
Solo ieri vi parlavamo con entusiasmo della nuova direttiva dell’Unione Europea che, in pratica, costringeva il nostro paese a vietare l’alleamento di cani e gatti per scopi scientifici. Oggi ci troviamo a parlare di chi non è totalmente favorevole a questa direttiva perchè, a quanto pare, troppo lacunosa o non va a colpire i nervi scoperti del problema vivisezione.
Tra i dubbiosi c’è la LEAL che, sulla sua pagina di Facebook, si pone una domanda:
Domanda: come mai non c’è scritto che è “vietato allevare primati, cani e gatti destinati alla sperimentazione” e basta? Che differenza c’è tra “sperimentazione” e “sperimentazione di cui alla lettera b“? Non sarà che allevare primati, cani e gatti destinati alla sperimentazione per la salute umana o per la sperimentazione obbligatoria per legge alla fine risulterà permesso?
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L’Unione Europea ha deciso: dal 10 novembre prossimo il nostro Paese dovrà recepire la direttiva che vieta l’allevamento sul proprio territorio di cani, gatti e primati destinati ai laboratori di vivisezione. In parole povere questo significa la chiusura senza “se” e senza “ma” dell’allevamento lager di Green Hill.
L’ex ministro Michela Brambilla si è sempre battuta in prima persona per questa causa e, adesso, ha solo parole positive per questa decisione:
Abbiamo corretto i grandi errori della direttiva europea 63/2010 e abbiamo introdotto in maniera importante e definitiva il principio per cui l’utilizzo degli animali, in quanto esseri senzienti e portatori di diritti, deve essere abbandonato in favore dello sviluppo di metodi alternativi in vitro.
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Green Hill perde pezzi. Lo dico, onestamente, con molta gioia. Se non sapete cos’è Green Hill ve lo spiego in poche parole. Green Hill è una struttura che si trova a Montichiari, in provincia di Brescia, nella quale vengono allevati, in maniera davvero disumana, dei cani beagle. Questo non è un allevamento come gli altri.
È una struttura che si occupa di allevare beagle per poi venderli agli istituti di ricerca per farne cavie da laboratorio. Fino a poco tempo fa nessuno , o veramente in pochi, sapevano cosa fosse Green Hill e che cosa facessero realmente. Una grande, enorme, mobilitazione partita sul web con associazioni come “Salviamo i cani di Green Hill” ha portato allo scoperto quello che accade tra le quattro mura dell’allevamento. La realtà di Green Hill, la “collina verde”, non ha proprio niente a che fare con l’aria aperta e con il benessere degli animali.
Dopo un po’ di tempo anche le istituzioni e i mass media si sono resi conto della brutta realtà di questo allevamento e si sono mossi con veemenza a favore della chiusura della struttura, l’unica del genere, in Italia. Il clamore mediatico ha convinto anche molti fornitori a stralciare i contratti con l’allevamento bresciano. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello della CIVIS, una società che si occupa di sicurezza. A seguito delle numerose e-mail di protesta ricevute ha deciso di dare un taglio al contratto di fornitura. Anche un’altra società che si occupa della distribuzione di alimenti per animali, la EuroitaliaPet, ha rinunciato a questo “business” con un messaggio diretto al comitato contro Green Hill:
“Non abbiamo fornito direttamente merce all’azienda, ma con ogni probabilità il nostro prodotto è stato dato ad un soggetto privato del quale non sappiamo se lavora per l’azienda o che altro. La vostra comunicazione ci ha, infatti, sorpreso perché non sapevamo nulla di questa vicenda. Attualmente non abbiamo avuto riscontri da quel soggetto, se ne avremo sarà nostra cura appurare quanto sopra. Comunque la nostra risposta, nel caso ci fossero richieste da parte dell’azienda, è che non avvieremo nessuna fornitura di nostri prodotti. […] Distinti Saluti. Euroitaliapet srl”
Via| Fermare Green Hill
Foto| Flickr

Grandi applausi e congraturazioni per l’approvazione in Consiglio Regionale della mozione di Renzo Bossi, il figlio del senatùr, riguardo alla vivisezione. Bossi chiedeva, con il suo testo di
“attivare presso il ministero della Salute un’eventuale moratoria da applicarsi alle nuove richieste di autorizzazione per strutture di allevamento e detenzione di animali destinati alla ricerca e alla vivisezione e alle autorizzazioni già in essere”.
La mozione è stata accolta tra gli applausi soprattutto perchè arrivata a seguito della manifestazione contro la vivisezione (e contro l’allevamento di Green Hill)tenutasi a Milano ad inizio mese. Guardando bene però il testo mi sorge una domanda: Green Hill verrà “toccata”? a mio parere no. Si parla infatti solamente delle nuove richieste e, quindi, tutti gli allevamenti già esistenti rimarranno al loro posto e continueranno a fare indisturbati quello che hanno sempre fatto. Voi come la pensate? si poteva fare di meglio? è stata solo una trovata elettorale? Sempre meglio di niente? Fateci conoscere la Vostra opinione