
In questi giorni ho visto in tv (canali Sky) la pubblicità di un sussidio per gestire bene le riunioni condominiali evitando, per quanto possibile, le liti. Lo spot presenta varie situazioni possibili di attrito, tra cui anche la signora che difende il proprio cane contro i vicini che non tollerano gli animali. La signora è ben vestita, con un cappello elegante e in piedi mentre tiene in braccio un cane di piccola taglia (forse un chihuahua, ma non ne sono sicuro). Ovviamente la voce della signora è stridula, il nome del cane è ridicolo e lei, la condomina amante dei cani, fa più che altro la figura della “scema” che di una persona che vuol difendere i diritti propri e del suo cagnolotto.
Al di là della sinteticità dello spot che deve riassumere varie questioni in pochi secondi, mi domando come mai si debba associare l’idea della donna a quella del cagnolino piccolo e, soprattutto, della donna con il cagnolino piccolo che per forza è isterica. È un po’ lo stesso gioco di stereotipi per cui ci sono cani da “uomo” e da “donna” o, peggio, da “etero” e da “gay”. Forse mostrare una donna con un cane grosso equivarrebbe a dire: “Non fatemi arrabbiare che sguinzaglio il cane”? Ma allora non si propone un qualcosa di rispettoso dei diritti delle persone e degli animali (ricordiamo che il contesto è la riunione condominiale), ma si perpetua solo la legge del più forte. Come se, poi, vivere con un cane grande significa essere equilibrati mentre vivere con un cane di piccole dimensioni equivalga a essere isterici e antipatici.
Capisco benissimo, lo ripeto, l’esigenza di sintetizzare di cui ha bisogno uno spot, però forse si potrebbe puntare più sulla promozione dei diritti di persone e animali che sulla stereotipizzazione di questioni che, spesso, esistono nella mente dei pubblicitari e di quanti non riescono a vedere la realtà così com’è.
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Scusate la schiettezza ma, leggendo questa notizia, mi è venuto da dire: “Alla faccia di chi non vuole i cani in condominio“. Sono ben venti le famiglie di questo palazzo di Bergamo che devono ringraziare Sofi, una cagnolina di razza shitzu, che si è accorta del fumo che si stava impadronendo del palazzo. Un corto circuito alla scatola elettrica dell’impianto generale del condominio ha cominciato a sprigionare la sua nube alle quattro del mattino, quando tutti, nel palazzo, stavano dormendo profondamente.
Se non fosse stato per l’intervento di Sofi sarebbero potute morire diverse persone ma, per fortuna, la nostra eroina pelosetta si è accorta in tempo e ha cominciato ad abbaiare fino a che non ha svegliato il suo padrone che, accortosi di quanto stava accadendo, è andato a svegliare a tutte le porte dei vicini mettendoli in allarme sino all’arrivo dei vigili del fuoco. Per fortuna c’era Sofi, alla faccia di chi non ama gli animali!
Via| Giornalettismo
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Scegliere chi sarà il proprio compagno peloso è una scelta molto importante che non va fatta solo con il cuore andando a prendere il primo cane che vediamo in un canile ma anche con la consapevolezza che con lui dovremo raffrontarci al mondo circostante e, spesso, anche ai vicini di casa. Se viviamo in una casa indipendente il problema è meno sentito ma se viviamo in condominio dobbiamo fare molta attenzione per evitare spiacevoli inconvenienti al nostro peloso. Tra le centinaia di cause condominiali che affollano i tribunali moltissime sono proprio a causa di un cane che sporca o che abbaia troppo. Mentre nel primo caso sta alla sola educazione del proprietario sistemare il problema, nel secondo possiamo fare poco o nulla. Oltre ad educare il cane, magari con l’aiuto di qualche esperto perché non abbai per qualunque cosa, dobbiamo sapere quali sono i cani che meglio si adattano alla vita in appartamento.
Tenendo presente che, a prescindere dalle razze, ogni cane fa testo a se e ogni cane ha bisogno di scaricare le tensioni e lo stress. Il cane si rilassa correndo e giocando e, quindi, potete tenere anche un dobermann in un monolocale a patto che lo facciate uscire e passeggiare spesso. Una cosa fondamentale è che ribadiate al cane, quando necessario, che il capobranco non è lui ma voi così da stabilire una gerarchia fondamentale per essere ascoltati. Per le razze, nello specifico, i cani più indicati sono quelli di taglia piccola perché negli appartamenti riescono comunque a girare senza troppi problemi ma questa non è una legge universale. C’è chi ha un pitbull, chi un labrador, chi un dogue de bordeaux. L’importante è che il cane faccia sempre esercizio fisico all’aperto con lunghe e divertenti passeggiate.
