
Perdonerete questo post veramente poco “politicamente corretto” ma so che tutti i “genitori” di cani hanno avuto, prima o poi, un attacco di misantropia quando una persona si lamentava del cane. Frasi e comportamenti assurdi che hanno generato questo breve decalogo che tutti quelli che non amano i cani dovrebbero leggere. Voi, ovviamente, non siete tra questi ma potete inoltrare loro questo post. L’originale è un po’ più lungo e lo potete trovare direttamente al link qui sotto.
1 – Se hai paura dei cani e ne incroci uno per strada, evita di starnazzare come un’anatra e , semplicemente, spostati. Se tu urli attiri la sua attenzione e il cane si avvicina. Non lo fa per morderti ma solo per capire cosa sta succedendo! anche tu ti giri istintivamente se senti un rumore no?
2 – È comprensibile che tu abbia paura dei cani ma se ne vedi uno non scappare. Le prede scappano e il cane è un pronipote dei lupi ergo: tu scappi, lui ti corre dietro. Lo fa a prescindere, anche senza volontà aggressive, ma comunque lo fa. Qui, rifatti alla regola 1: se tu non lo consideri, lui non ti considera.
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Sembra uscita da un film, la storia di Tommy, il cane che vedete nella foto. Il suo padrone, residente a Berlino, ha perso la vita in un lago ghiacciato, proprio mentre portava Tommy a fare una passeggiata. L’uomo è stato identificato dai soccorritori grazie al microchip del suo fedele amico.
Il cane non sa darsi ragione di essere rimasto solo e, pur avendo ancora una padrona, la moglie della vittima, continua a recarsi sul luogo dell’incidente. Come per Hachiko, il cane di razza Akita sulla cui storia è stato girato un film, anche nel caso di Tommy la notizia sta commuovendo l’intera Germania e i lettori della rete.
La foto che vedete non è un montaggio, ma la testimonianza di una storia quasi incredibile, per noi umani, almeno. Il pastore tedesco, che giace accanto all’agnellino come in una predizione biblica, si chiama Quanto e ha 5 anni. Abita in Nuova Zelanda e durante una bufera di neve ha incontrato il piccolo Snowdrop (non potevano che chiamarlo così: Bucaneve, come il fiore invernale).
Quanto ha salvato l’agnellino e poi lo ha ripulito ben bene. Quando però i soccorritori hanno cercato di riportare il piccolo dalla sua vera mamma, questa lo ha rifiutato, probabilmente per via dell’odore. A Quanto non è rimasto che adottare il piccolo batuffolo bianco, il quale, peraltro, sembra aver preso bene la sua nuova sistemazione.
Via | River Blog

A volte, al parco, i padroni dei cani e i genitori dei bambini si somigliano: i cuccioli saltellano o urlano o fanno danni cercando di ottenere attenzione, gli adulti imperterriti continuano a leggere un libro o a mandare sms o a parlare con l’amico appena incontrato. È invece importantissimo, in entrambi i casi, che gli adulti si mettano con attenzione ad osservare i piccoli.
È fondamentale imparare a conoscere il proprio cane e se lo si è preso da cucciolo bisogna sfruttare questa opportunità per coglierne il temperamento, i gusti, le paure. Due cani, quando si incontrano a distanza, si “leggono” al volo e si comportano di conseguenza. Un bravo padrone, per poter accudire bene il suo cane, deve conoscerlo. Come si comporta di fronte ad un estraneo? Scodinzola? Ringhia? China il capo? Come reagisce alle novità, alla passeggiata in città e a quella in campagna? Cosa prova quando viene rimproverato?
Dopo averlo osservato per un po’, possiamo cominciare a tentare di prevedere le sue reazioni per mettere alla prova quanto abbiamo imparato su di lui. Se volete sapere quanto è importante che si sviluppi in modo corretto questo rapporto cane/padrone leggete l’articolo di Keith Christie: ne rimarrete colpiti.

