare; da essere umano, provo subito la sgradevole sensazione che danno gli estremismi.
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Oggi sostituisco, solo per oggi ve lo assicuro, Graziella nel suo post sulle gattare. Se fate caso ai miei post, dedicato al 99% al mondo dei cani, capirete perchè mi sento un pesce fuor d’acqua, che in un posto di gatti non è proprio indicato. Le cose sono semplici. Amo tutti gli animali incondizionatamente. Mi piacciono molto i gatti, specialmente quelli tutti neri, mi piace quando si avvicinano per giocare o farsi coccolare e mi stregano con il loro sguardo ma, vuoi perchè sono terribilmente allergico, vuoi perchè un po’ mi inquietano con quel loro sguardo indagatore, non ho mai pensato a prenderne uno. Una cosa in particolare mi renderebbe ansioso fino allo sfinimento: il fatto che se ne vadano in giro per il mondo. Questa cosa per me sarebbe terribile e non riuscirei a dormire sapendolo in giro (voi gattare adesso mi prenderete per stupido perchè conoscete bene i vostri amici felini ma portate pazienza con un povero profano).
La mia prima idea di gattara ammetto essere decisamente distorta. La prima volta che ho capito cosa fosse una gattara è perchè l’avevo vista ne “I Simpsons” dove la signora dei gatti è un’anziana donna pazza che lava i mici come si lavano i panni. Il secondo impatto è quello della gattara di Catwoman, il film con Hale Berry e quel personaggio, almeno, rende giustizia alla categoria e ai vari gatti. Vero anche però che, come diceva Graziella, lo stereotipo della gattara è la donna single. Da ometto single amante dei cani potete capire come io e una gattara saremmo proprio agli antipodi. Si potrebbe mai convivere con una donna e il suo gatto quando per me anzitutto c’è il mio cane? come si farebbe? si lascerebbero in una stanza aspettando che sia la Natura a stabilire chi deve essere l’unico sopravvissuto (stile Highlander)?
L’universo “gattare” per me è come l’universo femminile. Noi “canari” siamo semplici, siamo terra terra proprio come i nostri amici pelosi. Sorridiamo? siamo felici. Ringhiamo? siamo arrabbiati. Dormiamo? abbiamo sonno. Siamo vicino al piatto? abbiamo fame e qualsiasi cosa c’è dentro ce la scofaniamo come avessimo l’imbuto in bocca. Come si fa con una gattara? se siete come i vostri mici siete un enigma tutto da scoprire. Avete quello sguardo indagatore che noi non capiamo, se ora ci fate le fusa non è detto che, alla fine, non ci scappi un graffio, anche solo per lo sfizio di far capire chi è che comanda, ci fate le domande e se le risposte non sono quelle che vi aspettate (noi canari siamo incapaci di mentire o di fare giri di parole) rizzate il pelo, metaforicamente parlando si capisce. Adesso ditemi voi, gattare e canari potranno mai vivere in armonia?
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