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Ailurofobia: chi ha paura dei gatti?

pubblicato da Graziella

angry catTra l’infinito numero di fobie che colpiscono gli esseri umani, ce n’è almeno una che non mi tocca: la paura dei gatti, conosciuta come ailurofobia. Alcune persone, senza un motivo apparente, restano come impietrite di fronte a un micio e, nei casi più gravi, vengono prese da attacchi di panico e difficoltà respiratorie.

L’origine dell’ailurofobia è solitamente traumatica: a volte, da bambini, ci si può avvicinare a un gatto in modo goffo o aggressivo, a causa della poca esperienza, e non è raro che i gatti abbiano reazioni violente. Altre volte, può essere la paura di uno dei genitori a essere “trasmessa” ai bambini: un genitore particolarmente ansioso potrebbe allontanare con veemenza un eventuale gatto, preoccupato che il felino faccia del male al piccolo. A prescindere dal fatto che un gatto non si prenderebbe la briga di aggredire un bambino che non gli dà fastidio, il comportamento del genitore porterebbe il figlio a vedere i gatti come una minaccia.

In realtà il discorso delle fobie è estremamente complicato ed esula dalle competenze dei più ma, se si soffre di ailurofobia, potrebbe essere utile tornare indietro coi ricordi, cercando di isolare l’evento “scatenante”. La buona notizia è che, per chi volesse guarire, esistono dei percorsi da fare con uno psicoterapeuta; data la massiccia presenza di gatti nelle nostre città, deve essere sgradevole farsene influenzare.

Mia sorella e mio cugino sono stati letteralmente sfregiati da un gatto (completamente fuori di testa e intrattabile, a essere onesti) da piccoli: il risultato è che entrambi hanno dei gatti e una sottilissima cicatrice sulla fronte. Forse è un problema familare perchè da noi, se un gatto ti graffia, la prima cosa che viene chiesta al ferito è: “Che cosa hai fatto per farlo innervosire?”. Non si dovrebbe arrivare a questi estremi, ma non si dovrebbe nemmeno fare una tragedia se il proprio figlio ha un incontro poco gradevole col micio: siamo pieni di fobie, evitiamo di trasmetterne qualcuna ai posteri.

Foto | Flickr

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Psicogatti, felini che prima fanno le fusa e poi azzannano la mano

pubblicato da anna

coccolegatti

Il termine “psicogatto” l’ha coniato mio papà osservando la mia gatta, non ho idea di quale spettacolo l’abbia reso partecipe ma da allora ogni gesto inconsueto e apparentemente senza ragione dimostrato dai gatti viene dalla mia famiglia apostrofato come lo “psicogatto” è impazzito e pace.

Ma la domanda in questione è: vi è mai capitato di accarezzare un gatto che pare apprezzare fin tanto che non decida di mordere e graffiare la vostra malcapitata mano? Spesso il gatto afferra con le zampe anteriori e inizia a scalciare con quelle posteriori, secondo alcuni studiosi la soglia di tolleranza alle manipolazioni può variare da gatto a gatto, per questo consigliano carezze brevi e intense.

Ma da gattara devo aggiungere un aspetto, lo stesso comportamento solitamente viene fatto da mamma gatta verso i suoi cuccioli, per giocare, i gattini in quel momento stanno immobili, forse dobbiamo comportarci nel medesimo modo, sperando che la nostra mano sopravviva all’attacco.

Via | Focus
Foto | Antonelladpblog

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