Più volte si è parlato dei cani “ipoallergenici”, di quei cani, cioè, che non provocherebbero allergie. Un esempio è Bo, il cane del presidente Barack Obama. Pare che si tratti di un mito bello e buono e le persone affette da allergie che spendono soldi per comprare cani delle cosiddette razze ipoallergeniche (come Barboncini, Schnauzer e Cani d’acqua portoghesi) possono andare incontro a spese perfettamente inutili.
Lo studio è pubblicato sull’American Journal of Allergy and Rhinology che, dopo approfondite ricerche basate su una capillare raccolta di campioni, ha concluso che non vi è alcuna differenza significativa nella quantità di allergeni presenti nelle case in cui vivono razze ipoallegeniche rispetto a quelle che ospitano cani “normali”.
Anche se è possibile ammettere che si possa sviluppare una certa resistenza agli allergeni vivendo a contatto dei cani sin dall’infanzia, affermare che una certa razza canina porti a minori reazioni allergiche è, finora, privo di fondamento scientifico. Lo studio mette in evidenza come se è vero che determinate razze di cane non perdono peli e non sono soggette a desquamazioni cutanee è pur vero che risulta azzardato affermare che tali razze non portino allergie nei soggetti disposti.
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Da quando la famiglia Obama ha scelto Bo, il cane razza Cao de Agua, “ipoallergenico”, c’è molta curiosità nei suoi confronti. Il Cao de Agua, oltre a essere l’unico cane marinaio esistente al mondo, ha anche il vantaggio di perdere pochissimi peli e quindi non creare problemi a chi è allergico.
Chi volesse conoscere meglio il Cao de Agua, ma anche i cagnolini in generale (come allevarli, curarli, gestirli…) potrà seguire, qualora lo volesse, lo specialissimo 7 giorni cuccioli, in onda dal 22 al 29 marzo su DeAKids (Sky, 601), a partire dalle ore 21. Consiglio di tenere sott’occhio il decalogo su come allevare un cagnolino, con i consigli del dog trainer Simone Dalla Valle. Se poi siete figli delle stelle è anche previsto l’oroscopo per i nostri amici a quattro zampe.
Trovo sempre interessanti i programmi dedicati alla cura degli animali e i documentari in generale. Temo un pochino, invece, le mode passeggere: un cane, un gatto e tutti gli altri pets sono un impegno che può durare molti anni e devono essere accolti in casa con cognizione di causa. Emulare questa o quella star che ha un cucciolo particolare, o questo o quel film in cui si vede un animaletto dolcissimo (vi ricordate di Nemo e del boom dei pesci pagliaccio?) può essere deleterio, sopratutto per i più piccoli, che vanno educati alla responsabilità e non accontentati subito nei loro capricci. Ma voi ce lo vedete il presidente Obama a raccogliere la cacca di Bo? Lui non lo fa, ma noi sì!
Foto | Lutz Mischa Heitmüller