
Marcia indietro del consigliere carocci sul suo tanto discusso intervento televisivo. Come vi avevamo raccontato qualche giorno fa, il consigliere umbro aveva dichiarato, durante un’intervista ad una tv regionale umbra, che deve esserci la possibilità, per chi non vuole più un cane, di liberarsi del “problema” con una semplice puntura che causa la soppressione dell’animale. Inutile dire che queste sue dichiarazioni hanno suscitato un vespaio di polemiche. Dopo tutto il polverone che è scaturito da quelle poche ma chiarissime frasi, Carocci ha fatto improvvisamente marcia indietro dicendo che, in fondo in fondo, ha detto quelle parole ma solo per “accendere una miccia”.
La mia intenzione era quella di provocare un dibattito nazionale sui costi dei canili e sul fatto che gli animali racchiusi all’interno degli stessi non vivono un autonomo spazio di autentica libertà. Per sollevare il problema ci voleva una forte provocazione
Allora i maligni siamo noi che non abbiamo capito che, in fondo in fondo, quella del consigliere Carocci era solamente una boutade, una burla. Un burla fatta, oltretutto, a fin di bene per incentivare le adozioni dai canili. sarà, ma io non lo avevo capito.
Via| Umbria24
Io, volendo evitare problemi legali, non vi illustro la mia opinione sulle parole uscite dalle fauci del consigliere Carrocci. In breve lui ha una trovata “geniale” per risolvere l’annosa questione dei cani ospiti presso i canili; soluzione valida anche per evitare un esborso alle casse del Comune. Non voglio anticiparvi niente, ascoltate bene quanto ha da dire questo consigliere e dateci la vostra opinione.
Vi ripeto: ascoltate molto bene. Ci sono tratti in cui ho dovuto riavvolgere il video per essere sicuro di aver capito bene. Come detto sopra, però, non voglio esprimermi (non ci tengo a pagare le vacanze ad un avvocato). Fateci sapere la vostra opinione, sono sicuro che le parole vi verranno fuori come un fiume in piena!

+
Cosa c’è di peggio di abbandonare un cane? Abbandonarne uno preso da un canile e, quindi, già abbandonato una volta. Con i controlli pre e post affido molti casi del genere vengono evitati a priori ma, purtroppo, non sempre funziona e un povero cane, che si era illuso di essere stato adottato da una famiglia amorevole, si ritrova suo malgrado nuovamente dietro le sbarre di un box in un canile. Purtroppo, come è comprensibile, i cani abbandonati “di ritorno” sono quelli che meno si adattano al ritorno in canile e sviluppano un comportamento che, a volte, ne pregiudica l’adottabilità futura.
Questo succede per diversi motivi, controlli pre affido non adeguati (o addirittura assenti), adozioni fatte con troppa leggerezza o solo per soddisfare un capriccio, magari di un bambino che vede nel cane un semplice giocattolo. Per evitare questo genere di spiacevoli episodi la Nintendo, la casa giapponese leader nei videogiochi, ha sviluppato, in collaborazione con la Lega per la difesa del Cane, un videogames che si chiama Nintendogs & cats nel quale si dovrà accudire un cane (o un gatto) e seguirlo in tutte le sue esigenze. Il progetto della Lega del Cane è di distribuire una console nei canili e utilizzarla come verifica supplementare a quella canonica del pre-affido. Secondo voi la cosa funzionerà?
Via| Corriere.it

Sia che decidiate di adottare un cane da un canile, sia che lo prendiate da un allevamento o da una cucciolata di vostri amici, ci sono delle domande che dovreste porvi prima di far entrare l’amico peloso in casa. Dopo aver valutato per bene e considerato il fatto che l’arrivo di un cane in casa modificherà le vostre abitudini, ecco le dieci domande alle quali bisogna dare risposta:
Se anche a una sola domanda la vostra risposta è no o ni, allora è il caso di non prendere un cagnolone con voi. Aspettate un po’ di tempo, riponetevi le domande e, se la situazione è cambiata e le risposte sono tutte sì, allora correte ad abbracciare il vostro futuro amico peloso!
Via | Enpa Perugia
Foto | Flickr

