Qualche giorno fa vi scrissi dei gatti uccisi a Paderno di Ponzano: qualcuno andava in giro a giocare a Guglielmo Tell, lasciando da parte le mele e mirando ai mici. C’erano state parecchie morti (atroci), e l’Enpa aveva addirittura messo una taglia su questo criminale. L’ultima uccisione riguardava il gattino di un bambino di nove anni, ma c’erano stati anche dei tentativi andati a vuoto. L’arciere si stava esercitando, evidentemente.
Bene: lo hanno trovato. Non so se sia stato effetto dei soldi promessi o della facilità nel reperire un possessore di balestra, e non mi interessa. Il colpevole avrebbe detto di averlo fatto per soddisfazione personale e di conseguenza, dico io, per aumentare la propria autostima. La necessità di continue conferme alla propria virilità è una brutta storia, sempre. E pensare che c’è gente che, per aumentare l’autostima, fa volontariato nei canili! Il tizio, a quanto riportato dal Gazzettino, era già “noto alle forze dell’ordine”.
C’è da scoprire come mai, un uomo noto alle forze dell’ordine, possa acquistare una balestra. Mah… forse era noto solo per evasione fiscale, chissà! La pena potrebbe essere la reclusione o una multa che, per quanto “salata”, mi lascerebbe un po’ di amaro in bocca. Il quarantacinquenne sarà denunciato a piede libero: speriamo che di libero non resti nemmeno il piede.
Via | Il Gazzettino
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Le serate e le notti si fanno più miti e, purtroppo, anche i gatti se ne accorgono. Se il proprio gatto può uscire liberamente, inizia adesso la stagione più odiata dai gattari. Innanzitutto, la gente comincia a passare fuori il fine settimana con più frequenza: più di una volta, ho chiamato tutto il vicinato rompendo le scatole perchè qualche gatto della colonia era rimasto chiuso in un garage. Incuriosito dai vari movimenti di carico-scarico bagagli, o semplicemente rispondendo all’insopprimibile istinto di ficcare il nasino dove non gli compete, qualche gatto resta intrappolato nel box che, al 99%, è di qualche vicino idiota che odia i gatti. Il prigioniero, per pareggiare i conti, gli lascerà ovunque ricordi sgradevoli.
Ma il vero problema del bel tempo, per i mici, sono gli automobilisti. Diciamocelo pure cinicamente: un brutto episodio può capitare a chiunque guidi, ma con un minimo di attenzione si può evitare. Un gattaro riconosce una strada “da gatti” come un cammello “annusa” lacqua nel deserto: una stradina, anche in città, costeggiata da bassi muretti di recinzione dei condomini, un’aiuola incolta a bordo strada, dei bidoni dell’immondizia… La regola dovrebbe essere quella di andare sempre a velocità contenute: i riflessi possono essere veloci quanto volete, ma lo spazio della frenata non dipende da voi. Se poi è notte, non si può contare nemmeno sui riflessi prontissimi dei gatti, perchè i fari li immobilizzerebbero il tempo necessario per investirli.
Se poi un incidente dovesse capitarvi lo stesso, nonostante tutte le precauzioni prese, fermatevi e cercate soccorso per l’animale. Se investiste una persona non pensereste, guardando nello specchietto retrovisore: Vabbè, ormai è fatta, pazienza! Morirà presto. Il guaio è proprio questo: investite un uomo e tutti vi cercheranno, le forze dell’ordine ascolteranno testimoni e faranno rilievi. Investite un animale e… chi si è visto si è visto. Ricordate che un gatto investito può anche tornare a casa sulle proprie zampe: anche se non manifesta dolore quando lo toccate ma si muove poco, non ha appetito e vi sembra “addormentato”, dovete correre dal veterinario per assicurarvi che non ci sia un’emorragia interna.
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Quando si avvicina il momento della dichiarazione dei redditi ci sono miriadi di associazioni che chiedono di versare a loro favore il 5 x 1000. Qui ci occuperemo unicamente di quegli enti riservati alla tutela degli animali. Il versamento del 5 x 1000 è del tutto gratuito per il contribuente ma spesso è fondamentale per chi riceve quella somma. A noi, singolarmente, potrà sembrare pochissimo ma unendo tutte le dichiarazioni si arriva a cifre considerevoli.
Queste somme servono alle associazioni per incrementare le entrate che ricevono dalle amministrazioni locali per il sostentamento di canili, per le cure degli animali bisognosi, per gli interventi d’emergenza da parte dei volontari e altre azioni. Ovviamente, anche in questo caso, di associazioni che richiedono il sostentamento economico ne esistono molte, come ad esempio nella locandina qui a lato vedete la campagna di ENPA. Per sapervi orientare meglio vi posso suggerire di scrivere direttamente a queste associazioni e chiedere come useranno i proventi ricavati da queste donazioni. Voi a chi destinerete il vostro 5 X 1000 ?

Un cane è sempre buono. Fà quello che gli dice il padrone ed è convinto che sia sempre la cosa giusta da fare visto che si fida di lui. Purtroppo spesso questa fiducia è totalmente mal riposta. Sul sito de “Il Giornale” ho letto la triste storia di Tyson, un pitbull che vive nel Regno Unito. Tyson è un pitbull che ha l’unica colpa di essere il cane del capo di una gang. In Inghilterra il rispetto per gli animali è decisamente elevato e spesso vengono considerati alla stregua degli esseri umani. Questo non sarebbe certo un male se un giudice del Regno Unito non avesse stabilito che i cani possono anche essere condannati a morte per concorso in omicidio.