Vi avevamo parlato qualche tempo fa della storia di Rambo, un labrador affetto da displasia alle anche. Rambo abita in un condominio e non riesce a fare le scale per salire e scendere le scale per fare il suo giretto. La sua padrona lo portava in ascensore (poi pulendolo da eventuali peli o sporcizia) ma una delibera condominiale ha decretato che Rambo non poteva più usare l’ascensore.
La proprietaria di Rambo si è quindi rivolta al CODICI, un’associazione a tutela dei consumatori che ha diffidato il condominio a ritirare la delibera. Ora Rambo potrà continuare ad usare l’ascensore anzichè farsi 4 piani di scale. A quanto detto dalla rappresentante del CODICI ci sono circa 500 casi all’anno riguardanti la vita dei cani in condominio e il consiglio è che, prima di acquistare casa, ci si informi approfonditamente sul regolamento di condominio.
Via|La Repubblica
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Le marachelle sono all’ordine del giorno da parte dei cani di proprietà che vivono con i loro amici bipedi nei condomini. Per questo motivo gli esperti di AIDAA e del Tribunale degli Animali hanno realizzato un elenco di regole da seguire. Semplici, talvolta addirittura ovvie, ma comunque disattese e capaci di rinverdire il proliferare di idee e vari atteggiamenti più o meno originali in proposito, le indicazioni valgono a prescindere dalle razze dei cani che avete scelto di tenervi in casa.
Aggiungendo l’undicesima regola, che indica di “non lasciare mai il cane solo chiuso fuori casa sul balcone anche se per poche ore, ricordandosi di lasciare aperta una porta in modo che l’animale possa andare e venire dall’appartamento”, ecco il decalogo per chi vuol essere un buon padrone di cane che vive in un condominio:
1 – Portare sempre il cane al guinzaglio corto (mt. 1,50) e con la museruola al seguito quando si attraversano o si sosta negli spazi comuni e nel giardino condominiale.
2- Il cane deve essere tenuto al guinzaglio corto e con museruola al seguito quando si usa l’ascensore condominiale, ricordarsi di portare sempre con se un deodorante per togliere gli odori di fido e del materiale per l’eventuale pulizia degli ascensori qualora fido perda pelo.
3- Mai lasciare libero il cane per le scale condominiali o negli spazi condominiali chiusi e nei giardini condominiali (tranne diverse disposizioni del regolamento).
4- Raccogliere sempre e con gli appositi sacchettini le deiezioni dei propri cani e pulire con appositi prodotti non nocivi ne per cani ne per i bambini qualora il cane faccia pipì in spazi condominiali o nel giardino comune.
5- Se si possiede un giardino di proprietà utilizzato dal cane questo deve essere sempre tenuto pulito dalle deiezioni in modo da evitare sgradevoli odori ai vicini, il giardino, il box o lo spazio privato dove vive il cane deve essere pulito almeno una volta al giorno.
6- Mai lasciare in giro negli spazi comuni ciotole contenenti cibo o acqua per il proprio cane, se lo stesso mangia in spazi comuni o nel giardino privato o comunque all’aperto occorre lasciare la zona utilizzata cosi come era precedentemente raccogliendo i rifiuti e spostando le ciotole.
7- Se il cane abbaia in casa negli orari del riposo provvedere ad insonorizzare la zona dove vive il cane e predisporre gli spazi a lui riservati nella zona più lontana possibile rispetto alle case ed alle fineste dei vicini.
8 - Mai lasciare il cane libero in ascensore, potrebbe disturbare o importunare gli altri condomini.
9- Portare il cane a passeggio almeno due volte al giorno, lasciandolo correre per almeno mezz’ora in una apposita area cani, questo lo aiuterà a stancarsi e distrarsi.
10- Evitare di lasciare solo in appartamento il proprio cane per più di sei-sette ore al giorno, il cane si sentirebbe trascurato e ovviamente si lamenterebbe.