Avete preso la splendida decisione di adottare un cane dal canile, avete espletato tutte le formalità e ora il vostro amico peloso è con voi a casa.
Come ben sappiamo, il cane è un animale da branco e ha bisogno di sapere chi è il capo in casa: quindi delle regole sono basilari. Tuttavia quando si prende un cane dal canile si può correre il rischio di coprirlo troppo di attenzioni il che, se da un lato è gratificante per lui e per noi, dall’altro potrebbe anche creare dei problemi. Noi non saremo sempre a casa con lui e, quando ci assenteremo, soprattutto le prime volte, Fido potrebbe pensare di essere stato nuovamente abbandonato. Come regolarsi, quindi?
Via | Voce Arancio
Foto | Flickr
Stando ai dati del ministero della Salute nei canili italiani ci sono circa 150.000 cani; gli oltre 1.100 canili italiani, poi, sono così divisi: 465 sono municipali e 679 canili rifugio. Stando alle statistiche, nel 2010 il 35,3% dei cani adottati nei canili è stata fatta da persone ultrasessantenni e il 34,5% delle adozioni è stata adottata da persone che hanno tra 25 e 50 anni di età. Sempre secondo i dati, le persone anziane preferiscono adottare cani di età superiore ai sette anni e di piccola taglia.
Se state pensando di adottare uno dei cani che vivono nelle varie strutture italiane e renderlo così estremamente felice, ecco alcune indicazioni per poter effettuare al meglio la scelta. E con “al meglio” intendo sia per voi che per l’amico scodinzolante:
Via | Voce Arancio
Foto | Flickr
Non prendetelo come uno scherzo o un modo per prendere in giro i cani “bruttini”. Questa è una vera e propria gara, un evento in piena regola solo che, al contrario delle mille gare dove la perfezione è d’obbligo, qui la perfezione è la prima motivazione per eliminare un potenziale concorrente. Il contest è atteso annualmente da tutti anche perchè ogni singolo dollaro raccolto serve per sovvenzionare i canili. Questi cagnolini sono terribilmente e perfettamente “imperfetti” ma, siate sinceri, chi di voi non ne abbraccerebbe uno?
Ci sono due argomenti che la fanno da padrone sulle prime pagine dei giornali in questi giorni: escort e maltempo. Delle prime non parleremo poiché non è questo il luogo ma del secondo si. L’ondata di maltempo che ha colpito la penisola nei giorni scorsi si sta spostando al Sud Italia lasciando dietro di se grandissimi disagi. Uno tra tanti è quello in cui si ritrovano cani, gatti e conigli tutti randagi o selvatici, della provincia di Vicenza. Nel capoluogo veneto il fiume Bacchiglione ha straripato invadendo le strade e costringendo gli animali a trovare un riparo di emergenza.
L’ENPA di Vicenza chiede aiuto a tutti quei cittadini disposti a darlo. Ci sono intere comunità feline, i cani nei rifugi rimasti isolati e i conigli selvatici del parco cittadino che rischiano di rimanere senza cibo o che, per cause di forza maggiore, sono lontano di casa e non riescono più a raggiungere le loro famiglie. La sede cittadina dell’ENPA è allagata ma i volontari chiedono a gran voce medicine e cibo dicendo che chi volesse può consegnare le cose al canile di Gogna, attualmente al sicuro dall’allagamento nonostante i campi circostanti si siano trasformati in acquitrini. Se la vostra città è stata colpita dal maltempo può essere che i canili e i rifugi della zona siano nelle stesse condizioni e necessitino degli stessi aiuti. Date un colpo di telefono, potreste dare una piccola mano anche voi.
Via| Corriere.it
Foto| Flickr

Siete stufi di andare nei negozi di animali e vedere quei poveri cuccioletti chiusi in gabbie di vetro anguste? Siete strenuamente convinti che la scelta migliore per un nuovo amico sia il canile o l’allevatore e non vi fidate della provenienza dei cuccioli nei negozi? Consolatevi, magari è solamente una goccia nel mare ma, almeno in Canada, qualcosa si sta muovendo favorevolmente per la salvaguardia dei piccoli pelosi. Nella città di Richmond, nella periferia di Vancouver, dall’aprile 2011 sarà vietato vendere i cuccioli nei negozi di animali.
La decisione dell’amministrazione locale ha uno scopo ben preciso. Vietando questo commercio si intende anche combattere il randagismo. Spesso i cani nei negozi vengono preso più per impulsività che per effettiva volontà con l’alto rischio che i cani, una volta cresciuti, finiscano diretti al canile. Questa legge servirà anche a far aumentare le adozioni proprio dai canili della zona e ridare un po’ di felicità a quei teneri pelosi.
Se avete un profilo su Facebook e tra i vostri amici ci sono degli amanti degli animali non è difficile che vi sia arrivato l’invito a partecipare al “Galera day”. Oggi è San Francesco che, oltre essere il patrono d’Italia, è anche il santo protettore degli animali e, proprio per questo il gruppo di Chi i ama ci segua ha deciso di creare questa sorta di manifestazione “singolare di massa”. Lo slogan è in galera i criminali e fuori gli animali e mira a farsi notare da chi comanda esibendo fuori dalle nostre finestre un lenzuolo macchiato di rosso a simboleggiare il sangue di quei poveri cani rinchiusi nei canili lager di cui nessuno parla mai.
C’è anche un testo, che trovate sul sito, da mandare ad una lista di cariche istituzionali, per ricordare loro che gli animali sono nella mente solo delle persone normali ma non delle istituzioni che sembrano agire in maniera troppo soft nel rintracciare e perseguire chi maltratta i nostri amici animali. Credo sia un’iniziativa molto interessante, utile anche per coinvolgere i bambini e far comprendere a loro che ci sono, purtroppo, anche questo genere di situazioni per fargli capire, sin da piccoli, cosa sia il rispetto per gli animali. Ricapitolando, vi serve solo un lenzuolo bianco, un po’ di pennarelli rossi e neri, una fotocamera e poi, dopo aver creato il vostro striscione, fate una foto e mandatela a Chiliamacisegua.
Foto| Chiliamacisegua