Vito è italiano, meticcio, ha meno di due anni ed è il giocherellone di casa nel B&B in cui ci siamo fermati quest’estate. Amir è uno Schnauzer, viene dalla Slovacchia, ha più o meno l’età di Vito ed un pedigree che gli permetterebbe di partecipare a delle mostre importanti ed è stato ospite nello stesso B&B per una settimana. Il suo pelo è di un raro bianco argentato e lui sembra saperlo.
Per i primi due giorni si annusano e si avvicinano: Vito scodinzolando, Amir borbottando e abbaiando per ricordarci che fa un po’ fatica a mischiarsi con noialtri del popolo. Passati questi due giorni, diventano la coppia comica della settimana.
Separati occasionalmente da Zoe, amica a quattro zampe di Vito, molto gelosa di lui, i due corrono come matti nel prato, condividono le crocchette e i bocconcini che la mia piccola passa sotto banco, si mordicchiano, danno la caccia alle talpe.
L’ultimo giorno di vacanza, noi umani li guardiamo con un po’ di tristezza nel cuore e prevediamo un addio difficile. Infatti, dopo la partenza di Amir, Vito è scomparso per quasi tutto il giorno seguente. Era andato a nascondersi chissà dove, per smaltire la tristezza e pensare ad una frase da scrivere sulla cartolina.
Foto | Flickr
Date un’occhiata al video e ditemi cosa ne pensate. Non sono un’esperta di etologia canina, ma sicuramente molti di voi lettori di Petsblog sapranno interpretare e spiegarci cosa sta succedendo a questo povero cane o che diamine stanno combinando i suoi padroni.
In Grecia le manifestazioni e le proteste dei cittadini vanno avanti da dicembre 2008 ed al fianco dei manifestanti da allora c’è sempre un cane, ormai divenuto famoso come Riot Dog, il cane delle proteste di Atene. Riot Dog ha accompagnato le proteste silenziose e pacifiche, ha sfilato in marcia nei cortei accanto a migliaia di cittadini greci in sciopero, non ha avuto paura delle frange estreme e delle sassaiole degli anarchici: è sempre lì, in piazza, tra fuochi e striscioni, protesta dopo protesta.
Secondo alcuni si chiama Cannella, secondo altri Teodoro, per altri ancora si chiama Louk, dalla marca delle salsicce che adora. Riot Dog è così famoso da avere la sua pagina su Facebook, che piace a quasi 17.000 persone .
Riot Dog è ormai una leggenda ed in molti si interrogano sulla sua provenienza: per alcuni Riot Dog si fa vedere solo durante le proteste perché appartiene ad un fotografo o ad un poliziotto, per altri è un randagio che vive a Syntagma, la piazza principale della città e sede del Parlamento, e viene scomodato durante le manifestazioni che passano da lì, ma lui è abituato, non ha paura. Riot Dog ha un collare blu, e ciò indica che è stato vaccinato. In molti si chiedono se sia lì, sempre presente, per protestare o per difendere qualcuno in particolare, che in ogni caso sarà contento di sapere che Riot Dog manifesta per quello in cui crede, sia la tutela dei diritti dei cittadini di una Nazione o solo quella del suo padrone.

Avete mai pensato a un cane che abbaia in napoletano, pugliese o milanese? Secondo una ricerca del Centro per il comportamento canino della Cumbria i cani britannici hanno un accento caratteristico anche nel loro abbaiare, proprio come i padroni.
Per effettuare la ricerca sono stati raccolti una serie di latrati di cani differenti, e studiati assieme alla voce del padrone, il risultato è che i cani hanno la propensione ad imitare gli accenti più forti e marcati, piuttosto che quelli più morbidi, imitando così gli accenti del luogo.
L’idea è nata cercando l’accento “da alta società” proprio come nel cartone animato “Lilly e il vagabondo” della Walt Disney, espertissima in caratterizzazione degli animali, personalmente lo studio, e il relativo risultato, mi fa molto ridere, ora ditemi voi se il cane del vostro amico siciliano ha un accento diverso dal cane del vostro amico triestino.
Via | Dogs
Foto | Milanosanita
Il comportamento dei cani con i bambini è spesso sorprendente. Jack è stato adottato a circa 6 mesi. Nel momento in cui la sua padrona lo sceglieva fra tanti cuccioli, nella strada in cui abito arrivavano anche tanti bambini e Jack è cresciuto con loro. E’ l’unico cane di cui mi fido totalmente e completamente e ora vi spiego il perché.
In fondo alla strada c’è un piccolo parco e man mano che i nostri bambini crescevano sempre più spesso noi mamme ci siamo date appuntamento lì, per conoscerci e far giocare insieme i nostri cuccioli. Anche Jack era sempre con noi e, senza che nessuno glielo avesse insegnato, si avvicinava ai bambini camminando raso terra, come un marine in azione. Lo faceva per non spaventarli e per consentire loro di accarezzarlo.
Dall’essere il loro compagno di giochi (si è fatto fare praticamente di tutto, in cambio di coccole e grissini), è diventato lentamente il loro custode. Un giorno, per giocare, ho messo mia figlia a testa in giù. Lei urlava divertita, ma Jack, che pure mi conosce da sempre e mi vuole molto bene, è arrivato correndo dall’altra parte del parco e mi ha intimato, abbaiando, di metterla giù, perché gli sembrava pericoloso.
Dopo un po’ ci siamo accorti che faceva una vera e propria ronda intorno al giardino. E’ arrivato al punto da cacciare i suoi amici cani, quelli con cui gioca e fa le passeggiate quotidianamente, ogni volta che al parco c’erano i bambini. Ha reso mia figlia felice accompagnandola all’asilo molte mattine e rendendole meno duro il distacco da me. Insomma, dopo essere stato adottato, ha adottato lui la strada e i suoi piccoli abitanti.
Foto | Flickr