
DOGTV: un canale tv riservato ai cani, pensato esclusivamente per intrattenere i nostri amici a quattro zampe e ideato dal suo punto di vista. Colori, suoni, filmati adattati ad un pubblico canino, in onda 24 ore su 24, 7 giorni su 7. E niente pubblicità, pensate che spasso deve essere, perché i cani non hanno potere d’acquisto e gli spot sui migliori croccantini dunque lasciamoli pure in onda solo sulla tv di noi poveri bipedi.
I filmati hanno il compito di stimolare i cani e combattere la noia. Pensate alle giornate uggiose, in cui il cane se ne sta mogio mogio guardando malinconico fuori dalla finestra. Ora potrà stare davanti alla scatola parlante, sperando che su di lui non abbia lo stesso effetto che ha avuto sul genere umano.
Scherzi a parte, i programmi televisivi per cani dovrebbero farlo diventare ancora più intelligente e, a detta degli ideatori, prevenire stress, letargia ed ansia da separazione nel cane. La tv ha ricevuto la benedizione dell’American Society for the Prevention of Cruelty to Animals e dell’American Veterinary Medical Association e scusate se è poco. L’abbonamento, disponibile anche in streaming, costa 9 dollari e 90 al mese.
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In questi giorni ho visto in tv (canali Sky) la pubblicità di un sussidio per gestire bene le riunioni condominiali evitando, per quanto possibile, le liti. Lo spot presenta varie situazioni possibili di attrito, tra cui anche la signora che difende il proprio cane contro i vicini che non tollerano gli animali. La signora è ben vestita, con un cappello elegante e in piedi mentre tiene in braccio un cane di piccola taglia (forse un chihuahua, ma non ne sono sicuro). Ovviamente la voce della signora è stridula, il nome del cane è ridicolo e lei, la condomina amante dei cani, fa più che altro la figura della “scema” che di una persona che vuol difendere i diritti propri e del suo cagnolotto.
Al di là della sinteticità dello spot che deve riassumere varie questioni in pochi secondi, mi domando come mai si debba associare l’idea della donna a quella del cagnolino piccolo e, soprattutto, della donna con il cagnolino piccolo che per forza è isterica. È un po’ lo stesso gioco di stereotipi per cui ci sono cani da “uomo” e da “donna” o, peggio, da “etero” e da “gay”. Forse mostrare una donna con un cane grosso equivarrebbe a dire: “Non fatemi arrabbiare che sguinzaglio il cane”? Ma allora non si propone un qualcosa di rispettoso dei diritti delle persone e degli animali (ricordiamo che il contesto è la riunione condominiale), ma si perpetua solo la legge del più forte. Come se, poi, vivere con un cane grande significa essere equilibrati mentre vivere con un cane di piccole dimensioni equivalga a essere isterici e antipatici.
Capisco benissimo, lo ripeto, l’esigenza di sintetizzare di cui ha bisogno uno spot, però forse si potrebbe puntare più sulla promozione dei diritti di persone e animali che sulla stereotipizzazione di questioni che, spesso, esistono nella mente dei pubblicitari e di quanti non riescono a vedere la realtà così com’è.
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Vi segnalo il sito con i video di Animal Planet, visibile in Italia su Sky canale 421. Oltre ai classici sugli animali, tipo Animal Cops o Basta io o il cane!, va in onda in questo periodo uno speciale a puntate sulle razze canine. Al link che vi ho segnalato, ci sono tutti i video delle puntate, mentre altre le stanno ancora registrando. Purtroppo è in inglese, ma gli appassionati delle razze potranno godersi dei filmati davvero divertenti.

Su quanto è accaduto a “La prova del cuoco”, con Beppe Bigazzi che spiegava a modo suo come cucinare in maniera prelibata un gatto, si è detto tutto e il contrario di tutto. C’è chi si è schierato a favore di Bigazzi (in quanto persona e non in quanto mangia-gatti) e chi ha condannato quanto ha raccontato. Si è scomodata Striscia la Notizia con Valerio Staffelli per consegnarli un tapiro in conseguenza alla sua sospensione dalla trasmissione Rai.
L’ “affare Bigazzi” però non è l’unico esempio di sfruttamento degli animali (anche se, in questo caso, indiretto) che avviene in TV. Si passa da Willy e Mu che devono stare sul bancone di Striscia in mezzo a rumori estranei e luci molto forti, agli animali messi nei pacchi di Affari tuoi o relegati, sempre nella trasmissione Rai, in un recinto e a cani, gatto i altri animali che vengono utilizzati in fiction e a cui vengono fatti fare esercizi che, a volte, risultano veri e propri maltrattamenti.
Non tutti sanno che esistono delle linee guida per la tutela degli animali in tv. Sono cinque semplici regole che si affiancano a quelle della legislatura civile e penale presente in ogni paese. Queste norme sono state stilate direttamente dall’UNESCO. Si passa dalla presenza di animali in TV unicamente per scopi informativi e di sensibilizzazione al divieto di presenze e atteggiamenti che siano lesivi per la loro dignità passando dalla riduzione di rappresentazioni circensi che esaltino lo sfruttamento degli animali fino ad eliminarle dal palinsesto.
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La mia Golden Retriever – Calliope Honey’s Eves, per gli amici Lilla – è una telespettatrice appassionata. Non credevo che i cani potessero essere così interessati alla televisione e, soprattutto, riconoscere cosa si muove sullo schermo. Innanzitutto riconosce gli esseri umani (che guarda con poco interesse) dagli animali (che subito attirano la sua attenzione). È indifferenti se si tratti di persone vere o di cartoni animati: riesce a distinguere senza problemi. Le reazioni alla vista degli animali sono le più disparate: è attenta, ringhia, abbaia, salta contro il televisore.
Se si tratta di animali piccoli non li considera nemmeno (a meno che non stiano facendo versi strani); se son cani o animali simili ai cani (secondo la sua testa, eh!) allora abbaia e attacca il televisore; se son animali più grandi (elefanti, per esempio) si limita a ringhiare. Una sua passione, poi, sono i dinosauri: se facendo zapping trovo un documentario sui dinosauri è fatta! Lei si mette davanti al televisore e segue il tutto, senza ringhiare o altro.
Differente è l’atteggiamento degli altri due amici a quattro zampe che ho in casa: Daphne (bassotto tedesco nano a pelo lungo) segue un po’, ma poi preferisce dormire. Al limite abbaia se parte Lilla. Shalom (meticcio), invece, non è minimamente interessata all’argomento televisione: al massimo fa un po’ di storie al subwoofer.
E i vostri amici pelosi che reazione hanno davanti al televisore: seguono i vari programmi o vivono benissimo anche senza?
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