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Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia e Veneto, sono le regioni italiane che hanno la più alta densità di presenza di cani nei condomini, “colpevoli” di causare ogni anno almeno 60.000 liti tra vicini di casa e 20.000 richieste di consulenza al Tribunale degli Animali AIDAA. Il perché è facile da spiegare. Fido rimane per troppe ore al giorno chiuso in casa, spesso troppo piccola rispetto alla sua taglia e sfido qualsiasi umano magari tenuto pure a catena e solo, come potrebbe reagire: il minimo che capita al cane è che abbai rimanendo senza voce per far sentire la sua protesta al mondo intero!
Allora l’AIDAA è scesa in campo per dire la sua, nella persona di Lorenzo Croce, il suo presidente:
“Costringere un cane di grossa taglia a passare la vita in piccoli appartamenti o su angusti balconi e solo […] rappresenta per noi maltrattamento dell’animale […]. Per questo abbiamo suggerito anche alla luce dell’esperienza dei casi approdati al Tribunale degli Animali l’introduzione dell’obbligo di dichiarare la grandezza del proprio appartamento e dell’eventuale spazio utilizzabile dal cane all’atto di acquisto o di affido di Fido, e di dare alle Associazioni la facoltà di effettuare controlli post vendita del cane, così come normalmente dovrebbe avvenire per gli affidi in canile. Infine chiediamo di favorire l’introduzione del dog sitter di condominio, magari attraverso norme di defiscalizzazione di tale servizio, in quanto dalla nostra esperienza la presenza di un responsabile dei cani di condominio risolverebbe almeno il 50% dei contenziosi che molto spesso approdano in tribunale con costi molto alti per le parti, e soprattutto con padroni e vicini che si scannano senza tener affatto in conto i fattore primario, rappresentato per noi dal benessere degli animali“.
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Non tutti amano gli animali e capita che diverse liti – condominiali, per esempio – avvengano proprio tra chi ha un pet e chi non ne ha. Può succedere che i non amanti dei cani assumano atteggiamenti intolleranti, ma può anche accadere che siamo noi che siamo troppo tolleranti e lasciamo correre troppe cose. Ecco alcune regole da rispettare per evitare irrigidimenti e liti. Questi consigli sono ispirati al decalogo fatto circolare in questi giorni dall’AIDAA (Associazione Italia per la Difesa di Animali e Ambiente): sono posti però in positivo dal momento che proporre una lista di dinieghi produce un effetto negativo a mio modo di vedere. A proposito di questi suggerimenti, dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA:
“Sicuramente alcune regole non ci piacciono, e penso soprattutto a quelle relative ai trasporti o all’obbligo del guinzaglio e della museruola nei parchi pubblici laddove non ci sono le apposite aree di sgambamento per cani, ma così come giustamente noi lottiamo per i diritti dei nostri amici a quattro zampe, d’altra parte dobbiamo accettare anche le limitazioni a loro imposte”.
Dopo il salto trovate i nostri consigli.
Continua a leggere: Le dieci regole per una buona convivenza tra cani ed esseri umani

Se vivete in un condominio siete certamente consapevoli che le diatribe tra vicini di casa sono all’ordine del giorno. Rumori, odori molesti, parcheggi e motivi similari si sprecano sui banchi dei giudici di pace a cui tocca il penoso compito di mettere d’accordo le parti. Se avete un cane beh, rassegnatevi, alla prossima assemblea condominiale sarete presi sicuramente di mira. Sembra, secondo l’AIDAA, che in tribunale, solo nel 2009, siano finite quasi 4000 liti proprio causate (ovviamente in maniera indiretta) dal migliore amico dell’uomo.
I motivi principali sarebbero i rumori molesti causati da cani, gatti, uccelli canterini e altri animali, durante le ore notturne, la mancata cura degli spazi condominiali e dell’ascensore, la mancanza di igiene negli spazi comuni come, ad esempio il giardino condominiale. Lorenzo Croce, presidente dell’AIDAA spiega che:
Dicendovi che, comunque, nessun regolamento condominiale può impedirvi di tenere un cane nella vostra casa di proprietà (ci sono diverse leggi a testimoniarlo) è comunque da dire che, anche in questo caso, il cane ha un grado di colpa molto molto limitato (giusto all’abbaiare ma è comunque nella sua natura). I padroni dovrebbero tenere i cani nel rispetto dei condomini, evitare che facciano deiezioni nelle aree comuni e non lasciarli mai slegati (qualcuno può comunque averne paura). Un suggerimento: o siete agguerriti contro vicini di casa invadenti e pretenziosi o, più semplicemente, cercate di andare d’accordo con i vostri vicini e vedrete che perdoneranno più facilmente un “bau” di troppo.
Via| AIDAA
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