Cuccioli di cane, di gatto, di coniglio, di porcellino d’India, di gallina… Insomma, cuccioli di pet che rasserenano a donano pace e allargano il cuore. Lo sappiamo tutti, infatti, che i cuccioli (anche quelli umani!) hanno il potere di farci sorridere, di stare bene con noi stessi e con gli altri e di sbarazzare un po’ le nostre menti dai vari problemi che ci accompagnano quotidianamente.
Allora eccovi una mini gallery di cuccioli di varie razze.
Foto | Global Animal
Qualche sera fa, dopo una cena abbondante, è avanzato un rispettabile quantitativo di pollo. Tagliato in piccoli pezzi, l’ho avvolto in un tovagliolo per portarlo ai gatti “ospiti”. Accovacciatami per posare gli avanzi nella scodella, il gattino criminale del quale parlavo due settimane fa mi ha aggredita.
Puntellandosi con le zampe, appoggiate sul palmo della mia mano, mi ha morsa cercando di strappare brandelli di carne che, suppongo, non hanno lo stesso sapore del pollo coi peperoni. Gridando ho lasciato cadere il pollo che, spargendosi, mi ha salvata. Quello che temo, adesso, è: se dovessi inciampare mentre sono in giardino e dovessi cadere, quel famelico gattino zombie uscito da uno splatter di serie B, mi mangerebbe viva?
Non essendo in grado di urlare in modo perfetto come una scream queen, i miei vicini sentirebbero un ululato alla Scooby Doo. Devo aggiungere che, prima del pollo, quel piccolo delinquente si era rimpinzato di croccantini: più che la manovra di Heimlich, mi conviene imparare qualche mossa d’autodifesa.
Foto | Flickr
Anche oggi sono cascata nel più scontato degli inganni: paesino medievale, mercatino di Natale, vicoli in forte pendenza con lastricato consunto e assassino. Terrorizzata da bambini con bomboloni stillanti cioccolato bollente e adulti dediti al vin brulè (come la sottoscritta, del resto), ho deciso di infilarmi in un vicoletto deserto.
Trattandosi di una rubrica sui gattari, naturalmente, vi aspetterete che scriva che uno splendido gattino nero mi si è parato davanti. In effetti, uno splendido gattino nero mi si è parato davanti. A una prima occhiata, il micio si è lasciato subito classificare come “felino ancora ingenuo e facilmente avvicinabile; grado di coccolosità, 8 su 10; probabili graffi e morsi in fase di gioco, 9 su 10; mia disponibilità a tollerarli grazie all’insensibilità dovuta al freddo e al vin brulè, 10 su 10″.
Salto la fase delle coccole, del gioco, delle grattate sulla pancia e dei morsi dati abbrancando la mia mano in equilibrio su due zampe, come un orso polare che divori un pesce, e passo alla domanda decisiva, posta dal mio compagno: “Ma hai deciso di prendere questa stradina perché avevi visto il gatto?”. Non lo so, non ricordo. Di sicuro avevo intravisto una vecchia pentola, di quelle con l’interno smaltato, lasciata sull’uscio di una porta, ma non sono affatto sicura di aver visto il gattino.
Se i gatti hanno il sesto senso, penso che ne comunichino un po’ anche a noi, che impariamo a riconoscere posti e situazioni da gatti. O, più semplicemente, controllano le nostre labili menti quando hanno bisogno di qualcuno che gratti un po’ loro la schiena.
Foto | Flickr
Il Sacro di Birmania è davvero un gatto molto bello e i suoi cuccioli sono irresistibili. Purtroppo, almeno nella mia esperienza, il birmano è un gatto, come il Persiano, che sa benissimo di essere bello e ti scruta sempre dall’alto in basso. Non sempre a quell’aria coccolosa corrisponde un’indole altrettanto docile. Siete avvertiti.
Una cucciolata di ricci: non credevo potesse esistere una cosa di più tenero. Nonostante le spine famose del riccio, i piccoli di riccio trasmettono un senso di tenerezza e morbidezza che nemmeno le code felici dei cagnolini o i musetti morbidi dei gattini riescono a dare. Certo, questa è una sensazione provata nel vedere le foto e non so come sono in realtà.
Non li trovate adorabili? Io sto già studiando come fare per poter accarezzare una cucciolata ricciuta!
Continua a leggere: Una cucciolata di ricci: che spettacolo!