Tyson è stato ritenuto colpevole addirittura in base ad un esame del DNA, usato per la prima volta al mondo su un cane. Il suo padrone, tale Christian Johnson ha ingaggiato uno scontro contro Seyi, il capo di una gang rivale. Tyson è stato “usato” per gettare a terra Seyi così che Johnson avesse il modo di dagli una serie di coltellate. Una di queste ha ferito, purtroppo, anche Tyson. Tyson non ha aggredito Seyi ma è stato comunque ritenuto colpevole di aggressione. Il giudice si è giustificato sostenendo che questa sentenza deve essere di insegnamento a chi addestra un cane come arma di aggressione.
Questa sentenza ha fatto molto scalpore nel Regno Unito ma il giudice si è dichiarato inflessibile al riguardo. Come vengono riconosciuti dei diritti gli animali devono anche essere consapevoli dei loro doveri. Poco conta che Johnson sia stato condannato a 24 anni di carcere mentre il cane debba essere soppresso. La notizia ha fatto il giro del mondo suscitando non poche polemiche. Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, ha ufficialmente richiesto la possibilità di adottare Tyson e portarlo in Italia al fine di salvargli la vita. Staremo a vedere come andrà a finire.
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In Italia ci sono diversi enti predisposti alla tutela e alla difesa degli animali. I due più conosciuti sono le Guardie Zoofile e il NIRDA. Le guardie zoofile sono dei volontari che affiancano le autorità pubbliche nella tutela degli animali e nella prevenzione dei maltrattamenti. Sono a stretto contatto con l’ENPA. Come ente sono nate ufficialmente nel 1938 e si occupano di monitoraggio e di verifica delle segnalazioni effettuate da privati cittadini. Sono ufficialmente delle Guardia Giurate con un decreto rilasciato dal Prefetto o Questura, che li qualifica come Pubblici Ufficiali e gli attribuisce, nell’ambito specifico della tutela animali, le funzioni proprie della Polizia Giudiziaria, come le attività di prevenzione e repressione dei reati. Le guardie zoofile non ricevono sostegni economici da comuni o enti pubblici e i volontari intervengono con i propri mezzi.
L’altro corpo a difesa degli animali è il NIRDA. Questo corpo fà parte del Corpo forestale dello Stato ed è stato creato oramai tre anni fà. In questi tre anni non sono certo rimasti (loro malgrado) a riposo intervenendo in oltre 5000 casi portando al sequestro oltre 2400 cani e diverse centinaia di altri animali. Il NIRDA ha anche portato al sequestro di canili, case private e negozi dove gli animali venivano detenuti in pessime condizioni.
Fate molta molta attenzione a quello che succede attorno a voi. Quando fate le vostre passeggiate con il cane guardate bene se ci sono cani tenuti in condizioni non idonee non giratevi dall’altra parte ma fate quello che la vostra coscienza vi suggerisce. Fate delle foto e inviatele via mail alle guardie zoofile o al NIRDA con chiare indicazioni su cosa avete visto. Attenzione a dare i vostri riferimenti. Se non riescono a contattarvi non procederanno con la verifica della segnalazione.
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In Moldavia il randagismo si combatte uccidendo i trovatelli, con il benestare dell’amministrazione pubblica che, dopo l’aggressione di alcuni randagi ai danni di un bambino, nella periferia di Chisinau, ha autorizzato lo sterminio sistematico. L’Enpa insorge. “Basta con la cultura della morte, il randagismo si risolve solo con sterilizzazioni e adozioni”.
“Le notizie che provengono dalla nostra rete di associazioni internazionali – spiega l’Enpa – sono agghiaccianti. Gli animali vengono catturati da alcuni dipendenti comunali, portati in un luogo di raccolta della nettezza urbana, e poi uccisi in modo barbaro. L’intera operazione sarebbe condotta nella più assoluta riservatezza per non turbare l’opinione pubblica locale; alcuni animalisti moldavi, tuttavia, sono riusciti a documentare con video e fotografie quanto sta accadendo nella capitale della Moldavia”.
Tante le associazioni internazionali che stanno premendo sulle autorità moldave per ottenere la revoca di questo provvedimento così assurdo. Alla protesta si è unità anche la fondazione francese Brigitte Bardot che ha scritto una lettera al Sindaco di Chisinau. La soluzione al randagismo, anche secondo l’Enpa, passa per l’affidamento e l’adozione dei trovatelli, per l’utilizzo e la creazione di canili oltreché per la politica di contenimento della popolazione canina: ma davvero la sterilizzazione è la via giusta per evitare il randagismo?
Uno dei miei tre amici pelosi – Shalom, la meticcia e la capobranco (in foto) – soffre di epilessia e per questo deve prendere pillole mattina e sera e, all’occorrenza, il valium. Ovviamente la curiamo passo passo, senza farle mancare nulla, ma a volte, inutile nasconderlo, tra visite mediche e medicine la spesa è enorme.
Ho aderito volentieri, pertanto, alla petizione promossa da UNISVET (Unione Italiana Associazioni Veterinarie) in collaborazione con la sezione provinciale di Milano dell’E.N.P.A. (Ente Nazionale Protezione Animali) e portata avanti anche dal gruppo di Facebook Vogliamo farmaci generici per gli animali:
“In questo momento gli animali possono essere curati solo con farmaci ad uso veterinario, con grande aggravio di costi, e senza la possibilità, salvo casi eccezionali, di poter usare farmaci destinati ad uso umano. I farmaci generici costano molto meno a parità di principio attivo e costituirebbero un grande sollievo per chi deve curare animali. I farmaci veterinari invece costano più di quelli ad uso umano a parità di principio attivo”.
Le firme raccolte sulla petizione saranno presentate al Ministero della Salute per chiedere di prevedere la possibilità di impiego dei farmaci generici nella cura degli animali.